di Angelo Gatto |
Il 31 ottobre scorso il Fondo Formazienda ha festeggiato i 17 anni dalla sua nascita e, dunque, si appresta alla maggiore età.
La frase scelta per accompagnare il momento è stata: “Formazienda celebra 17 anni di unità e visione condivisa. La forza del gruppo e la collaborazione tra le Parti Sociali continuano a guidare il nostro impegno per la crescita e la formazione”. In queste parole traspare l’orgoglio di chi ha saputo, passo dopo passo, dare vita a un progetto che all’inizio poteva sembrare impossibile da realizzare.
Allo stesso tempo, l’accento cade su due pilastri fondanti del risultato fin qui ottenuto. La coesione interna che poggia su uno spirito di coinvolgimento e partecipazione delle risorse professionali che ogni giorno animano la vita del Fondo. E, al contempo, il sentirsi utile strumento per perseguire le finalità che nascono dalla collaborazione tra Sistema Impresa e Confsal, le parti sociali che hanno fortemente voluto la nascita del Fondo e, successivamente, di tutti gli altri strumenti di bilateralità che oggi sono una realtà.
Soddisfazione e perseveranza

Come sempre le ricorrenze portano con sé momenti di riflessione su quanto è stato fatto e spingono a immaginare il futuro. Incontrando Andrea Bignami, presidente di Formazienda, traspare la soddisfazione per i risultati raggiunti ma anche il desiderio di non dismettere il sentimento di perseveranza che ha sempre caratterizzato l’azione del Fondo.
“Gli ultimi dati Inps elaborati da Inapp consegnano una fotografia dello stato di salute dei Fondo Paritetici Interprofessionali in cui Formazienda si colloca al quarto posto sia per numero di aziende aderenti che per numero di lavoratori iscritti. Sono infatti oltre 82mila le imprese italiane che hanno scelto di formare i loro 700mila lavoratori attraverso gli strumenti del Fondo Formazienda. Siamo ovviamente orgogliosi di questi numeri, ma altrettanto consapevoli che ci investono di grandi responsabilità cui intendiamo rispondere con un impegno costante”.

Interviene anche Rossella Spada, direttrice del Fondo: “il presidente ha toccato un punto fondamentale. Il nostro Fondo è cresciuto negli anni perché ha saputo creare un rapporto e un dialogo costruttivo con i principali attori del sistema. Ovvero le aziende e gli stakeholder, in primis gli enti di formazione e il mondo professionale dei consulenti del lavoro e dei commercialisti, ai quali soprattutto le Pmi si affidano anche in materia di formazione professionale. Lo spirito dei primi giorni continua ad animare la nostra azione perché riteniamo che, continuando ad ascoltare i bisogni e le idee dei nostri interlocutori, possiamo prevenire il rischio di perdere il contatto con il mondo reale, chiudendoci in una torre d’avorio che avrebbe, necessariamente, piedi di argilla”.
Al servizio delle persone
Quanto sia davvero possibile evitare di entrare in un loop di burocrazia che, tende a imporre regole asettiche, induce la successiva riflessione di Bignami. “I Fondi si occupano di formazione professionale rivolta ai lavoratori. Troppe volte la necessità di formazione viene sbandierata e utilizzata come vuoto slogan, talvolta purtroppo anche in occasione di tristi eventi come le morti sul lavoro. Noi, ogni giorno, dobbiamo avere la forza di ricordare a noi stessi e ai nostri collaboratori che i nostri servizi debbono essere davvero utili alle imprese e ai lavoratori che costituiscono i beneficiari ultimi delle attività formative. Senza mancare di rispetto a nessuno, noi ci rivolgiamo a persone che, molte volte, hanno nella formazione uno strumento che può evitare loro di essere estromessi dal mondo del lavoro o, come già ricordato, di rimanerne vittime”.
“Sono pienamente d’accordo”, aggiunge Rossella Spada. “Ed è questo il motivo per il quale il Fondo sta, tra le molte iniziative, progressivamente incrementando la propria presenza comunicativa. Partecipare e promuovere eventi assume un significato maggiore rispetto al solo atto di presenza. Rappresenta la volontà di andare nei territori italiani per parlare con le persone, siano esse professionisti, imprenditori o lavoratori, in modo da essere sempre pronti, con le risorse di cui disponiamo, a supportarne i reali bisogni. Un esempio per tutti: dall’inizio di quest’anno abbiamo portato in giro per l’Italia un format per parlare di intelligenza artificiale. Non in termini accademici, ma per provare a spiegare meglio le implicazioni che questa tecnologia porta con sé. In altre parole, crediamo che fare formazione sia un servizio e che questo servizio debba essere utile a migliorare la vita delle persone, sia in ambito professionale che privato”.















