In un’epoca in cui il valore di prodotti e servizi è sempre più legato alle loro componenti immateriali, come ricerca, design e know-how, ci troviamo in una fase di transizione fondamentale.
Il futuro della conoscenza viaggia verso una Nextknowledge Economy e CFMT – Centro Formazione Management del Terziario ha recentemente pubblicato un volume che esplora questa evoluzione, evidenziando come l’economia della conoscenza stia affrontando sfide senza precedenti.
Da economia della conoscenza a unknowledge economy
L’economia della conoscenza, un tempo sinonimo di progresso, sta cedendo il passo a un’unknowledge economy, caratterizzata da caos informativo e sovraccarico cognitivo. Disinformazione, deepfake, propaganda e echo chambers minano la nostra capacità di distinguere il vero dal falso. Le piattaforme digitali, incentivando la superficialità e la polarizzazione, ostacolano la riflessione e la creazione di un sapere condiviso.
In questo contesto, l’adozione indiscriminata dell’intelligenza artificiale nella gestione della conoscenza aziendale presenta rischi significativi. C’è il pericolo di un “outsourcing cognitivo”, in cui le imprese perdono il controllo delle proprie capacità decisionali, affidandosi ad algoritmi che filtrano la realtà. Un pubblico confuso e passivo diventa più controllabile, trasformando l’inconoscenza in uno strumento di potere.















