In un contesto geopolitico complesso, le imprese italiane evidenziano un atteggiamento cauto e attendista rispetto alle prospettive di assunzione e al mercato del lavoro nel terzo trimestre 2026.
Secondo il “ManpowerGroup Employment Outlook Survey (MEOS)” di ManpowerGroup, la previsione netta di occupazione per il periodo luglio-settembre è pari a +3%. Un dato positivo, seppur in rallentamento di -19 punti rispetto al trimestre precedente e di -14 punti sul 2025. A guidare le prospettive di assunzione è il settore dell’ospitalità e ristorazione (+8%). Seguono manifatturiero (+6%) e servizi professionali, tecnici e scientifici (+3%). Positivi i comparti legati alla produzione e ai servizi, mentre il settore dell’hospitality risente dell’arrivo della stagione estiva.
“La dinamica delle prospettive di assunzione per il terzo trimestre dell’anno riflette un contesto macroeconomico e geopolitico che induce le imprese a maggiore cautela, ma non interrompe il percorso di trasformazione del mercato del lavoro”, afferma Anna Gionfriddo, amministratrice delegata di ManpowerGroup Italia. “Anche in una fase di rallentamento, continuano a emergere opportunità in ospitalità e ristorazione, manifattura e servizi. La crescita resta fortemente trainata da fattori strutturali come innovazione, accesso a nuovi mercati e sviluppo di nuove competenze”.
Prospettive di assunzione: motivazioni e ruoli
La spinta alle assunzioni deriva principalmente dalla crescita aziendale, indicata dal 30% delle imprese intervistate. Il 26% segnala l’espansione in nuovi mercati, mentre il 22% evidenzia come l’innovazione tecnologica stia generando nuovi ruoli. Inoltre, il 21% delle aziende è impegnato a coprire posizioni aperte per l’avvio di nuovi progetti e il 19% attribuisce le nuove ricerche di personale al turnover registrato negli ultimi tre mesi. In questo contesto, emergono anche fattori più qualitativi, come la ricerca di nuove figure legate all’evoluzione delle competenze richieste dai servizi offerti (18%).
Sul fronte opposto, le riduzioni di personale sono guidate in primo luogo da criticità economiche (27%) geopolitiche (18%) e da mutamenti della domanda (26%). A queste dinamiche si affiancano interventi di razionalizzazione interna: il 19% delle imprese attribuisce i tagli all’ottimizzazione dei processi e alla conseguente riduzione o accorpamento dei ruoli. Mentre il 17% indica l’impatto dell’automazione nella diminuzione del fabbisogno di personale.
Confronti settoriali, dimensionali e territoriali
Nel terzo trimestre dell’anno, le prospettive di assunzione mostrano un quadro eterogeneo. Il settore dell’ospitalità registra previsioni di assunzione del +8%, seguito dal manifatturiero con +6% e dal settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+3%). Dal punto di vista dimensionale, le aziende di maggiore dimensione mostrano una migliore tenuta. Le imprese tra 1.000 e 4.999 persone prevedono una crescita dell’occupazione del 10%, seguite da quelle tra 250 e 999 con +9%. Risultano invece in contrazione le microimprese con meno di 10 persone (-1%) e le piccole imprese (10-49 collaboratrici e collaboratori). Un saldo negativo del -3%, al pari delle grandissime realtà sopra i 5.000 dipendenti.
A livello geografico, il Centro Italia guida le prospettive occupazionali con +7%, seguito da Sud e Isole (+4%) e Nord Est (+4%). Chiude il Nord Ovest, unico territorio con saldo negativo, pari a -4%, evidenziando una contrazione più marcata nelle aree a maggiore industrializzazione.
Qui il report completo: www.manpowergroup.it/insights/meos-previsioni-occupazione

















