di Laura Ferrari | Il Decreto Coesione (DL 60/2024 convertito con modificazioni dalla L 95/2024), introduce un pacchetto di strumenti a sostegno dell’autoimpiego, oltre che di natura economica anche di accompagnamento, di formazione e di tutoring.
La finalità del legislatore è promuovere l’inclusione attiva e l’inserimento al lavoro mediante specifiche azioni a sostegno dell’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriale e libero professionali dei giovani. L’iniziativa si rivolge infatti ai giovani di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che siano in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
- essere in una condizione di marginalità, di vulnerabilità sociale o di discriminazione, così come definita dal Programma Nazionale Giovani Donne e Lavoro;
- essere inoccupati, inattivi o disoccupati;
- essere disoccupati aderenti al programma nazionale di politica attiva Gol.
Cosa include l’incentivo del Decreto Coesione
Il Decreto Coesione sostiene le iniziative economiche finalizzate all’avvio di attività di lavoro autonomo mediante apertura di partita iva, ma anche l’avvio di attività di impresa individuale o in forma societaria, regolarmente iscritta al registro delle imprese, nelle seguenti forme giuridiche: società in nome collettivo; società in accomandita semplice; società a responsabilità limitata; società cooperativa e ancora l’avvio di attività libero professionali anche nella forma di società tra professionisti.
È bene sottolineare che è ammessa la partecipazione alle società di soggetti che non rientrano nella categoria di beneficiari (ad esempio over 35, occupati, ecc.). Purché il controllo e l’amministrazione della società alla data di iscrizione al registro delle imprese e per i successivi tre anni siano detenuti da soggetti rientranti nelle categorie dei beneficiari diretti. Ciò rende lo strumento interessante anche per affiancare la delicata fase del passaggio generazionale delle attività. Sono ammesse le iniziative economiche operanti in tutti i settori, ad eccezione di quelli esclusi dall’art. 1 del Regolamento “de minimis” (ad esempio, comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura).
Le agevolazioni di tipo economico
In questo articolo ci soffermeremo principalmente sulle agevolazioni di tipo economico che, è bene ricordare, sono concesse nell’ambito del regolamento “de minimis”. Pur avendo nel complesso un’impostazione simile, gli importi massimi sono differenziati tra le regioni del Centro Nord Italia, normate dall’art. 17 del decreto-legge n. 60 del 2024 convertito nella legge 95 del 2024, che disciplina “Autoimpiego Centro-Nord”, e le regioni del Sud, disciplinate invece dall’articolo 18 rubricato come “Resto al Sud 2.0”.
L’incentivo “Autoimpiego Centro-Nord” promuove la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero professionali e di lavoro autonomo in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. “Resto al Sud 2.0” promuove la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero professionali e di lavoro autonomo nei territori del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Voucher a fondo perduto
Tra le agevolazioni di tipo economico, è stato previsto un voucher a fondo perduto per l’avvio dell’attività pari al 100% dell’investimento da realizzare, fino a 30.000 euro per il Centro Nord e fino a 40.000 euro per il Sud. Tali importi sono elevabili a 40.000 euro per il Centro Nord e 50.000 euro per il Sud se una quota dell’investimento riguarda beni e servizi innovativi, tecnologici, digitali o relativi alla sostenibilità ambientale o al risparmio energetico. Tra le spese finanziabili rientrano ad esempio macchinari, attrezzature e arredi nuovi, programmi informatici, immobilizzazioni immateriali, consulenze tecnico-specialistiche che devono essere prestate da enti del terzo settore.
Contributo a fondo perduto
Vi è poi un contributo a fondo perduto introdotto per realizzare programmi di investimento. Anche questo, con alcune distinzioni di misura, varia in funzione del valore e della collocazione geografica. Se il valore è dell’investimento rientra nel limite massimo di 120.000 euro, il contributo è pari al 65% dello stesso per le regioni del Centro Nord e del 75% per il Sud. Mentre se il valore dell’investimento si colloca oltre 120.000 e fino a 200.000 il contributo scende al 60% per il Centro Nord e al 70% per il Sud.
Le spese finanziabili sono analoghe a quelle di avvio, oltre ad includere anche opere edili per ristrutturazioni e manutenzione ordinaria. Alla domanda di agevolazione deve essere allegato il piano d’impresa. È importante segnalare che i contributi non sono cumulabili con crediti d’imposta o altre agevolazioni. Salvo nei casi della garanzia del fondo di garanzia, della Naspi dei disoccupati iscritti al programma Gol, se richiesta in unica soluzione, e dell’indennità dei beneficiari del supporto per la formazione e il lavoro.
Come presentare la domanda
La domanda può essere presentata online dal titolare/ legale rappresentante dell’iniziativa economica, previo accesso nell’area personale di Invitalia. Le domande di agevolazione devono essere:
- compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione nel sito di Invitalia, previa l’identificazione online del compilatore tramite il sistema pubblico di identità digitale (Spid), la carta d’identità elettronica (Cie) o la carta nazionale dei servizi (Cns);
- firmate digitalmente ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dal titolare, in caso di attività esercitate in forma individuale, ovvero dal legale rappresentante nel caso di società.
Devono altresì essere corredate dalla descrizione dell’iniziativa da avviare. Le domande verranno esaminate, entro 90 giorni, in base all’ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili. Decorsi tre mesi dalla data del provvedimento di concessione, le iniziative economiche possono richiedere l’erogazione di una prima quota di contributo a stato di avanzamento lavori. Il Sal è erogato a fronte della presentazione di titoli di spesa di valore compreso tra il 30% e il 70% delle spese ammesse al contributo.
Strumenti di formazione e accompagnamento
Tra gli strumenti di supporto per l’avvio di un’attività, sono previsti non solo voucher o contributi per l’investimento, ma anche percorsi di formazione per l’avvio dell’iniziativa di autoimpiego. Finalizzati all’acquisizione da parte dei soggetti beneficiari delle competenze e capacità utili alla fruizione delle misure di incentivazione per l’avvio di impresa.
Sono inoltre disponibili iniziative di accompagnamento alla progettazione dell’attività e tutoraggio di supporto tecnico e gestionale dell’attività avviata. Rispetto a quest’ultimo punto, ciascuna iniziativa agevolata può infatti beneficiare anche di servizi di tutoring del valore di 5.000 euro finalizzati alla corretta fruizione delle agevolazioni e allo sviluppo delle competenze organizzativo- gestionali dei soggetti beneficiari. I servizi di tutoring comprendono un supporto tecnico erogato da Invitalia per un valore massimo di 4.000 euro finalizzato a garantire assistenza alle iniziative economiche nell’avvio dell’attività. Con particolare riferimento agli adempimenti amministrativo-autorizzativi e alla rendicontazione delle spese effettuate.
Inoltre, è possibile accedere ad un tutoring gestionale attivato con la collaborazione di Ente Nazionale Microcredito, per un valore massimo di 1.000 euro, finalizzato a supportare le iniziative economiche nella fase di penetrazione del mercato e di risoluzione delle criticità imprenditoriali emergenti nello start up dell’iniziativa. Anche i servizi di tutoring concorrono, sommati al contributo economico, a determinare l’importo complessivo dell’agevolazione e sono concessi nell’ambito del regolamento “de minimis”.
L’autoimpiego come crescita individuale e collettiva
In un contesto economico in continua evoluzione, il lavoro autonomo rappresenta una valida opportunità per ricollocarsi nel mercato del lavoro. Le agevolazioni offerte dai programmi “Resto al Sud 2.0” e “Autoimpiego Centro-Nord”, affiancate agli altri strumenti di formazione, accompagnamento e tutoring, non solo incentivano la creazione di nuove imprese e di lavoro autonomo e professionale, ma promuovono anche l’innovazione e lo sviluppo locale.
L’autoimpiego permette di trasformare idee in realtà imprenditoriali, favorendo la crescita personale e professionale. Si tratta di un percorso che richiede impegno e determinazione, ma che può portare a risultati soddisfacenti sia sul piano economico sia su quello della realizzazione personale. Imprenditori, lavoratori autonomi, professionisti e aspiranti tali hanno l’opportunità di sfruttare queste agevolazioni per costruire un futuro migliore per sé e per la propria comunità. Trovando una dimensione lavorativa alternativa al lavoro dipendente.
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