Jet HR presenta Jet HR Fringe Benefit. Fondamentale la partnership con Tundr

Jet HR integra Tundr in piattaforma per eliminare la burocrazia che frena l’adozione dei Fringe Benefit. Il risultato: un risparmio concreto e misurabile per le imprese e uno strumento che aumenta il potere d'acquisto reale dei dipendenti

0
220
JET HR Fringe Benefit Pixabay

Jet HR prosegue nella propria roadmap di sviluppo di nuovi moduli in ambito risorse umane, finanza e compliance e presenta Jet HR Fringe Benefit.

Il nuovo servizio integra i fringe benefit all’interno del “sistema operativo” per la gestione dei dipendenti e nasce dalla collaborazione con Tundr.

L’esperienza Tundr ha raggiunto tassi di utilizzo dei crediti welfare superiori al 95%, un dato senza eguali nel settore, e ben si integra con l’approccio Jet HR alla gestione del personale.

Il risultato? Un’unica piattaforma per assumere e gestire:

  • payroll
  • turni
  • timbrature
  • salute e sicurezza
  • professionisti esterni
  • fringe benefit.

Una partnership che funziona

Jet HR ha scelto Tundr come partner perché condivide la stessa vocazione.

Entrambe le aziende mettono la tecnologia al servizio delle persone.

L’obiettivo comune è offrire ai clienti Jet HR la migliore esperienza d’uso possibile, unendo in un unico flusso digitale la gestione dei dipendenti e l’erogazione dei benefit, senza sistemi paralleli né frizioni per HR e lavoratori.

Un’opportunità poco sfruttata

Erogare 1.000 euro come bonus lordo costa all’azienda circa 1.400 euro, mentre al dipendente ne arrivano circa 600 netti.

La stessa cifra erogata come fringe benefit costa esattamente 1.000 euro all’azienda ed è interamente esentasse per il lavoratore (nei limiti previsti dalla normativa): 1.000 euro annui per dipendente, 2.000 per chi ha figli a carico.

Un differenziale che, se applicato in modo sistematico, si traduce in un risparmio potenziale fino a 400 euro per dipendente ogni anno.

“Non ci sono altri strumenti in grado di raddoppiare il netto del dipendente e al contempo ridurre di un terzo il costo per l’azienda”, commenta Marco Ogliengo, CEO e Co-founder di Jet HR.

Eppure, nonostante questi vantaggi, solo il 28,6% delle aziende clienti di Jet HR utilizza i fringe benefit in modo continuativo.

“L’opportunità la offre la legge italiana, ma ancora non è sfruttata al 100% perché sommersa di burocrazia, sia per il dipendente – che arriva a preferire meno soldi ma più spendibili – che per l’azienda”, dice ancora Ogliengo.

Perché in pochi ancora scelgono i Fringe Benefit?

Le ragioni individuate da Jet HR sono due e riguardano entrambi i lati del rapporto di lavoro: aziende e dipendenti.

Per le aziende, il nodo è operativo: gestire manualmente le soglie di esenzione, aggiornare i cedolini e tenere traccia degli importi assegnati è un processo che scoraggia l’utilizzo regolare.

Con il nuovo modulo Jet HR questo ostacolo scompare.

La piattaforma:

  • propone direttamente la scelta di assegnare fringe benefit
  • controlla in automatico il rispetto della soglia esentasse
  • in caso di superamento, allerta l’amministratore, evitando un costo azienda imprevisto.

Tutto confluisce nel cedolino senza alcun passaggio aggiuntivo e, nel momento in cui la busta paga è elaborata, i buoni acquisto vengono immediatamente notificati e assegnati al dipendente, in automatico.

Le aziende possono assegnare crediti e monitorare il saldo ancora disponibile all’interno della soglia esentasse direttamente dalla piattaforma Jet HR, senza doppi accessi, esportazioni di file o processi paralleli. Si semplifica e risparmia.

Per i dipendenti, invece, il problema è la scarsa usabilità degli strumenti tradizionali.

Una survey condotta da Jet HR su LinkedIn lo documenta con chiarezza: il 67% dei lavoratori preferisce 500 euro netti in busta paga a 1.000 euro netti in buoni acquisto convenzionali, spesso vincolati a circuiti ristretti e poco pratici nella vita quotidiana.

Con Jet HR fringe benefit, che integra la Tundr Card, questi limiti sono superati.

I lavoratori ricevono una Mastercard accettata in centinaia di migliaia di punti vendita fisici e online in tutta Italia – con la stessa facilità già conosciuta e utilizzata abitualmente da chiunque, senza istruzioni speciali, vincoli e senza il bisogno di coinvolgere l’ufficio HR, gestendo facilmente il monitoraggio dei movimenti e del saldo.

“Con la nostra tecnologia risolviamo la burocrazia lato azienda e con quella di Tundr quella lato dipendente. Sono fiero quindi di aiutare le aziende italiane a portarsi a casa un risparmio così importante”, conclude Ogliengo.

Il contributo di Tundr

“Siamo felici di unire le forze con una realtà come Jet HR, che come noi ha scelto di sfidare la burocrazia partendo dall’esperienza concreta di aziende e persone”, afferma Giorgio Seveso, CEO e Co-founder di Tundr.

“La nostra missione è democratizzare il welfare aziendale, rendendolo accessibile e davvero fruibile da tutti i dipendenti – per la cura dei propri cari come per le spese di ogni giorno – non solo in un’élite di grandi aziende strutturate.

La collaborazione con Jet HR ci permette di accelerare verso questo obiettivo: portiamo la Tundr Card in un ecosistema che ha già dimostrato di saper ridisegnare i processi HR. Insieme possiamo avvicinarci ancora più rapidamente al traguardo di un welfare semplice, trasparente e ad alto impatto reale”.


Potrebbe interessarti anche:

Jet HR compie un anno e punta al raddoppio

US Lecce fa squadra con Tundr per il welfare aziendale

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here