Perché parlare di Christmas Working? Le festività non fermano il lavoro, ma cambiano il modo di viverlo.
La nuova indagine di Espresso Communication restituisce uno spaccato globale della cultura lavorativa nel 2025 e mostra come il lavoro ibrido sia ormai percepito come elemento chiave di benessere e produttività. Infatti, l’83% delle persone a livello mondiale considera il modello ibrido la combinazione ottimale tra autonomia e collaborazione. Ideale soprattutto nei periodi che richiedono un equilibrio tra esigenze professionali e personali, come il periodo natalizio.
Perché pensare a un modello ibrido natalizio
Oltre la metà del campione ritiene che il lavoro ibrido rappresenti il “punto ottimale” tra presenza in ufficio e lavoro da remoto. Quasi una persona su tre lavora completamente da remoto e preferisce non lavorare in presenza. Il 40% dei ruoli a livello globale offre modalità di lavoro ibride o remote, a conferma del fatto che la flessibilità non è più un benefit accessorio. Tra i gruppi più sensibili giovani e persone con figli, che valorizzano la possibilità di modulare tempi e spazi di lavoro, associandola a un miglior equilibrio tra vita personale e produttiva.
Il Chrismart Working, in questo senso, sta coinvolgendo persone di età ed esperienze diverse. Offrendo una risposta concreta alla complessità organizzativa delle settimane che precedono il Natale: spostamenti, impegni familiari e scadenze lavorative. Le aziende stanno sperimentando iniziative dedicate al Natale, come giornate “no meeting”, lavoro collaborativo da remoto e pause programmate per favorire il recupero delle energie. Pratiche che riflettono una transizione culturale già in atto: il periodo natalizio diventa un laboratorio per testare forme di lavoro più flessibili, che spesso vengono consolidate durante tutto l’anno.
Esempi italiani di Christmas Working
Tra le principali organizzazioni che seguono questo trend c’è anche Zeta Service, realtà italiana specializzata in payroll outsourcing, amministrazione del personale, consulenza del lavoro e servizi HR. Con oltre 400 collaboratori, per il periodo natalizio Zeta Service ha infatti scelto ancora una volta di adottare il 100% di smart working. Offrendo alle persone la possibilità di gestire più liberamente impegni familiari, spostamenti e attività quotidiane, in linea con la crescente diffusione del Chrismart Working.
Debora Moretti, Co-Ceo di Zeta Service e presidente di Fondazione Libellula, ricorda che “la flessibilità non è una concessione: è un modo per valorizzare il contributo quotidiano delle persone. Migliorare il loro benessere e permettere a ciascuno di dare il meglio di sé senza sacrificare ciò che è importante nella propria vita privata. Proprio per questo, a partire da gennaio, il nostro modello organizzativo farà un ulteriore passo avanti in termini di flessibilità. Superiamo la logica dei due giorni fissi a settimana in presenza e introduciamo una presenza minima mensile, pari ad almeno otto giornate in ufficio, pianificate insieme alla propria figura responsabile. Un modello che prevede attenzioni specifiche per genitori, caregiver e situazioni di fragilità e che ribadisce un principio per noi non negoziabile: il diritto alla disconnessione”.















