Il sistema imprenditoriale italiano è costruito su modelli in cui l’imprenditore “si deve fare da sé”, ma perché non cambiare prospettiva verso lo startup studio?
Un mito dell’eroe solitario, che ha creato uno scenario di founder isolati, con livelli di stress elevatissimi. Imprese che faticano a crescere, e a volte a scompaiono dal mercato. Il modello dello startup studio, ancora poco diffuso in Italia, potrebbe essere una delle risposte più concrete a questo fenomeno. Infatti, affiancare un founder con team, capitale, struttura, e soprattutto supporto umano e strategico, significa ridurre il rischio di fallimento e limitare i costi psicologici dell’impresa.
Cosa fa uno startup studio? L’esperienza di Mamazen
Mamazen, primo startup studio nato in Italia nel 2018, ha deciso di affiancare i founder non solo con un team di esperti a supporto del business, ma anche con terapeuti e counselor. Ecco perché, nel processo di selezione dei founder (oltre a prendere in esame il CV, fare test di stress e colloqui conoscitivi) pone sempre due domande che spiazzano:
- Hai mai avuto un momento di seria difficoltà e come lo hai affrontato?
- Hai una rete di affetti o persone di riferimento nella sfera professionale che ti supportano?
Non si tratta di un dettaglio, ma di un filtro culturale. Un’attenzione particolare sulle capacità di autoanalisi del candidato, sulla sua propensione al confronto. E una chiara comunicazione della vision aziendale: è importante costruire una rete reale, dove oltre ai numeri ci sono le persone, che non vengono lasciate sole.
Mamazen mette a disposizione dei co-founder un supporto legale e un product team dedicato. Ogni founder delle giovani realtà imprenditoriali create da Mamazen e finanziate dalla holding IH1 parte dunque con un assetto completo. Niente corse a trovare fondi, niente burocrazia da affrontare da soli. Perché c’è già un ecosistema di supporto pronto per riuscire a valorizzare le potenzialità dei professionisti selezionati e del nuovo business.
















