Settembre è il mese del rage-applying

Il fenomeno del rage-applying, ovvero l’invio massiccio di candidature in seguito a un episodio di forte frustrazione professionale, sta trovando terreno fertile proprio nei mesi estivi

0
780
Il fenomeno del rage-applying trova terreno fertile proprio nei mesi estivi.

Secondo un sondaggio di Robert Walters, quasi 1 professionista su 2 ritiene le vacanze sono il momento ideale per riflettere sul proprio percorso professionale e, nel caso, attivare una reazione di rage-applying.

Questa riflessione estiva si traduce spesso, a settembre, in un’impennata di cambi di lavoro: storicamente, il terzo trimestre dell’anno registra tassi di mobilità fino al 30% più alti rispetto ai mesi primaverili. Il rage-applying, infatti, rappresenta una reazione istintiva a giornate particolarmente difficili. Quando le frustrazioni si accumulano, i professionisti reagiscono inviando candidature a più posizioni contemporaneamente. Nella speranza di trovare un contesto più gratificante e distante dal disagio attuale. 

Cosa dicono i dati sul rage-applying

Secondo le rilevazioni, condotte su oltre 2.000 professionisti, più di 6 su 10 ammettono di aver praticato il rage-applying almeno una volta dall’inizio dell’anno. Inoltre, 2 su 3 dichiarano di averlo fatto più volte negli ultimi sei mesi.

Tra le cause principali: 

  • cultura tossica sul posto di lavoro: 56%,
  • carico di lavoro insostenibile: 20%,
  • scarso equilibrio vita-lavoro: 18%.

Sorprendentemente, fattori come retribuzione e progressione di carriera risultano meno determinanti rispetto al contesto culturale e all’ambiente lavorativo. 

La prospettiva delle aziende 

“I mesi estivi e il rientro dalle ferie rappresentano un momento critico per la retention”, spiega Walter Papotti, Associate Director di Robert Walters Italia. Le persone, avendo tempo per riflettere, diventano più consapevoli delle proprie priorità e meno disposte a tollerare ambienti di lavoro negativi. Per le aziende, è un’opportunità per intervenire in anticipo, rafforzando il benessere organizzativo e la cultura interna”.

Come dovrebbero muoversi le aziende? 

  • fare dell’ambiente di lavoro una priorità monitorando costantemente il morale del team,
  • richiedere feedback anonimi per far emergere eventuali criticità,
  • investire in cultura creando un contesto sano e inclusivo impiegando le risorse adeguate.

Il fenomeno del rage-applying dimostra come il benessere dei professionisti sia strettamente legato alla qualità dell’ambiente di lavoro. Le aziende che vogliono trattenere i propri talenti devono anticipare questa eventualità con strategie mirate. 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here