Una formazione che lascia il segno

Imprese, enti e professionisti si confrontano sul nuovo ciclo strategico di Fondo Conoscenza: più risorse, più inclusione e un’identità rinnovata

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Imprese, enti e professionisti si confrontano sul nuovo ciclo strategico di Fondo Conoscenza: più risorse, inclusione e identità rinnovata

di Laura Reggiani |

Una sala gremita, un clima partecipato e un’agenda densa di contenuti: si è svolto a fine marzo, negli spazi di Palazzo Montemartini a Roma, l’appuntamento annuale di Fondo Conoscenza dedicato alla presentazione degli Avvisi 2026.

Un’edizione che si distingue per la portata strategica: oltre ai nuovi strumenti di finanziamento per la formazione continua, il Fondo ha infatti svelato il proprio rebranding e delineato la direzione dei prossimi anni. A moderare i lavori, la giornalista Antonella Melito, che ha guidato il confronto tra imprese, enti di formazione e parti sociali.

La bilateralità come motore di coesione

La mattinata si è aperta con l’intervento di Carmelo Satta, presidente Fenapi, che ha richiamato il ruolo della bilateralità come leva di coesione sociale. “Il valore del sistema”, ha sottolineato, “è trasformare principi condivisi in strumenti concreti”. Sulla stessa linea Guglielmo Gebbia di CIU Unionquadri, che ha posto l’accento sulla fruibilità dei percorsi formativi: “La formazione produce effetti reali quando è semplice, accessibile e capace di accompagnare le imprese nelle transizioni tecnologica, green e demografica. Si sposta l’attenzione dalla quantità alla qualità”.

Il quadro internazionale è entrato nella discussione attraverso le parole di Domenico Cosentino, segretario generale di Ali Confsal. I dati del World Economic Forum indicano che entro due anni tutti i lavoratori dovranno aggiornare le proprie competenze in modo significativo per restare competitivi. Una tendenza che rende la formazione continua non più un’opzione, ma un requisito strutturale dei sistemi produttivi.

I numeri: una crescita che include chi restava ai margini

Il punto sui risultati 2025 è stato affidato a Concetto Parisi, presidente di Fondo Conoscenza (a sinistra nella foto di apertura), che ha illustrato dati in forte crescita. Le aziende aderenti sono passate da 41.794 a 51.090, registrando un incremento del +22%. I piani formativi finanziati hanno segnato un aumento straordinario: +222%, passando da 520 a 1.678 progetti (680 Fnc e 998 ordinari). Le ore di formazione approvate hanno raggiunto quota 134.579, con un tasso di copertura finanziaria del 95,71%: su oltre 11 milioni di euro richiesti, più di 10,5 milioni sono stati effettivamente finanziati.

Un dato spicca più degli altri: il 60,23% delle aziende aderenti non aveva mai aderito prima a un fondo interprofessionale. “La formazione finanziata deve diventare moneta corrente, immediata e alla portata di tutti”, ha commentato il presidente Parisi. Sottolineando la forte presenza di microimprese (85,65%) e l’ampliamento verso territori tradizionalmente meno raggiunti.

L’analisi di Antonello Rossetti, esperto di valutazione dei piani formativi, conferma questa apertura. Il 73% delle imprese beneficiarie dell’Avviso 1/2025 si concentra infatti in sei settori: guida il commercio (quasi il 20%), mentre colpisce la presenza nei primi posti della sanità e assistenza sociale. Comparto in cui la necessità di nuove competenze risulta particolarmente urgente. Un dato coerente con le previsioni del sistema informativo Excelsior, che individua proprio questi settori tra quelli con maggiore fabbisogno di figure professionali nel periodo 2025-2029.

Rebranding di Fondo Conoscenza: il segno come identità

Il 2026 rappresenta anche un anno di rinnovamento simbolico. Fondo Conoscenza ha presentato la propria nuova identità visiva, costruita attorno a tre segni tipografici. L’asterisco, che apre possibilità e chiarisce; l’accento, che definisce significato e direzione; la stella, che rappresenta il risultato raggiunto. Una grammatica visiva che traduce la missione del Fondo: aprire, orientare e valorizzare percorsi di crescita.

Cinque strumenti, un’unica direzione

Il direttore del Fondo, Raffaele Modica (a destra nella foto di apertura), ha illustrato il pacchetto degli Avvisi 2026, che mette a disposizione oltre 14 milioni di euro e introduce un sistema più flessibile e inclusivo.

  • Avviso 1/2026 Generalista: piani formativi aziendali, territoriali e settoriali;
  • Avviso 2/2026 Voucher Pmi (aziende associate alle Parti Sociali): voucher formativi per i dipendenti delle Pmi associate a Fenapi;
  • Avviso 3/2026 Voucher Pmi (tutte le aziende aderenti): aperto a tutte le imprese aderenti, senza vincolo associativo;
  • Avviso 4/2026 Certificazione delle competenze: sperimentale dedicato ai percorsi di IVC;
  • Avviso 5/2026 Sistemi Territoriali di Imprese: sostiene piani formativi e voucher per dipendenti e disoccupati da inserire nel mercato del lavoro.

A supporto di enti e imprese, il Fondo ha inoltre annunciato l’attivazione di una chatbot dedicata, pensata per offrire orientamento immediato e informazioni aggiornate.

La direzione delle politiche pubbliche

La chiusura dei lavori è stata affidata a Maurizio Politi, Vice Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Lavoro. Politi ha chiarito come l’obiettivo delle linee guida ministeriali sia quello di garantire l’efficacia della formazione, distinguendo tra uguaglianza ed equità. “Trattare situazioni diverse come se fossero uguali può diventare un ostacolo alla competizione leale”, ha spiegato. Dimensione aziendale, composizione retributiva, provenienza geografica: sono queste le variabili che devono orientare gli strumenti. “L’unica sfida che ha senso”, ha concluso, “è quella che ci permette di programmare il futuro, anziché reagire in emergenza”.

LE SPECIFICHE DEI NUOVI AVVISI

Avviso 1/2026 – Generalista: sostiene piani formativi aziendali, territoriali e settoriali su tutte le aree tematiche, con finestre mensili di presentazione da aprile a dicembre 2026. Tra le novità, un incremento premiale per le aziende neoaderenti, a conferma dell’attenzione verso i nuovi ingressi nel sistema formativo.

Avviso 2/2026 – Voucher Pmi (aziende associate alle Parti Sociali): voucher formativi per i dipendenti delle piccole e medie imprese associate a Fenapi, con contributi proporzionali alla dimensione aziendale.

Avviso 3/2026 – Voucher Pmi (tutte le aziende aderenti): stesso impianto dell’Avviso 2, con platea allargata a tutte le aziende aderenti, senza requisito associativo.

Avviso 4/2026 – Certificazione delle competenze: avviso sperimentale dedicato ai percorsi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze dei lavoratori, in coerenza con il Sistema Nazionale di Certificazione e il Quadro europeo EQF.

Avviso 5/2026 – Sistemi Territoriali di Imprese (in pubblicazione a luglio): strumento a vocazione territoriale, con durata triennale, che finanzia piani formativi e voucher per i dipendenti delle imprese aderenti e per soggetti disoccupati da inserire.

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