Skills-based organizations: il 50% delle aziende è ancora in fase iniziale

La ricerca di Eggup, società del Gruppo Zucchetti, fotografa un mercato in transizione verso modelli organizzativi basati sulle competenze: il 33,7% non ha ancora mappato le competenze, ma tra chi ha avviato iniziative il 66,7% segnala un miglioramento dell’engagement

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Eggup sikills-based

In Italia c’è un mercato in piena transizione: il paradigma skills-based sta guadagnando attenzione nel dibattito organizzativo, ma la sua adozione nelle imprese italiane resta ancora disomogenea e in molti casi non pienamente strutturata, se non addirittura nelle fasi iniziali.

Sulla base di un campione di circa 100 aziende, emerge infatti che oltre la metà non ha mai discusso esplicitamente il modello skills-based, il 33,7% non ha ancora attivato alcuna mappatura delle competenze ma – ed è questo uno degli aspetti positivi – tra le organizzazioni che hanno già avviato iniziative in questo ambito, il 66,7% indica tra i principali benefici un miglioramento dell’engagement dei dipendenti.

Sono alcune delle principali evidenze emerse dal nuovo white paper “Organizzazioni in movimento. Dalla struttura rigira ai modelli skills-based” presentato da Eggup, società del gruppo Zucchetti.

Presentato in occasione di EggupLAB 2026 (7 maggio 2026, Talent Garden Calabiana, Milano) e sviluppato a partire da una survey condotta con il contributo di FEMBA, associazione APS, il white paper ha coinvolto circa 100 professionisti, in prevalenza con responsabilità decisionali.

L’approccio skills-based

La ricerca evidenzia come, anche in assenza di una piena adozione del modello, molte organizzazioni stiano già introducendo pratiche coerenti con questo approccio, come la valutazione delle competenze, i percorsi di crescita personalizzati e le iniziative di upskilling e reskilling. Il dato sulla conoscenza del paradigma si attesta a 2,93 su una scala valoriale di 5, mentre il 33,7% delle organizzazioni dichiara di non avere alcuna mappatura delle competenze in atto.

Il white paper sottolinea inoltre che la transizione verso modelli skills-based non è frenata principalmente da fattori tecnologici, ma soprattutto da elementi culturali e organizzativi. La barriera più citata è rappresentata dalle resistenze culturali dei manager (31,5%), seguite dalla mancanza di una strategia organizzativa chiara.

Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale è percepita come una tecnologia abilitante, con un impatto medio stimato pari a 3,75 su 5, anche se solo il 23,6% delle aziende dichiara di utilizzare già strumenti basati su AI per supportare pratiche legate alle competenze.

La valutazione delle competenze

Non mancano però gli aspetti positivi. Tra le aziende che hanno già avviato iniziative in questo ambito, la pratica più diffusa è la valutazione sistematica delle competenze, adottata dal 70,4% dei rispondenti. Il beneficio più citato è il miglioramento dell’engagement dei dipendenti, indicato dal 66,7% delle aziende, seguito dall’aumento della mobilità interna (37%) e dal miglioramento della retention (33,3%).

Accanto ai risultati della survey di EggupLAB 2026, il white paper integra anche alcune evidenze riconducibili all’Osservatorio Zucchetti 2026, presentate come materiale complementare utile ad ampliare il quadro su pratiche HR adiacenti al paradigma skills-based.

In questo focus emergono dati significativi: il 59,0% dichiara di aver già mappato le competenze dei ruoli o delle famiglie professionali, il 65,6% afferma di prevedere un percorso di crescita professionale chiaro e trasparente fin dall’assunzione, mentre il 42,0% segnala l’esistenza di un sistema strutturato di raccolta dei feedback.

La transizione verso le Skills-Based Organizations

Eggup restituisce l’immagine di un sistema imprenditoriale che sta iniziando a riconoscere nelle competenze una leva sempre più strategica, ma che deve ancora compiere un percorso di maturazione per trasformare questa consapevolezza in un modello organizzativo diffuso e strutturato.

La transizione verso le Skills-Based Organizations, infatti, non si configura come un semplice aggiornamento dei processi HR, bensì come un cambiamento più profondo nel modo in cui le aziende leggono il lavoro, prendono decisioni e allocano il talento.

“In Italia siamo ancora in una fase di transizione, ma i segnali sono forti. Le aziende che investono in un approccio skills-based stanno costruendo le basi per modelli organizzativi più dinamici, trasparenti e capaci di rispondere alla complessità del contesto attuale” – spiega Cristian De Mitri, CEO di Eggup.

L’edizione 2026 segna anche un passaggio importante nel percorso dell’iniziativa: dopo anni di appuntamenti a Roma, l’evento approda nuovamente a Milano dopo l’esordio del 2025, negli spazi di Talent Garden, per favorire un confronto ancora più ampio tra aziende, manager e professionisti sui nuovi modelli di sviluppo del talento e sull’evoluzione delle organizzazioni guidate dalle competenze.

Ma non solo. La conferma di Milano è stata spinta anche dalla vicinanza con Brescia, che oltre a essere un bacino di aziende potenzialmente in target con il focus della ricerca è anche la città dove da qualche mese è operativa una nuova sede di Eggup.

All’evento hanno preso parte 80 manager e top manager, in rappresentanza di 45 aziende, a conferma dell’attenzione crescente del mercato verso modelli organizzativi più dinamici, integrati e orientati alle competenze. Un mix di partecipanti che si riflette anche nella diversità delle aziende che hanno partecipato alla survey, a dimostrazione di come la transizione verso modelli skills-based si manifesti in contesti organizzativi molto diversi.

In un’epoca di importanti transizioni, le competenze sono destinate a uscire da una dimensione descrittiva per diventare un’infrastruttura capace di connettere sviluppo, mobilità interna, performance e strategia. Le organizzazioni che riusciranno a muoversi per tempo in questa direzione, superando le barriere culturali e costruendo una visione chiara, saranno anche quelle meglio attrezzate per affrontare la complessità futura e sostenere la propria competitività nel tempo.

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