Oltre l’ordinaria amministrazione

La gestione delle risorse umane è oggi un’attività complessa. Non è più solo “amministrazione”. La tecnologia, però, viene in aiuto di chi se ne occupa, semplificando gli aspetti procedurali, fornendo strumenti per migliorare le competenze e consentendo di concentrarsi su ciò che conta davvero: le persone e il cambiamento

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la gestine HR ha a che fare con qualcosa di più complesso rispetto alla cosiddetta “ordinaria amministrazione”.

di Virna Bottarelli | Chi si occupa di gestione del personale oggi ha un raggio d’azione più ampio rispetto al passato. O, meglio, la gestine HR ha a che fare con qualcosa di più complesso rispetto alla cosiddetta “ordinaria amministrazione”.

C’era una volta l’ufficio del personale, quindi, e ci sono oggi i team delle risorse umane, professionisti verso i quali si ripongono aspettative crescenti. Come è emerso da una survey condotta lo scorso anno da Strada, azienda che fornisce in tutto il mondo soluzioni per la gestione delle paghe, del capitale umano e finanziaria, i professionisti delle risorse umane lavorano in uno scenario trasformato dai progressi tecnologici e dall’evoluzione delle aspettative dei lavoratori.

4 pilastri della gestione HR

In particolare, l’analisi ha evidenziato quattro aree chiave che stanno plasmando la gestione HR:

  • digitalizzazione,
  • Intelligenza Artificiale,
  • sviluppo delle competenze,
  • trasparenza retributiva.

Sulla digitalizzazione, la survey ha evidenziato che molti dipartimenti HR si affidano ancora a processi manuali per gestire le informazioni sui dipendenti. Ma questa modalità causa inefficienze, aumenta il rischio di incorrere in errori e in problemi di non conformità alle normative. Sarebbe invece auspicabile lavorare con sistemi integrati per la gestione delle paghe e dei dati sensibili che interessano il personale.

A questo aspetto si collega l’AI che, sempre secondo Strada, “ha il potenziale necessario per rivoluzionare i processi di gestione delle risorse umane e del payroll. Automatizzando attività ripetitive come l’inserimento dei dati, i calcoli delle retribuzioni e la conformità fiscale”. Non solo: l’AI è di supporto anche nel recruiting e nell’identificare le competenze mancanti e le esigenze di formazione.

Il tema delle competenze riguarda, poi, sia la capacità di maneggiare i nuovi tool digitali, AI compresa, sia le soft skill, che per chi opera nell’ambito delle risorse umane dovrebbero essere prioritarie. Infine, nuovo pilastro delle pratiche HR è la trasparenza retributiva, un criterio stabilito per legge, che comporta per le aziende nuovi obblighi e legittima i dipendenti a chiedere maggiore visibilità sulle strutture salariali.

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