Il settore Horeca (Hotellerie, Ristorazione, Catering) sta vivendo un paradosso evidente: nonostante le donne costituiscano la maggioranza della forza lavoro, la loro presenza ai vertici dirigenziali rimane marginale.
Questo squilibrio non è solo un’ingiustizia sociale, ma un freno allo sviluppo e all’innovazione di un comparto strategico per l’Italia. Il Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum evidenzia che il divario di genere globale si attesta al 68,8%. Registrando un lieve miglioramento di 0,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Ma il dato fa riflettere: a questo ritmo ci vorranno ancora 123 anni per raggiungere la parità di genere a livello globale. La situazione italiana non è meno preoccupante. Solo il 28,8% delle posizioni di vertice è ricoperto da donne.
Il paradosso femminile del settore Horeca
Un settore emblema di questa situazione è il settore Horeca, dove le donne rappresentano oltre il 60% della forza lavoro, ma la loro presenza si concentra prevalentemente in ruoli esecutivi. Pensiamo alle addette di sala, alla reception o alla cucina. Spesso, queste posizioni sono part-time e con salari inferiori rispetto ai colleghi uomini. La leadership femminile è quasi assente: solo il 28-30% delle imprese è guidato da donne. La loro rappresentanza nelle posizioni manageriali di alto livello resta purtroppo marginale. Un paradosso evidente, in un settore che dell’accoglienza ha fatto la propria bandiera.
Il progetto dell’École Hôtelière de la Vallée d’Aoste
In questo contesto, l’École Hôtelière de la Vallée d’Aoste ha scelto di andare controcorrente, ponendo la parità di genere al centro del suo percorso educativo nel settore Horeca. Come spiega la presidente Jeannette Bondaz, “nella nostra scuola, la presenza femminile cresce anno dopo anno, con il 49% di studentesse attualmente iscritte. Questa crescita non si limita ai percorsi tradizionalmente ‘femminili’. Sempre più ragazze scelgono indirizzi come la gestione aziendale, il marketing turistico, la mixology e l’hospitality management. Questo dato è un segnale chiaro: il cambiamento non è solo numerico, ma soprattutto culturale”.
La visione è chiara: non basta preparare bravi chef o ottimi camerieri, bisogna educare cittadini e cittadine consapevoli, futuri manager e imprenditrici, persone capaci di coniugare competenza e cura, precisione e inclusione. L’ospitalità si insegna partendo dalle persone. Anche così si cambia il volto dell’intero settore Horeca italiano.
La parità di genere parte dal benessere
L’impegno nella promozione della parità di genere la rende un modello esemplare nel panorama formativo. A riprova di questo, l’introduzione delle tampon box gratuite. Contenitori accessibili in più punti della scuola con prodotti per la salute mestruale a disposizione di tutte le studentesse.
“Non si tratta solo di una risposta a un bisogno concreto, ma di una dichiarazione culturale: la scuola non ignora il corpo femminile, anzi lo accoglie, lo normalizza, ne riconosce la dignità e i diritti. Perché anche il ciclo mestruale non dovrebbe mai rappresentare un ostacolo allo studio, alla presenza, alla serenità. La tampon box è un gesto pratico che cambia la percezione delle ragazze”, aggiunge la presidente.
Formazione per l’empowerment femminile nel settore Horeca
Accanto a questi segnali concreti, c’è anche una formazione sempre più orientata all’empowerment, che non si limita alla tecnica, ma allarga lo sguardo alle sfide contemporanee. Tra le iniziative proposte dall’École Hôtelière, infatti, c’è anche l’evento “Empowerment femminile e cultura della parità“. Organizzato in collaborazione con la Consulta per le Pari Opportunità della Valle d’Aosta nel mese di luglio, ha visto la partecipazione degli studenti in una giornata formativa di grande impatto.
I panel hanno toccato temi come agricoltura, turismo, sport, sociale e materie STEM, offrendo una panoramica completa sulle sfide contemporanee legate alla parità di genere. Tra i relatori, nomi di rilievo come l’ostacolista e velocista italiana Eleonora Marchiando, la guida alpina e scrittrice Anna Torretta, Laura Roullet (proprietaria dell’hotel Bellevue Cogne) e Beatrice Cortese (miglior sommelier Vda 2019).
















