di Laura Ferrari |
Il Decreto-legge 31 ottobre 2025, n.159, altrimenti detto Decreto Sicurezza 2025, convertito con modificazioni dalla L. 29 dicembre 2025, n. 198 (in G.U. 30/12/2025, n. 301) rubricato come “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile” integra e modifica il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro).
Il Decreto-legge 159/2025 rappresenta un passo decisivo nel contrasto alle molestie di genere nei luoghi di lavoro, introducendo un insieme di misure che mirano a tutelare i lavoratori e a promuovere un ambiente di lavoro sano e rispettoso. In un contesto dove il tema delle molestie è sempre più al centro del dibattito pubblico e politico, questa normativa offre strumenti concreti per affrontare la problematica in modo strutturato e sistematico. Tra i vari provvedimenti, il Decreto Sicurezza 2025 inserisce la violenza e le molestie tra i rischi lavorativi. Prevede l’inclusione di tali rischi nel Dvr, la formazione tracciata tramite fascicolo elettronico e il rafforzamento dei controlli ispettivi, garantendo un monitoraggio delle misure adottate.
Prevenzione delle molestie
Rilevante è l’articolo 5 del decreto, che modifica l’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 81/2008, aggiungendo la nuova lettera z-bis. La quale introduce, come obbligo, “la programmazione di misure di prevenzione di condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera a), nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 62”. La prevenzione delle molestie viene pertanto equiparata alle misure generali di tutela previste dall’art. 15 del Testo unico.
In tal modo, le molestie non sono più solo un tema di diritto antidiscriminatorio, ma diventano un vero e proprio rischio lavorativo da prevenire e gestire nel Documento di valutazione dei rischi. Dal punto di vista operativo, oltre all’aggiornamento del Dvr includendo il rischio violenza o molestia, si rende necessario valutare la predisposizione di policy comportamentali e procedure di segnalazione riservate.
Formazione e cultura della sicurezza
Tra le altre novità di forte impatto del Decreto Sicurezza 2025, le modifiche all’articolo 37 del Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, sempre l’articolo 5 riformula il comma 11 dell’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008. Aggiungendo il seguente periodo: “Per le imprese che occupano meno di 15 lavoratori, la contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico nel rispetto del principio di proporzionalità, tenuto conto della dimensione delle imprese e del livello di rischio per la salute e la sicurezza derivante dall’attività svolta”.
Inoltre, il comma 14 è stato sostituito con una riformulazione che prevede la registrazione della formazione obbligatoria dei lavoratori nel fascicolo elettronico del lavoratore e nella piattaforma Siisl. La nuova formulazione stabilisce che “le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel fascicolo elettronico del lavoratore (…) nonché all’interno del fascicolo sociale e lavorativo del cittadino, in particolare al fine del loro inserimento nella piattaforma del Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl) (…). Il contenuto del fascicolo elettronico del lavoratore è considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto”.
Questo approccio consente un monitoraggio più attento e mirato alla formazione anche da parte degli organi di vigilanza. Se ci focalizziamo nuovamente sulla novità in trattazione, ossia la prevenzione delle condotte violente e moleste nei luoghi di lavoro, varrebbe la pena, in ottica di programmazione della formazione aziendale, prevedere anche una formazione specifica sul tema. Questo per favorire la comprensione di un argomento complesso e non sempre, anche per differenze culturali o per educazione, attenzionato nello stesso modo da tutti, come dimostrano purtroppo le notizie di cronaca.
Convenzione Oil n. 190 e Raccomandazione n. 206
L’intervento normativo in trattazione va nella direzione tracciata dalla Convenzione Oil n. 190 del 2019. Ratificata in Italia il 29 ottobre 2021, unitamente alla sua Raccomandazione n. 206, fornisce un quadro organico internazionale di intervento. Un’opportunità per definire i presupposti di un lavoro basato sulla dignità e sul rispetto e per garantire il diritto di tutte e di tutti a un mondo del lavoro libero da violenza e molestie.
La Convenzione detta la prima definizione riconosciuta a livello internazionale di violenza e molestie legate al lavoro. Includendo la violenza e le molestie basate sul genere, definendole un insieme di pratiche e di comportamenti inaccettabili che causino o possano comportare un danno fisico, psicologico, sessuale o economico. Inoltre, richiede agli Stati membri di adottare un approccio inclusivo per prevenire e contrastare la violenza e le molestie. Attraverso azioni di prevenzione, protezione e applicazione delle norme.
Si rivolge a tutti i lavoratori, indipendentemente dallo status contrattuale e include anche tirocinanti, volontari e candidati al lavoro e copre tutti i settori, sia pubblici che privati. Le disposizioni della Convenzione si applicano attraverso leggi e regolamenti nazionali, come pure tramite contratti collettivi o altre misure conformi alle procedure nazionali. Includendovi l’ampliamento o l’adattamento delle misure esistenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro affinché prevedano la violenza e le molestie. Nonché tramite lo sviluppo di misure specifiche, laddove necessario.
La richiamata Raccomandazione n. 206, sempre sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra i principi fondamentali prevede che nell’adozione e nell’attuazione dell’approccio inclusivo, integrato e incentrato sulla prospettiva di genere, gli Stati membri debbano trattare la violenza e le molestie nel mondo del lavoro nella legislazione relativa al lavoro e all’impiego, alla salute e alla sicurezza sul lavoro, all’eguaglianza e alla non discriminazione e, se del caso, nel diritto penale.
Il rafforzamento delle strutture ispettive
Da un lato il legislatore introduce interventi a sostegno delle imprese che adottano una politica di sicurezza strutturata, al fine di incentivare la riduzione degli infortuni sul luogo di lavoro e per premiare i datori di lavoro virtuosi. Dall’altro, con l’articolo 4 del Decreto Sicurezza 2025, introduce il potenziamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Prevedendo nuove assunzioni e del contingente in extra-organico del Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro. Interventi che mirano a dare concretezza ai provvedimenti introdotti in materia. E a favorire una sempre maggiore diffusione della cultura della salute e sicurezza, da un lato attraverso un approccio premiale, dall’altro con il rafforzamento delle verifiche.
Decreto Sicurezza 2025: una tutela della dignità
Il Decreto-legge 159/2025 rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro le molestie di genere nei luoghi di lavoro. Le nuove misure non mirano soltanto a proteggere i lavoratori, ma anche a promuovere un ambiente di lavoro più sereno e produttivo. La creazione di un clima di fiducia e rispetto può rafforzare infatti le relazioni interpersonali e la collaborazione tra i membri di un gruppo di lavoro. La tutela della salute, con il recente intervento normativo, diventa anche tutela della dignità e la sicurezza assume sempre più una dimensione culturale, non solamente tecnica.
L’implementazione delle nuove misure può presentare, per alcuni, una sfida. Come la resistenza al cambiamento in alcune culture aziendali o la difficoltà nel garantire la formazione adeguata a tutti i livelli. Tuttavia, queste sfide offrono l’opportunità di rivedere le proprie politiche interne, di migliorare comunicazione e cultura aziendale. Oltre che di diventare protagoniste di un grande cambiamento culturale nella direzione di una tutela ampia dei diritti civili di rispetto delle persone. Costruendo ambienti di lavoro sicuri, sereni e liberi dalle discriminazioni.
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