Lussemburgo, Svizzera e Regno Unito i Paesi più attraenti per il lavoro

La pandemia ha avuto un impatto enorme sugli spostamenti delle persone. Le analisi dei dati del portale di ricerca lavoro Indeed, tuttavia, evidenziano una sorprendente capacità di recupero del movimento transfrontaliero

Lavoro in ue: dati sulla mobilità secondo il portale Indeed

Con l’allentamento delle restrizioni di viaggio, i flussi migratori legati al lavoro hanno iniziato a riprendersi. È quanto emerge da un recente report di Indeed su come i cambiamenti nella ricerca di lavoro a livello internazionale stanno accelerando la competizione globale per i talenti.

Lavoratori dentro e fuori l’Europa

In Europa, le persone in cerca di occupazione hanno allargato i confini spingendosi, sempre più spesso, al di fuori del proprio Paese di origine, cercando in altri Paesi all’interno dei confini europei o fuori Europa. Sebbene le ricerche transfrontaliere da parte degli europei rimangano del 10% al di sotto della media del 2017-2019, sono in netto aumento rispetto al minimo pandemico del -32%.

Non sono solo gli europei a cercare lavoro fuori casa, anche dai Paesi extra UE si sono mossi attivamente per trovare un’occupazione nel continente. Indeed ha analizzato la tendenza, osservando la quota mensile di ricerche per occupazioni in Europa, provenienti da fuori regione. Nel corso del 2020, la percentuale è scesa fino al 31% al di sotto della media 2017-2019. Ma, nell’aprile 2022, è rimbalzata al 38% al di sopra della media 2017-2019. Una grande opportunità per i datori di lavoro che possono avere accesso a talenti globali.

I fattori chiave della mobilità

La mobilità delle persone in cerca di lavoro potrebbe addirittura raggiungere nuovi livelli grazie a una combinazione di diversi fattori che influiscono nel lungo periodo. Alcuni, come le competenze e la retribuzione, erano già forti fattori trainanti prima della pandemia. La retribuzione, poi, è un aspetto fondamentale nella decisione di accettare un’offerta di lavoro. A parità di altre condizioni, maggiore è la retribuzione, più alte saranno le candidature.

Tuttavia, anche fattori diversi dal mix retribuzione/competenze possono alimentare ulteriormente la mobilità transfrontaliera. L’aumento del lavoro da remoto, la carenza di manodopera e aspetti geopolitici pesano più di prima. Alcuni Paesi stanno già approfittando dell’aumento della ricerca e della mobilità internazionale per colmare il gap nell’offerta di lavoro nazionale. Le imprese, quindi, si trovano a competere per i talenti in un mercato globale in cui i confini tradizionali sono caduti. I Paesi ad alto reddito attraggono maggiormente le persone in cerca di occupazione. Inoltre, i Paesi in cui le offerte di lavoro sul portale sono cresciute più rapidamente dopo la pandemia, hanno tendenzialmente scalato la classifica di attrattività negli ultimi due anni.

Lavoro all'estero: i paesi Ue più attraenti

La classifica delle destinazioni

Lussemburgo, Svizzera, Regno Unito, Germania e Irlanda guidano la classifica di Indeed dei Paesi più attraenti, registrando un tasso di interesse “in entrata” maggiore da parte delle persone in cerca di lavoro, rispetto a quello “in uscita”. Questi Paesi sono le destinazioni più probabili per la migrazione legata al lavoro in Europa nel prossimo futuro. Al contrario, l’Italia, si posiziona 14esima nella classifica, che prende in esame il rapporto tra ricerche in entrata e in uscita negli ultimi due anni in 21 Paesi.

Lussemburgo, Svizzera e Regno Unito sono un passo avanti in termini di talenti in entrata. Sul sito lussemburghese di Indeed il 74% di tutte le ricerche nel 2021 sono state effettuate “in entrata”, da persone in cerca di lavoro dal di fuori del Paese. Allo stesso tempo, solo il 32% delle ricerche effettuate da persone situate in Lussemburgo erano “in uscita”. Anche la Svizzera presenta una situazione analoga. Circa il 32% delle ricerche sul sito svizzero di Indeed proveniva dall’estero, mentre l’11% era “in uscita”. Il Regno Unito rimane una destinazione attraente, nonostante il calo di interesse da parte dei candidati provenienti dall’UE dopo la Brexit. Seppur il mercato del lavoro del Regno Unito sia ampio e fortemente incentrato sul territorio nazionale, a fronte del 3,2% delle ricerche provenienti dall’estero nel 2021, solo l’1,4% delle persone locali cercano lavoro in altri Paesi.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qua il tuo nome