Lavorare per una comunità migliore

Giuseppe Schiboni, Assessore al Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica della Regione Lazio, spiega come la Regione è impegnata ad attuare un sistema di politiche del lavoro basato sui servizi alla persona, con l’ambizione di fare del Lazio un luogo dove vivere, lavorare e produrre meglio

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Intervista a Giuseppe Schiboni, assessore di Regione Lazio

di Virna Bottarelli | Per la Regione Lazio i più recenti dati Istat riportano 2.415.000 occupati, un numero in crescita di 40mila unità rispetto al 2023 e di 149mila rispetto al 2021.

Cifre che indicano un andamento positivo, ma che secondo Giuseppe Schiboni, Assessore al Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica della Regione, vanno viste come “un punto di partenza e non di arrivo, soprattutto a fronte delle diverse crisi che il nostro Paese, e la regione Lazio, stanno affrontando”. In carica dal febbraio 2023, Schiboni mette l’accento sulla centralità del tema lavoro per la legislatura regionale in corso.

“In combinato disposto con la formazione, il lavoro è una priorità del programma che stiamo mettendo a punto e attuando in condivisione con tutta la giunta Rocca”, spiega. “Abbiamo predisposto una serie di interventi multilivello, con la pubblicazione di bandi specifici, come ‘Salgo’ e ‘Risalgo’, destinati a una platea diversificata che va dai 18 anni all’età pensionabile. Mirati proprio a incentivare l’occupazione stabile. Stiamo dedicando massima attenzione ai più fragili con interventi destinati alle persone con disabilità. Come il bando sul collocamento mirato pubblicato lo scorso anno. E, soprattutto, stiamo cercando di ridurre la forbice del lavoro a tempo determinato o di breve durata affinché ciascuno possa avere continuità in termini di stabilità, ambizione, espressione e futuro”.

Quali sono le peculiarità del mercato del lavoro nel Lazio?

Ci troviamo oggi in un mercato del lavoro che presenta condizioni favorevoli. Ma con caratteristiche del tutto nuove, a partire da un elevato mismatch lavorativo e dalla crescita del tempo indeterminato, anche senza la spinta degli incentivi. Gli indicatori dell’occupazione evidenziano come siano stati del tutto recuperati e superati i livelli pre-pandemia del 2019 sia a Roma che nel Lazio.

Le persone in cerca di occupazione nella regione sono 161mila. Il valore più basso dal 2007, 18mila in meno rispetto al 2023. A Roma sono 115mila, 10mila in meno sul 2023. Il tasso di disoccupazione (15-64 anni) scende nel Lazio al 6,4% e a Roma al 6% (Italia 6,6%). Mentre il tasso di disoccupazione giovanile allargato (15-34 anni), nel Lazio si attesta al 12,3%. In leggera diminuzione rispetto al 2023, quasi dimezzato rispetto ai valori 2021 (cfr. 19,8% nel 2021 e 14,6% nel 2022).

Un aspetto molto importante, poi, è il consolidamento del trend di crescita dell’occupazione femminile, sia a Roma che nel Lazio. Anche in questo caso il tasso di occupazione ha raggiunto il valore più alto di sempre, sebbene permanga un divario di genere ancora troppo ampio. Per questo motivo intendiamo rendere più sinergica la collaborazione tra istruzione e mondo del lavoro. Anche per consentire alle donne parità di accesso al lavoro, di retribuzione e di carriera. È necessario attuare una strategia di lungo respiro sull’educazione. Puntando su alcune leve quali orientamento, incremento delle lauree Stem e valorizzazione degli Its per rispondere alla domanda di tecnici delle imprese.

Formare e orientare i giovani per compiere scelte in piena autonomia e consapevolezza è il compito che il mondo della formazione, della scuola e dell’istruzione hanno la responsabilità di svolgere all’insegna della qualità e dell’eccellenza. Siamo tra le prime regioni in Italia a regolamentare le politiche per lo sviluppo delle competenze, l’occupazione e l’inclusione.

Attraverso un quadro normativo strategico, programmatorio e di governance basato su criteri di raccordo e integrazione dei servizi. Il Lazio ha un patrimonio di conoscenza e talento che va tradotto in innovazione per il nostro sistema produttivo. Questo ci porterà a competere sulla qualità e sul valore, con una prospettiva globale e con l’ambizione di fare della nostra regione un luogo in cui si costruiscono e diffondono nuove soluzioni che migliorano la vita di cittadini, comunità e mondo produttivo.

Quali obiettivi vi siete posti, al termine della legislatura, per migliorare l’occupazione nella Regione Lazio?

Abbiamo diversi obiettivi, quello che ritengo primario è la definizione e approvazione di un testo unico sul lavoro. Si tratta di un passaggio complesso, ma fondamentale ai fini di raccogliere e razionalizzare organicamente tutte le disposizioni del settore. Riunificando e abrogando diverse leggi regionali che oggi creano confusione e inutili sovrapposizioni.

A questo, ovviamente, si aggiungerà l’attivazione di programmi e interventi per realizzare nuova occupazione e per affrontare le possibili cause della disoccupazione. Puntiamo alla definizione e attuazione di un sistema basato non più sull’assistenza ma sui servizi alla persona per la ricerca di un impiego.

Come sta lavorando la Regione Lazio per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro?

Viviamo il paradosso di avere nel Lazio il 25% circa dei giovani tra i 20 e i 34 anni che non studia e non lavora, i cosiddetti Neet. È una percentuale altissima, che si scontra con le tante imprese che non riescono a trovare i profili di cui hanno bisogno. È evidente che serve un maggiore dialogo tra scuola e mondo del lavoro a tutti i livelli se non vogliamo perdere un’intera generazione.

Siamo di fronte a transizioni epocali e queste figure servono per disegnare il futuro. È il momento di collaborare, con tutti gli attori interessati, per strutturare interventi efficaci e, soprattutto, innovativi. In tale contesto un ruolo chiave lo svolgono le politiche attive del lavoro. Attraverso l’erogazione, tra gli altri, di una serie di incentivi a occupazione, autoimprenditorialità, mantenimento e stabilizzazione di posti di lavoro. Con interventi di orientamento e formazione professionale, programmi per l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà: donne, giovani, disoccupati di lungo periodo, disabili, extracomunitari.

Quali sono i pilastri del sistema delle politiche attive del lavoro nella vostra Regione?

La Regione Lazio negli ultimi anni ha avviato una profonda e articolata riorganizzazione delle politiche attive del lavoro. Obiettivo primario, potenziare i servizi per il lavoro e renderli capaci di supportare i lavoratori nei percorsi di riqualificazione, aggiornamento, riconversione delle competenze professionali e inserimento occupazionale.

Sulla base di questa esperienza, il “Programma Gol” costituisce un’importante occasione per completare il processo di riorganizzazione e di potenziamento della rete dei servizi. Confermando la volontà di adottare una governance dei servizi per il lavoro fondata sulla cooperazione pubblico-privato. Nella quale il sistema pubblico svolge una funzione centrale nell’erogazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni. Avvalendosi, allo stesso tempo, del contributo fondamentale dei soggetti accreditati.

In questa ottica la Regione Lazio ha redatto il Piano Attuativo Regionale del programma Gol. A partire da alcuni concetti chiave quali la centralità della persona, la complementarità, la cooperazione, il coinvolgimento delle imprese e del territorio e la capillarità dei servizi nel rispetto del principio di prossimità.

Come sta procedendo il Piano di potenziamento dei Centri per l’Impiego della Regione Lazio?

La Regione prosegue spedita nell’attuazione di questo progetto ambizioso, condiviso con la Commissione Europea, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con l’Unità di Missione Pnrr. Con il quale si procede a ridefinire, rafforzandole, le linee di sviluppo dei servizi pubblici per l’impiego. Un presidio fondamentale sui territori in termini di servizi per il lavoro destinati a cittadini e imprese.

Il piano prevede diverse linee di intervento, tra cui quella riguardante l’adeguamento strumentale e infrastrutturale sia sulle nuove che sulle attuali sedi e riguarda anche la manutenzione straordinaria. Il processo di riorganizzazione dei CpI nel Lazio punta, infatti, a ridisegnare un sistema di servizi per il lavoro innovativo, in grado di rispondere alle sfide del mercato. E rappresenta un’occasione imperdibile per portare i servizi pubblici per l’impiego all’altezza delle necessità emergenti dal complicato momento storico.

Per adeguare i centri esistenti e aprire nuove sedi, a settembre 2024 sono stati coinvolti i Comuni interessati e 27 hanno risposto alla manifestazione d’interesse. A questi, attraverso una delibera di giunta programmatoria, sono stati assegnati i finanziamenti, per oltre 18 milioni di euro totali. Di cui circa 11 a valere sul Pnrr per realizzare i lavori di adeguamento e/o acquistare le nuove sedi.

L’obiettivo è potenziare in termini qualitativi e quantitativi l’offerta dei servizi pubblici per il lavoro, con interventi volti a supportare le cosiddette fasi di transizione nel mercato del lavoro e soprattutto l’incontro tra domanda e offerta. In ogni fase stiamo coinvolgendo, i Comuni in qualità di enti vicini ai territori e in grado di intercettare in modo dettagliato le esigenze dell’utenza, rendendo di fatto mirati gli interventi previsti. Siamo di fronte a una rivoluzione necessaria, che porterà nei prossimi mesi a valorizzare il ruolo dei Centri per l’Impiego e del personale, che svolge un compito fondamentale verso cittadini e imprese. Con servizi dedicati in relazione a specificità, caratteristiche e bisogni dell’utenza.

Quali servizi la Regione offre a cittadine e cittadini che devono inserirsi o re-inserirsi nel mondo del lavoro?

La Regione Lazio offre numerosi servizi per l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro. Sia per i disoccupati sia per i lavoratori in cerca di nuove opportunità. Il Servizio Inserimento Lavoro Disabili, il programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori per vari gruppi svantaggiati e la possibilità di accedere ai tirocini per l’inclusione sociale.

Ci sono anche servizi a disposizione delle imprese alla ricerca di personale?

La Regione Lazio offre diverse opportunità alle imprese per la ricerca di personale. Tra cui l’accesso ai Centri per l’Impiego, che offrono servizi di matchmaking tra domanda e offerta di lavoro, e la collaborazione con agenzie per il lavoro, pubbliche e private, che offrono servizi a pagamento alle aziende. Inoltre, supportiamo le imprese nell’attuazione della Legge 68/99, che riguarda l’occupazione dei disabili, attraverso il servizio “Inserimento Lavoro Disabili”.

Quali sono i programmi della Regione Lazio nell’ambito della formazione professionale degli adulti?

La Regione Lazio offre diverse opportunità di formazione professionale per adulti, con corsi finanziati e non, destinati a disoccupati, inoccupati e a chi cerca un’opportunità di crescita professionale. Molti di questi sono finanziati grazie al Fondo Sociale Europeo +.

Come pensa cambierà nei prossimi anni il mercato del lavoro nella Regione e, più in generale, nel nostro Paese?

Fare previsioni in un mondo in costante quanto rapida evoluzione è complicato. Tuttavia, abbiamo alcune certezze su cui puntare anche per far fronte alle incertezze economiche e sociali che stanno caratterizzando questi anni senza continuità di sorta. Creatività, pensiero critico e competenze digitali come programmazione e alfabetizzazione AI sono tra le skill sempre più richieste.

Investire su questi settori sarà determinante per le nuove generazioni. Ma allo stesso tempo, considerato che la forza lavoro nella nostra regione è rappresentata da over 50, sarà necessario rafforzare e valorizzare la formazione continua al fine di adeguare le professionalità alle nuove tendenze e per fare in modo che nessuno resti indietro.

Giuseppe Schiboni, Assessore al Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica in Regione LazioChi è Giuseppe Schiboni

Nato a Roma nel 1955, Giuseppe Schiboni è un medico, eletto per quattro volte sindaco di San Felice Circeo (LT). È stato quattro volte Consigliere Provinciale per Forza Italia e nel 2009 è stato nominato Assessore Provinciale con delega alle Politiche della Scuola. Dal febbraio 2023 è

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