di Barbara Pigoli | Non è solo formazione, ma politica industriale a tutti gli effetti: è il messaggio di “Competenze che trasformano”, l’evento con cui Fondimpresa e Inapp hanno presentato il Rapporto di Monitoraggio Valutativo 2025.
Il documento analizza l’impatto dei percorsi formativi finanziati dal Fondo, misurando gli effetti sia sulla crescita professionale dei lavoratori sia sui processi organizzativi delle imprese. L’Italia che emerge da queste analisi è un Paese che, per affrontare la doppia transizione digitale e green, sceglie di investire in modo sistematico sulle persone, riconoscendo il capitale umano come l’elemento che rende possibile ogni innovazione.
Formazione continua: il pilastro della doppia transizione
In un’economia che corre alla velocità dell’Intelligenza Artificiale, la formazione continua diventa la leva attraverso cui le imprese italiane si preparano al futuro. L’Indagine Rola, condotta su un campione di circa 8.000 lavoratori all’anno rappresentativi di una platea complessiva di 300.000 persone formate, mostra come il valore attribuito ai percorsi finanziati da Fondimpresa sia molto elevato. Oltre il 92% dei lavoratori esprime infatti una valutazione estremamente positiva. Riconoscendo ai corsi la capacità di rispondere in modo concreto alle sfide quotidiane in azienda.
Più del 90% segnala cambiamenti reali nelle proprie attività lavorative dopo la formazione. E l’effetto si riverbera anche sull’impresa nel suo complesso: l’82% ha osservato trasformazioni organizzative e quasi un lavoratore su due ha visto evolvere le proprie mansioni. Questi dati mostrano come la formazione non si limiti ad aggiornare competenze tecniche, ma intervenga nella ridefinizione di ruoli, processi e modelli organizzativi. È un elemento strutturale di sviluppo, non un adempimento accessorio.
L’IA entra nelle fabbriche (e nelle competenze)
Il Rapporto evidenzia un altro fenomeno significativo: il ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale all’interno dei percorsi formativi. Nel 2024, il 55,5% dei lavoratori formati da Fondimpresa ha partecipato a corsi che includevano contenuti sull’AI. Un dato destinato ad aumentare grazie alla nuova convenzione tra Inapp e Fondimpresa, che permetterà di ampliare e approfondire ulteriormente questo filone.
La diffusione dell’AI non riguarda soltanto le grandi imprese. Una quota rilevante dei partecipanti proviene da aziende con meno di 50 dipendenti, un elemento cruciale in un Paese come l’Italia, caratterizzato da un tessuto produttivo composto prevalentemente da Pmi. Le applicazioni più frequenti delle tecnologie intelligenti riguardano l’elaborazione dei testi e la sicurezza sul lavoro, ambiti in cui il livello medio di conoscenza dichiarato dai lavoratori è rispettivamente di 4,3 e 3,8 punti su una scala da uno a dieci. Si tratta di competenze ancora iniziali, che la formazione finanziata da Fondimpresa può rafforzare, aprendo la strada a un uso più consapevole e diffuso delle nuove tecnologie.
Tecnologia e formazione per generare produttività
Le analisi econometriche contenute nel Rapporto confermano che la formazione, soprattutto quella legata alle tecnologie digitali, produce effetti misurabili e profondi. I lavoratori che partecipano a corsi sull’Intelligenza Artificiale hanno una probabilità maggiore di svolgere attività diverse rispetto al passato, registrando un incremento del 4,8%. E una possibilità più alta di vedere ridefinite le proprie mansioni, con un incremento del 5,4%.
Anche a livello aziendale l’impatto è evidente: la probabilità di osservare cambiamenti organizzativi sale del 7,9%. Questi effetti non si limitano al presente, ma influenzano anche i percorsi di carriera. Tra il 2021 e il 2024, i lavoratori formati sulle tecnologie hanno avuto maggiori opportunità di ricoprire nuovi ruoli e funzioni di coordinamento, con un vantaggio che si mantiene stabile nel tempo. È la prova che la tecnologia non genera produttività se non accompagnata da un investimento coerente nelle competenze, che ne consente un utilizzo pieno e strategico.
Una strategia industriale centrata sulle persone
Secondo Natale Forlani, presidente dell’Inapp, i risultati dell’indagine rivelano tre tendenze decisive:
- crescita della produttività generata dalla convergenza tra investimenti tecnologici e formazione,
- miglioramento delle condizioni di lavoro e delle dinamiche salariali,
- ruolo centrale dei Fondi interprofessionali nell’orientare i fabbisogni professionali e nel validare gli esiti dei percorsi formativi.
Si tratta, secondo Forlani, di indicazioni essenziali per rendere più efficaci le politiche attive del lavoro, attraverso un coinvolgimento strutturato delle parti sociali. Il presidente di Fondimpresa, Aurelio Regina, sottolinea che il nuovo scenario rende evidente un cambio di regole. Le imprese che integrano sostenibilità ambientale e innovazione digitale mostrano un vantaggio competitivo misurabile, superiore a undici punti percentuali. Fondimpresa, spiega Regina, non si limita a gestire risorse: contribuisce alla costruzione dell’infrastruttura immateriale del Paese. È dai casi di eccellenza, continua, che emerge la lezione più importante: l’AI e la transizione ecologica possono essere governate solo se le persone restano al centro della strategia industriale.
Fondimpresa e Inapp: il futuro nasce nelle aule
Il Rapporto 2025 conferma che la partita della produttività italiana si gioca nei luoghi della formazione e nei laboratori aziendali. Innovazione e crescita non dipendono dalla tecnologia in quanto tale, ma dalla capacità delle imprese di dotare i lavoratori delle competenze necessarie per governarla. Se esiste un algoritmo della crescita, il lavoro congiunto di Fondimpresa e Inapp mostra che la formula è chiara: innovazione più competenze genera competitività. Tutto il resto è visione industriale che guarda al futuro.

















