Liberare talenti per sostenere talenti

Una visione imprenditoriale delle HR solution che mette le persone al centro, sia internamente sia con clienti e candidati, e punta a raddoppiare l’impatto sul mercato del lavoro nei prossimi cinque anni: Federico Vione racconta W Group

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Offrire servizi HR integrati, unendo la solidità di una grande realtà alla flessibilità delle società territoriali: l'essenza di W Group

di Maria Cecilia Chiappani |

L’essenza di W Group? Offrire servizi HR integrati, unendo la solidità di una grande realtà alla flessibilità tipica delle società territoriali.

Un modello multi-brand, composto da più di 20 aziende per 1 miliardo di fatturato complessivo, che combina specializzazioni verticali, presenza capillare e visione strategica, rappresentando al contempo un esempio di approccio People and Culture che segna la via del cambiamento anche per clienti e partner.

Insieme a Federico Vione, Ceo di W Group, ripercorriamo le declinazioni vincenti di un’idea, quella di mettere le persone al centro, che spesso fatica a trovare concretezza. “In un mercato polarizzato tra multinazionali standardizzate e realtà locali frammentate, W Group rappresenta una terza via: quella di un gruppo che valorizza le identità dei singoli marchi e le mette in rete per offrire alle aziende e ai candidati soluzioni vicine alle persone”, spiega.

W Group si presenta come multi-brand di soluzioni HR: come si struttura il gruppo e si interconnette l’attività di ciascun marchio, a partire dalla “storica” agenzia per il lavoro Maw?

Essere un gruppo multi-brand significa unire diverse anime del mondo HR sotto una visione comune. W Group nasce per valorizzare la forza e l’identità dei singoli marchi, a partire proprio da Maw, punto di riferimento nei territori grazie alla sua esperienza e alla profonda conoscenza del tessuto imprenditoriale locale. Ogni brand mantiene autonomia e peculiarità, ma fa parte di un ecosistema integrato di competenze.

Offriamo soluzioni complementari che spaziano dal recruiting alla somministrazione, dalla formazione alla consulenza HR. Ci presentiamo alle aziende come partner unico capace di rispondere a qualsiasi esigenza di ruolo, contratto o sviluppo professionale, e ai candidati come valido riferimento per costruire percorsi di carriera su misura, in equilibrio con aspirazioni e life balance.

Nel 2024 Magister Group è entrato nella galassia W Group siglando un’operazione senza precedenti nel mondo HR italiano. Come avete integrato con successo modelli di business e persone?

L’ingresso di Magister Group ha rappresentato un passaggio importante nella crescita di W Group, in termini di dimensioni ma soprattutto di competenze e cultura. Quando coinvolgiamo un nuovo team è perché ci innamoriamo delle persone. In Ali Lavoro, LaborB, Repas e Yous abbiamo trovato dei grandissimi professionisti, con cui c’è stata fin da subito una piena sintonia.

Grazie al lavoro dell’amministratore delegato Andrea Malacrida e di tutto il leadership team, abbiamo protetto la cultura e garantito continuità con identità e valori aziendali, definendo insieme un percorso di evoluzione orientato all’ampliamento e all’innovazione. Il focus è duplice. Da un lato, il consolidamento delle persone e dei modelli che hanno reso Magister un’eccellenza. Dall’altro, un’espansione concreta sul territorio con nuove filiali, collaborazioni e clienti, a conferma di come lasinergia tra esperienze diverse possa generare valore reale e condiviso.

Dal vostro osservatorio privilegiato, quali settori soffrono di più la carenza di profili qualificati? Ha un’opinione sui possibili antidoti?

Oggi il mismatch riguarda tutti i profili professionali, le aziende hanno difficoltà a reperire anche quelli più generici. Questa tendenza continuerà con il calo demografico che sta impattando il nostro Paese: si prevedono 5 milioni di lavoratori in meno nei prossimi 10 anni. Il vero collo di bottiglia per le aziende non saranno le risorse finanziarie o la capacità di definire piani industriali di sviluppo, ma il poter contare su talenti e persone per realizzarli. È evidente come non siano più le aziende a scegliere i candidati, ma il contrario.  Ogni realtà deve rendersi più attrattiva, saper coinvolgere, valorizzare e distinguersi. È fondamentale costruire le aziende intorno alle persone, un po’ come abbiamo fatto noi in W Group.

Qual è secondo lei il giusto equilibrio tra pubblico e privato nei servizi per l’impiego? Il modello multi-brand può rispondere ai bisogni complessi delle politiche attive?

Il giusto equilibrio tra pubblico e privato nei servizi per l’impiego nasce dal riconoscimento dei rispettivi punti di forza e dalla capacità di collaborare in modo sinergico. Il pubblico garantisce inclusione, accessibilità e visione di sistema. Mentre il privato porta con sé specializzazione, rapidità di risposta e contatto quotidiano con imprese e lavoratori.

Solo un ecosistema integrato, dove si coopera in modo continuativo, può generare percorsi di inserimento e reinserimento lavorativo efficaci. In grado di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della loro vita professionale e di rispondere alle esigenze in costante evoluzione del mercato del lavoro. In questo senso, il nostro modello rappresenta un ulteriore supporto alle politiche attive, perché consente di offrire una risposta a bisogni diversi, in maniera mirata, valorizzando competenze verticali e specificità territoriali. Ogni brand può sviluppare una propria identità e specializzazione, su target, settori o territori, mantenendo al tempo stesso una visione unitaria e coerente degli obiettivi comuni.

Sul fronte tecnico e strategico, come avete accolto l’AI nei processi di recruitment, gestione HR e formazione? Progetti innovativi da raccontare in W Group?

Da anni W Group investe nella digitalizzazione e nell’intelligenza artificiale, grazie al lavoro del nostro IT interno, Men At Code, azienda focalizzata sull’innovazione per fornire alle nostre persone gli strumenti più avanzati. Questo ci ha permesso di sviluppare software proprietari e integrati, costruiti sulle esigenze quotidiane del mondo HR, lato candidati e lato aziende.

L’AI oggi è parte integrante dei nostri processi, in quanto migliora la qualità del matching, riduce i tempi di selezione, ottimizza la gestione dei dati e rende più efficaci i percorsi formativi. Non sostituisce l’intuizione umana, ma la potenzia. Liberando tempo per concentrarsi su ciò che conta davvero: le persone e lo sviluppo di relazioni di valore.

La certificazione Great Place to Work testimonia l’impegno per il benessere delle persone. Quali pratiche vi hanno condotto al riconoscimento? Riuscite a trasmetterne il valore alle aziende clienti ancora prive di politiche mirate?

Il nostro motto è semplice ma cruciale: mettere le persone al centro. In W Group ogni professionista è incoraggiato a esprimersi liberamente, proporre idee, sperimentare e considerare l’errore come parte naturale del processo di crescita. Valorizziamo l’unicità di ciascuno e crediamo che la fiducia e la libertà siano alla base della performance.

La certificazione Great Place to Work è per noi un riconoscimento importante, ma anche un punto di partenza: testimonia una cultura aziendale viva, che evolve costantemente, che si nutre di feedback e iniziative. Ed è con questo spirito che cerchiamo di trasferire il valore del benessere organizzativo anche ai nostri clienti, aiutandoli a costruire ambienti di lavoro più inclusivi, partecipativi e attrattivi.

Le attività di Officina Futuro – Fondazione W Group e Girls Code it Better sono l’ulteriore tassello di una responsabilità sociale sempre più integrata al business.

Non possiamo che tenere sempre a mente quanto le nuove generazioni siano fondamentali e quanto meritino opportunità libere da bias cognitivi e limitazioni di genere, purtroppo ancora troppo presenti nel mondo scolastico, universitario e professionale. Officina Futuro e Girls Code It Better sono il nostro fiore all’occhiello, dimostrando che per noi le nuove generazioninon rappresentano solo il futuro, ma anche il presente. Attraverso questi progetti vogliamo rendere il mondo del lavoro più coinvolgente, inclusivo e accessibile, perché crediamo che solo investendo oggi nei talenti di domani si possa costruire un sistema realmente sostenibile.

Le realtà di W Group aderiscono alla community di Assolavoro. Quali sono i vantaggi del fare rete con l’associazione?

Essere parte di Assolavoro significa condividere un percorso di crescita collettiva per l’intero settore delle agenzie per il lavoro. La rete consente di confrontarsi su temi strategici, dalla contrattualistica all’innovazione normativa, dalle politiche attive alla formazione, e di contribuire alla costruzione di un mercato del lavoro più moderno, equo e sostenibile. Per W Group, inoltre, rappresenta un canale prezioso di dialogo istituzionale e sinergia tra operatori, che rafforza la nostra capacità di offrire servizi qualificati e di anticipare i bisogni di imprese e lavoratori.

La visione innovativa delle HR solution è il vostro punto di forza. Come vede il ruolo e la crescita di W Group nei prossimi dieci anni?

Ci aspettano anni entusiasmanti. In un mercato fortemente impattato da AI, cambiamento di priorità delle persone, calo demografico, vogliamo raddoppiare il nostro impatto nel prossimo quinquennio, supportando 100.000 persone in un solo anno: soprattutto, abbiamo intenzione di farlo continuando a liberare il talento delle nostre persone. Ognuno di loro ha un piano per poterlo realizzare, in cui crede fermamente perché lo ha definito lui stesso. Arriveremo così a essere 3.000 colleghi: nel 2021 eravamo 369, oggi 1.900. Ciascuno di loro sarà focalizzato su un territorio, su delle aziende, su delle persone. Il nostro modello multi-brand ci consentirà di andare al triplo della velocità, di fare tre errori alla volta, di imparare velocemente ed evolvere continuamente.

Un messaggio finale ai lettori: cosa possono fare le aziende per rimanere competitive nella “guerra” dei talenti? Come dovrebbero muoversi, invece, i giovani che puntano alla carriera HR?

Le aziende devono riconoscere che è in atto un cambiamento profondo nei valori e nelle priorità delle persone. Sono chiamate a ripensare i paradigmi organizzativi e costruire luoghi di lavoro attrattivi, dove trovare equilibrio, ascolto e sviluppo. Parlare di talenti significa evolvere la propria cultura aziendale per essere all’altezza di chi si vuole attrarre.

Per i giovani che desiderano entrare nel mondo HR, W Group offre un messaggio chiaro: servono passione, empatia e voglia di valorizzare l’unicità di ciascuno. Stiamo cercando 1.800 professionisti pronti a intraprendere un percorso in cui ogni incontro tra persona e azienda è una storia di valore e di crescita reciproca.

Federico Vione, presidente di W-GroupChi è Federico Vione

Founder & Ceo di W Group, Federico Vione conosce il settore HR come pochi altri, avendo iniziato la sua carriera come direttore di filiale e crescendo costantemente fino a entrare, a soli 33 anni, nell’Executive Committee del leader mondiale del settore, dove è rimasto per 15 anni. Nel 2021 ha acquisito Maw insieme a un fondo di private equity, assumendone il ruolo di Ceo e trasformandola in un punto di riferimento per la valorizzazione dei lavoratori. Nello stesso anno ha fondato W Group, con l’obiettivo di ridefinire il futuro del lavoro, mettendo al centro le persone e aiutando le aziende a raggiungere il successo attraverso talento.

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