Nelle grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il lavoro, il Piano Nuove Competenze è uno degli strumenti centrali della strategia per accompagnare lavoratori e imprese nelle transizioni digitali, ecologiche e demografiche.
Nell’ambito del “Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021–2027”, il Piano rappresenta una risposta strutturale alle sfide poste dai cambiamenti economici e tecnologici. Mirando a rafforzare l’occupabilità e la competitività del sistema produttivo. Il Piano, aggiornato e rinnovato nella nuova programmazione europea, sarà tradotto in leggi regionali entro settembre 2025. Obiettivo, condividere percorsi comuni per ridurre lo skill mismatch e intercettare i fabbisogni del tessuto produttivo.
Le ApL nel Piano Nuove Competenze
Anche le Agenzie per il Lavoro avranno un ruolo centrale. Collaboreranno infatti con imprese e regioni nell’identificazione delle necessità formative e nel sostenere e realizzare i percorsi di formazione. Le Agenzie per il Lavoro, grazie alle loro oltre 2.500 filiali sparse su tutto il territorio nazionale, facilitano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Mettendo al servizio di aziende e persone la loro expertise in ricerca, selezione, formazione e ricollocamento professionale.
Con il Piano Nuove Competenze si mira così ad anticipare e governare l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro. Passando attraverso la rimodulazione temporanea dell’orario lavorativo che si trasforma in tempo formativo, senza oneri per il lavoratore. Un vantaggio per i lavoratori che aggiorneranno le loro competenze allineandole ai trend del mercato. E anche un vantaggio per le aziende, che investiranno sulle professionalità dei dipendenti, puntando su upskilling e reskilling.
* La Rubrica Assolavoro della rivista Forme è realizzata da Cesare Damiano con informazioni fornite da Assolavoro.
















