L’Osservatorio Zucchetti HR 2026 è stato presentato il 14 aprile presso la sede di Zucchetti, lo Zucchetti Village a Lodi, nella cornice dell’evento “Human Revolution Day”.
Il rapporto indica come si stanno muovendo le aziende, di ogni dimensione, nella complessità delle nuove sfide HR: l’imminente applicazione della nuova norma sulla trasparenza salariale, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale nelle prassi HR e gli aspetti di selezione, onboarding, formazione e welfare.
Come ha detto Luca Stella, Innovation Manager BU HR di Zucchetti e Presidente dell’Advisory Board dell’Osservatorio Zucchetti HR, la tecnologia, però, da sola, non basta:
“Le trasformazioni più incisive devono partire prima di tutto da un cambiamento culturale.
La nuova edizione dell’Osservatorio Zucchetti HR, come per le indagini degli anni precedenti, non vuole limitarsi a essere una fotografia statica dei trend HR in corso.
Il nostro studio si pone come un volano per promuovere un cambiamento capace di sfruttare tutti i vantaggi che può portare alle imprese l’innovazione globale nella gestione del personale”.
L’Osservatorio è scaricabile dal sito di Zucchetti.
La base dell’Osservatorio
La sesta edizione dell’Osservatorio Zucchetti HR si conferma uno strumento prezioso per analizzare le tappe della trasformazione digitale nelle aziende e il ruolo della tecnologia a supporto dei processi HR.
Lo studio si basa su un campione di oltre 1.500 aziende di tutta Italia, rappresentative di diverse tipologie per dimensioni e settori di appartenenza.
L’Advisory Board che cura l’Osservatorio include manager di importanti aziende, professionisti e docenti di università italiane.
Le aree di indagine dell’Osservatorio
- lo sviluppo dell’AI applicata all’HR, recruiting e onboarding digitalizzati
- RAL negli annunci e anonimizzazione dei CV
- analisi e tool per gestione dei pensionamenti
- formazione ibrida, continua e gamification
- welfare e fringe benefit
- nuove iniziative a supporto dell’educazione finanziaria e del benessere finanziario del personale
- comunicazione ed engagement
- continuous feedback e indagini di clima
- HR analytics e percorso HR Data-driven
La trasparenza salariale
Il primo significativo cambiamento è rappresentato dall’applicazione della Direttiva Europea sulla Trasparenza Retributiva.
I dati dell’Osservatorio indicano che un’azienda su tre e una piccola azienda su due dichiara di ignorare totalmente gli obblighi imminenti, e che soltanto il 32% del campione espone chiaramente il dato della RAL negli annunci di lavoro (tra i nuovi obblighi della Direttiva).
Di conseguenza l’organizzazione HR e la cultura aziendale dovranno essere affiancate sempre di più dalla tecnologia per manutenere anagrafiche complete del personale, identificare e catalogare skill e mansioni, clusterizzare i lavoratori sulla base di profili con mansioni uguali o di pari valore, fare simulazioni e analisi di dettaglio, informare i lavoratori con report e strumenti di comunicazione.
L’Intelligenza Artificiale
Altra importante evoluzione in atto è l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nella gestione del personale, anche se con velocità differenti.
A livello di grandi aziende l’adozione dell’AI per i processi HR si attesta al 19%, mentre le piccole aziende sono in ritardo e non hanno ancora intrapreso questi percorsi.
L’uso dell’AI non come strumento di produttività individuale (come nel caso dei comuni chatbot) ma come integrazione nei processi HR sarà la grande sfida dei prossimi anni visto che oggi è limitato al 12% dei casi (con una quota del 9% di aziende che le userà a breve).
Più generazioni in azienda: come gestirle?
Una non meno importante sfida è quella della gestione multigenerazionale: il 52% delle aziende ha modificato la strategia per attrarre e trattenere i giovani e il 47% ha analizzato i pensionamenti.
Le aziende stanno quindi cercando di diversificare l’approccio al capitale umano e di integrare età diverse nella stessa architettura organizzativa, costruendo modelli che valorizzino competenze lungo l’intero ciclo di vita e coerenti all’attuale mercato del lavoro.
Dove investono le aziende?
Anche sulle priorità d’investimento emergono dati significativi: Formazione e Sviluppo del personale rappresentano il 59% delle preferenze e il Benessere si attesta al secondo posto con il 53%.
Segnali che dimostrano quanto il coinvolgimento e la motivazione delle risorse siano elementi decisivi per il successo delle imprese.
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