L’Intelligenza Artificiale è destinata a trasformare la funzione HR, ma molti professionisti non hanno ancora chiaro come avverrà questa trasformazione né come prepararsi adeguatamente.
Nonostante l’interesse crescente verso il potenziale dell’IA per migliorare l’acquisizione dei talenti, snellire i processi e generare insight strategici sulla forza lavoro, l’adozione nel procede con cautela. Un sondaggio di Robert Walters dice che un professionista delle risorse umane su cinque non si sente sicuro delle competenze in ambito IA. Inoltre, un ulteriore 15% che opera nella funzione HR si ritiene non interessato ad approfondire.
In Italia, Istat segnala che nel 2024 solo l’8% delle imprese con almeno 10 addetti utilizzava tecnologie di intelligenza artificiale. Evidenziando il ritardo rispetto alla media europea del 13,5%. Tuttavia, un rapporto AWS rivela che il 30% delle aziende italiane adotta attivamente soluzioni IA (+23% su anno precedente). Il 93% di queste registra un aumento dei ricavi medi del 27%.
Perché la funzione HR non può aspettare
Per i professionisti HR, il messaggio è chiaro. Non è più una questione di “se”, ma di “quando”, e con quale rapidità, adottare l’Intelligenza Artificiale. L’IA offre un valore immediato nell’automazione di attività amministrative, come la stesura delle job description, la verifica dei documenti e la gestione delle assenze. Ma la vera opportunità risiede nel suo impiego strategico.
In particolare per:
- migliorare i processi decisionali,
- potenziare la pianificazione della forza lavoro,
- liberare tempo per attività a più alto valore umano.
I leader sono pronti?
Molti responsabili della funzione HR aziendale non lo sono. Il livello base di conoscenza dell’IA tra i leader, inclusi quelli delle risorse umane, è ancora estremamente basso. Poiché l’influenza si espande rapidamente in tutti i settori e discipline, la formazione mirata per i leader HR deve diventare una priorità.
Devono prima acquisire una comprensione approfondita della tecnologia, per poi collaborare con l’organizzazione nella definizione di una strategia efficace per integrarla nella forza lavoro. Questo è un tema centrale. Quando Robert Walters ha chiesto a professionisti del settore white-collar come pensassero che l’IA avrebbe trasformato il mondo del lavoro, il 72% ha previsto impatti positivi.
Priorità alle competenze giuste
Per cogliere i benefici dell’IA nella funzione HR, i leader dovranno garantire che le proprie persone siano supportate attraverso lo sviluppo delle competenze giuste, sia tecniche sia comportamentali. L’adattabilità, ad esempio, è una delle competenze oggi più richieste dai manager, proprio perché non replicabile dall’IA. Collaborando con i team di Learning & Development, possono contribuire a creare piani formativi che includano skill “resilienti all’IA”, capaci di formare una forza lavoro flessibile e in grado non solo di adattarsi al cambiamento, ma di prosperare.
Anche il peer-to-peer upskilling rappresenta uno strumento potente. La funzione HR può facilitare l’abbinamento di persone con competenze complementari. Per esempio, chi utilizza regolarmente strumenti IA con chi ha una più ampia gamma di soft skill. Promuovendo così la condivisione di competenze e il mentoring informale.
Costruire una cultura aperta all’Intelligenza Artificiale
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un netto miglioramento della qualità dei contenuti che l’IA è in grado di generare. Ma il progresso tecnologico veloce porta spesso con sé un senso di incertezza. I dipendenti possono temere per la sicurezza del proprio lavoro o chiedersi in che modo l’IA impatterà sui loro ruoli. Le organizzazioni che promuovono un uso sicuro dell’IA, pur mantenendo salda la centralità delle persone, saranno meglio posizionate per realizzare cambiamenti significativi, costruendo al contempo fiducia.
Mantenere il fattore umano nella funzione HR
La funzione HR, per sua natura, è centrata sulle persone, e quindi per alcuni l’introduzione dell’IA può sembrare un controsenso. Eppure, proprio per questo motivo, l’adozione dell’IA dovrebbe essere affrontata con attenzione. In alcuni casi, le organizzazioni si sono affrettate a sostituire le persone con l’IA, riscontrando poi un calo nella qualità del lavoro. È fondamentale che i leader valutino dove l’IA possa supportare – e non sostituire – le persone, lasciando spazio all’intervento umano dove necessario.
Tutto dipenderà da come evolviamo l’IA
Per le aziende lungimiranti, integrare l’IA nella funzione HR è essenziale per costruire una cultura più agile. Per stimolare l’innovazione strategica e restare al passo con le competenze che domineranno il futuro. Chi non è pronto a cambiare rischia di restare indietro rispetto a soluzioni che stanno già rivoluzionando il settore. I leader HR devono affrontare questa transizione con apertura mentale. Sviluppare una strategia sull’IA flessibile ma consapevole, integrata nei piani aziendali, sarà cruciale per orientarsi con sicurezza nel presente e nel futuro.
















