Includere per crescere

L’inclusione lavorativa degli immigrati “legali”, è diventata una priorità imprescindibile per aziende e istituzioni che vogliono costruire un futuro sostenibile, equo e competitivo

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L’immigrazione legale è una risorsa necessaria per il tessuto produttivo del Paese e non un problema di ordine pubblico

Unimmigrazione legale e trattata razionalmente è una risorsa necessaria per il tessuto produttivo del Paese e non un problema di ordine pubblico.

Su questo assunto si deve costruire un percorso progettuale che ha la sua piattaforma nella richiesta di manodopera espressa in tutti i settori, dall’industria a una varietà di servizi. Ciò, anche tenendo conto che l’Italia, nei fatti, non è il bersaglio di una indiscriminata “invasione”. Non è, insomma, e i numeri lo dimostrano, uno dei Paesi più attrattivi per i flussi di migrazione. È più spesso un percorso di transito verso altri Paesi d’Europa. Deve, perciò, adottare una propria e originale metodologia di gestione delle migrazioni, favorendo un percorso attrattivo, legale e utile alle imprese.

L’impegno di Assolavoro per l’immigrazione legale

Sul fronte dell’immigrazione legale, Assolavoro esprime da tempo una forte propensione propositiva e progettuale. In sintesi, nell’ambito della sua missione di gestore del lavoro in somministrazione, si pone come mediatore sociale, puntando a centrare tre obiettivi:

  • assicurare alle imprese una risposta di qualità alle necessità di manodopera;
  • garantire ai lavoratori un percorso di immigrazione regolare, accoglienza civile e formazione valida realmente radicata nella richiesta delle aziende;
  • fornire alle istituzioni un metodo realistico per attuare una forma regolare e controllata di immigrazione (si vedano le proposte nel contesto del “Piano Mattei”).

* La Rubrica Assolavoro della rivista Forme è realizzata da Cesare Damiano con informazioni fornite da Assolavoro.

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