In Sardegna possiamo ancora migliorare

Desiré Alma Manca, dal 2024 Assessora al Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale della Regione Sardegna, ci parla dei principi, delle priorità e degli obiettivi del suo Assessorato, impegnato a fare in modo che i dati sull’occupazione migliorino il trend, già positivo, degli ultimi anni

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Intervista a Desiré Alma Manca, Assessora al Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale della Regione Sardegna

di Virna Bottarelli |

“Nel 2024, la Sardegna ha registrato segnali significativi di miglioramento nel mercato del lavoro, proseguendo la ripresa avviata dopo la crisi pandemica del 2020”. Esordisce così Desiré Alma Manca, che da quasi due anni guida l’Assessorato al lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale della Regione, quando le chiediamo di commentare i dati dell’ultimo Rapporto Annuale di Banca d’Italia sull’economia della Sardegna relativi, appunto, allo scorso anno.

“Dai dati emergono un rafforzamento dell’occupazione e una riduzione della disoccupazione, accompagnati da una partecipazione crescente della forza lavoro, soprattutto femminile”, continua. “Questo è un dato che ci conforta e allo stesso ci incoraggia a proseguire il percorso che abbiamo tracciato, finalizzato ad attuare tutte le azioni necessarie a far sì che questo trend prosegua e affinché i numeri dell’occupazione in Sardegna possano crescere ancora”.

Consigliera comunale a Sassari dal 2014 al 2019 e Consigliera regionale fino al 2020, come presidente del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Lavoro, Manca conosce bene la realtà economica e occupazionale dell’isola. E sottolinea come una delle problematiche attuali sia il cosiddetto mismatch. Ecco perché il suo Assessorato si è posto, tra gli altri obiettivi, quello di “riuscire a colmare il divario tra la richiesta del mercato, che fatica a reperire operai specializzati, e l’offerta presente”.

Quali principi ispirano il lavoro del vostro Assessorato, quali obiettivi vi siete posti per i cinque anni della legislatura e con quali soggetti strategici lavorate per raggiungerli?

L’Assessorato del lavoro riconosce come azione strategica finalizzata all’incremento occupazionale l’investimento nella formazione e nella conoscenza. Quest’ultima intesa non solo come mezzo per accedere al mercato del lavoro, ma come diritto abilitante alla piena partecipazione sociale. In questo quadro, la riforma della formazione professionale rappresenta un passaggio indispensabile, da attuarsi tramite Aspal (Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro), per costruire un sistema territoriale integrato. Capace di rispondere in modo efficace ai bisogni formativi delle persone e alle esigenze di sviluppo del tessuto produttivo regionale.

È proprio di queste settimane (n.d.r. settembre 2025) l’approvazione della modifica della legge 47 del 1979, necessaria al recepimento del Piano Nuove Competenze Transizioni attuato da Governo. L’obiettivo è introdurre meccanismi stabili di contenimento e di contrasto del fenomeno del disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Ossia della mancata corrispondenza tra le professionalità e le competenze richieste dalle imprese e quelle effettivamente possedute dalle persone in cerca di occupazione o già occupate, con particolare attenzione ai settori chiave della transizione e della crescita intelligente e sostenibile, quale il segmento “green”. Intendiamo scardinare vecchi modelli anacronistici e attivare corsi di formazione in linea con le richieste del mercato affinché si possano garantire, soprattutto ai giovani, maggiori opportunità occupazionali.

L’Assessorato è in carica da un anno e mezzo: quali sono stati i primi interventi sull’occupazione nella Regione e quali i primi risultati conseguiti?

Tra i primi interventi spiccano senza dubbio gli incentivi occupazionali, volti al rafforzamento dell’occupabilità dei soggetti fragili, come i disoccupati di lungo periodo, gli over 50 e i working poor. Attraverso incentivi all’assunzione e percorsi formativi aziendali fino a 180 ore. A questa misura abbiamo destinato 40 milioni di euro, prenotati in pochi giorni, con 1.635 richieste, di cui 1.075 confermate tramite l’assunzione dei lavoratori.

Puntiamo, inoltre, sulla misura Filo (Filiere Innovazione Lavoro Occupazione) Sardegna, uno strumento innovativo di collegamento tra domanda di lavoro e offerta formativa. Con una dotazione complessiva di 33.750.000 euro (di cui 26.100.000 a valere sul Programma Regionale FSE+ 2021-2027 e 7.650.000 di risorse regionali), l’iniziativa incentiva la creazione di reti tra soggetti in filiere strategiche dell’economia regionale. Favorendo le imprese coinvolte e generando nuove opportunità di lavoro sul territorio.

Grazie a questo intervento intendiamo sostenere la sperimentazione di un nuovo modello didattico-organizzativo che si affianca e completa l’offerta formativa “tradizionale” autorizzata e finanziata dalla Regione Sardegna. Prevedendo un coinvolgimento diretto delle imprese, delle associazioni di categoria datoriali regionali e delle università nel sistema formativo regionale, istituendo così un raccordo organico e continuo tra lavoro e formazione. Infine, di recente abbiamo destinato un milione di euro a un ulteriore intervento, i bonus trasformazioni, finalizzato ad offrire un incentivo alle aziende che provvedono alla trasformazione di un contratto a tempo determinato e parziale (part time) in un contratto di lavoro a tempo indeterminato e pieno (full time).

Quante risorse destina la Regione Sardegna alle Politiche Attive del Lavoro e alla Formazione Professionale? Quali sono i programmi attivati?

Nel Documento di economia e finanza regionale 2026- 2028 (Defr) abbiamo aumentato le risorse per le politiche per il lavoro e la formazione professionale. Dai circa 180 milioni di euro del 2025 si passerà a quasi 400 milioni di euro nel triennio. Di cui 126 destinati all’attuazione del Programma Gol (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) per il reinserimento lavorativo, la riqualificazione professionale e il potenziamento dei servizi per l’impiego, 25 per progetti occupazionali in ambito archeologico e sei, nel 2025, per il sostegno ai lavoratori coinvolti in situazioni di crisi occupazionale. Confermati, inoltre, i 45 milioni di euro annui destinati al Fondo per il Piano Lavoro e i 14 milioni di euro per l’attivazione dei cantieri comunali, misura che coniuga occupazione e utilità sociale.

Tra le vostre priorità, c’è l’occupazione giovanile: quali sono le note dolenti quando si parla di giovani e lavoro in Sardegna? E quali sono le prospettive lavorative per un giovane che non vuole lasciare la propria Regione?

Come già detto, tra le nostre priorità c’è il contrasto alla disoccupazione, che, relativamente a quella giovanile, significa contrasto allo spopolamento delle aree interne e all’abbandono dei giovani. Per anni sono state portate avanti politiche che non hanno favorito la permanenza dei nostri giovani sull’isola, anzi, alcuni programmi hanno favorito la loro partenza.

Occorre lavorare sulla creazione di opportunità sul territorio, ma questo non avviene in tempi brevi. Serve un grande patto tra istituzioni, imprese e parti sociali, un dialogo importante con le associazioni giovanili che più di noi conoscono i meccanismi che possono attrarre giovani e start-up nei settori emergenti. Stiamo già dialogando con alcune di loro. Il racconto che si fa è che i giovani sono il nostro futuro. Io dico che con i giovani dobbiamo costruire il presente per fare in modo che siano pronti ad affrontare le sfide che il futuro metterà loro davanti. Noi ci siamo e ci saremo.

L’Assessorato è attento anche al tema dell’inclusione: quali sono i cittadini più a rischio di essere esclusi dal mercato del lavoro? Quali le politiche attivate?

Per il 2025 abbiamo previsto interventi importanti in favore delle persone più a rischio di essere escluse dal mercato del lavoro, come gli over 50, le donne, le persone con disabilità. I bonus occupazionali e quelli per le stabilizzazioni sono due misure che puntano ad incidere significativamente sull’inclusione lavorativa. Per quanto riguarda i bonus dedicati alle trasformazioni dei contratti part-time in contratti full-time, abbiamo pensato proprio a tutte quelle donne che, loro malgrado, devono accettare un orario di lavoro ridotto.

Dietro al fenomeno del part-time involontario, si cela una forma di precariato che colpisce soprattutto le donne. Di fatto, è un ostacolo all’indipendenza economica reale, che impedisce al lavoratore di pianificare il futuro, di avere una qualità della vita dignitosa e che spesso porta le donne ad abbandonare il lavoro per dedicarsi alla famiglia. Lavoriamo per incrementare e salvaguardare i livelli occupazionali sempre con un occhio di riguardo nei confronti di chi ha più difficoltà.

Desiré Alma Manca, Assessora al Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale della Regione SardegnaChi è Desiré Alma Manca

Nasce a Sassari il 17 marzo 1973 e, dopo il diploma in ragioneria, entra nel mondo del lavoro operando presso diverse aziende nel settore dei servizi alla persona, occupandosi di gestione clienti, personale, marketing e gare di appalto. Consigliera comunale nel Comune di Sassari dal 2014 al 2019, è poi eletta nel Consiglio regionale, dove ricopre fino al 2020 il ruolo di presidente del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e il ruolo di vicepresidente della Commissione Lavoro. Nel 2023 ha ricevuto il premio “Ninetta Bartoli” dalla Sezione di Cagliari della Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari). Dal 2024 guida l’Assessorato lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale della Regione Sardegna.

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