Nel 2023, dal match tra formazione e bisogni occupazionali ci sarebbe stato un guadagno per l’Italia di 43,9 miliardi di euro, con una crescita del Pil del 2,11%, come emerso dalle più recenti rilevazioni del sistema Excelsior di Unioncamere.
In questo contesto, segnato anche da transizioni demografiche sempre più rapide, il tema dell’inclusione lavorativa si intreccia con la sfida della carenza di manodopera qualificata. In Italia il fenomeno è ancora più evidente nei settori strategici come la meccatronica, la meccanica e l’energia. Ambiti in cui il sistema nazionale di istruzione e formazione potrà soddisfare solo il 60% del fabbisogno previsto nei prossimi cinque anni.
Nasce così il progetto Thamm+ (Towards a Holistic Approach to Labour Migration Governance and Labour Mobility in Italy and North Africa). Un’iniziativa finanziata dall’Unione Europea e coordinata dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Il progetto mira a promuovere una mobilità lavorativa qualificata e sostenibile tra il Marocco e tre regioni italiane: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Progetto Thamm+ e ruolo delle ApL
L’iniziativa si distingue per un approccio integrato che coniuga esigenze economiche e inclusione sociale. Attraverso il programma si selezionano e formano in Marocco i potenziali lavoratori stranieri. Offrendo percorsi pre-partenza di formazione professionale e civico-linguistica, costruiti a partire dai fabbisogni reali delle imprese italiane.
Qui si inseriscono le Agenzie per il Lavoro. Grazie al loro naturale ruolo di facilitatori nell’incontro tra domanda e offerta di competenze e lavoratori, contribuiscono a garantire alla platea una formazione mirata alle esigenze occupazionali dei territori coinvolti. Non solo reclutamento: il progetto assicura, infatti, un accompagnamento strutturato durante tutte le fasi del ciclo migratorio. Dal supporto amministrativo e logistico al trasferimento in Italia, fino alle misure di inclusione e monitoraggio una volta avviato il rapporto di lavoro. Favorendo così una transizione sostenibile e rispettosa dei diritti, con benefici tangibili sia per i lavoratori sia per il tessuto produttivo locale.
















