di Angela Cozza |
In un ecosistema dominato da discontinuità, trasformazioni rapide e complessità crescenti, il ruolo della formazione ha cambiato pelle: non si tratta più soltanto di trasferire competenze, ma di generare e condividere strumenti per leggere il presente e anticipare il futuro.
Chi si occupa di formazione è oggi chiamato a sviluppare contenuti capaci di creare valore reale per le imprese. Non più attività prettamente verticali con focus su un unico argomento, ma percorsi di crescita che unendo in maniera armonica più argomenti, modalità di fruizioni e punti di vista, creano un vero e proprio strumento attivo per i decisori aziendali.
La necessità di nuovi strumenti della formazione
I manager hanno bisogno di strumenti che si aggiornano in tempo reale e riferimenti chiari per mantenere alta la propria employability. E guidare con efficacia il cambiamento all’interno delle proprie organizzazioni. Per supportarli in questo percorso, la formazione deve integrarsi con una ricerca continua. Strutturata e orientata ai bisogni reali e soprattutto data driven.
In questo senso, indagini, survey e studi empirici diventano leve fondamentali per tradurre la conoscenza in azione manageriale. Da questa esigenza nasce l’importanza degli “Osservatori stabili”: centri di ricerca permanenti che coniugano rigore teorico e analisi empirica per produrre insight rilevanti. Per supportare decisioni strategiche e offrire chiavi di lettura aggiornate sulle principali dinamiche economiche, sociali e organizzative.
Oggi, più che mai, occorre interrogarsi su tendenze, settori e competenze che plasmeranno il lavoro manageriale di domani. Le discontinuità – economiche, tecnologiche, generazionali e culturali – stanno riscrivendo le regole del business. E se alcune competenze tecniche restano fondamentali, sono le competenze trasversali, quelle che negli anni 2000 chiamavamo soft skill, a fare la differenza. Ascolto attivo, empatia, leadership inclusiva, gestione della complessità e dei team distribuiti. Ma come si allenano le competenze trasversali che sono al tempo stesso non quantificabili e imprescindibili?
Diffondere conoscenza
CFMT da anni è impegnato nel generare e diffondere conoscenza. Una conoscenza che vuole e deve essere utile, concreta e accessibile, attraverso cinque Osservatori per interpretare il presente e progettare il futuro delle imprese del terziario. Ogni Osservatorio si concentra su aree specifiche e complementari.
- Osservatorio Nazionale sulla Competitività delle Imprese dei Servizi: offre strumenti per comprendere e affrontare le trasformazioni nei contesti di riferimento.
- Osservatorio sull’Innovazione Manageriale del Terziario: è dedicato allo sviluppo di modelli organizzativi e manageriali innovativi e sostenibili.
- Osservatorio sul Welfare: nasce per censire le iniziative di welfare messe in atto dalle aziende del terziario e diffondere best practice.
- Online Job Vacancy: indicatore periodico dell’andamento della domanda di lavoro online, con un focus specifico sui ruoli manageriali nel Terziario.
- FMT Next Think Tank: laboratorio di scenari futuribili dove si esplorano trend emergenti e anticipazioni strategiche.
Tutti gli output prodotti, che comprendono ebook, eventi, webinar e contenuti formativi, sono a disposizione della community in un’ottica di condivisione e valorizzazione del sapere collettivo. La metodologia integra ricerca scientifica e coinvolgimento attivo dei manager: survey, tavoli di lavoro e feedback raccolti direttamente dal campo contribuiscono ad arricchire e rendere dinamica l’attività di osservazione.
* Angela Cozza è Head Events & Research di CFMT, Centro di Formazione Management del Terziario
















