Trattenere oggi i talenti di domani

Nonostante il tasso di occupazione del 62,7%, le imprese italiane segnalano un persistente mismatch: circa un posto su cinque resta scoperto, in particolare nei settori tecnico-scientifici e digitali

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Nonostante il tasso di occupazione del 62,7%, le imprese italiane segnalano un persistente mismatch nel lavoro

Quali contorni assume il mismatch nel lavoro globale e italiano?

Secondo il World Employment and Social Outlook 2025 dell’Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro), la disoccupazione mondiale si è stabilizzata al 5%, ma la quota di giovani senza lavoro supera il 12%, con tassi di inattività elevati nelle fasce più istruite. In Italia, nonostante un tasso di occupazione del 62,7%, le imprese segnalano un persistente mismatch nel lavoro: circa un posto su cinque resta scoperto, in particolare nei settori tecnico-scientifici e digitali.

Questo scenario influisce sulle strategie di attraction e retention delle aziende. Le organizzazioni si trovano a competere non solo su stipendio e stabilità, ma su valori, opportunità di crescita e benessere. Le nuove generazioni, soprattutto la Gen Z, pongono infatti al centro sostenibilità, equilibrio vita-lavoro e purpose aziendale.

Investire in competenze e dialogo

L’indagine condotta lo scorso giugno da Ipsos per Assolavoro già evidenziava come le caratteristiche più ricercate in un buon datore di lavoro fossero, oltre a stipendio adeguato (71%) e stabilità e sicurezza (57%), avere un contratto tutelante nei momenti di difficoltà (27%), lavoro in smart working (24%) e avanzamenti di carriera (23%). Inoltre, per i candidati che si sono rivolti alle Agenzie per il Lavoro risultava importante l’attenzione alla formazione dei dipendenti in 3 casi su 10. Dunque, le imprese capaci di investire in competenze e dialogo sociale registrano tassi di fidelizzazione e produttività maggiori.

Come investire per superare il mismatch nel lavoro

Per il sistema italiano, caratterizzato da aziende di piccole dimensioni e territori con diversi livelli di attrattività, la chiave è duplice: integrare welfare e sviluppo professionale e coltivare engagement autentico. Attraction e retention non sono più fasi distinte, ma parti di un unico ciclo di esperienza del lavoro che inizia con l’ascolto e si consolida con la fiducia. In un’economia che cresce lentamente e in cui la competizione per il talento è globale, le aziende che sapranno investire sulle risorse, oltre che sulla retribuzione, saranno quelle in grado di trattenere davvero il futuro.

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