Alla ricerca delle politiche perdute

Dopo il commissariamento di Anpal, con l’avvio dei programmi di riforma del Pnrr e l’impegno concreto delle Regioni, l’obiettivo in ambito Politiche Attive è avere un sistema allineato alle esigenze attuali del mercato del lavoro, in grado di facilitare l’incontro tra domanda e offerta e che rappresenti un punto di riferimento efficiente per cittadini e imprese

Politiche attive: il nuovo dossier della rivista Forme

di Virna Bottarelli |

Un terreno accidentato. Si potrebbe definire così il campo delle Politiche Attive del Lavoro nel nostro Paese, alla luce dei più recenti avvenimenti che hanno interessato Anpal, l’Agenzia Nazionale nata nel 2015 per coordinare le iniziative istituzionali di promozione dell’occupazione e dell’inserimento lavorativo.

Da poco più di un anno l’Agenzia è guidata da un Commissario Straordinario, Raffaele Tangorra, al quale è stato affidato il compito di garantire la continuità operativa dell’ente. “L’Anpal era paralizzata”, aveva detto il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, all’indomani della decisione di commissariare l’ente guidato dal 2019 da Mimmo Parisi, del quale si è parlato più per le criticità legate a erogazione del Reddito di Cittadinanza e contratto dei Navigator, indagini della Corte dei conti su rimborsi spese e incompatibilità di ruoli, che non per i risultati ottenuti. Il Decreto Sostegni Bis del maggio 2021, che ha ridisegnato la Governance di Anpal, ha anche assegnato al Ministero dell’economia e delle finanze la titolarità delle azioni di Anpal Servizi. Ovvero l’ente strumentale dell’Agenzia, che la supporta nella realizzazione delle politiche attive del lavoro a favore di persone in cerca di occupazione, nel rafforzamento dei servizi per l’impiego per le fasce svantaggiate e nella ricollocazione dei disoccupati in Naspi, Dis-Coll o Asdi.

Politiche attive per dare risposte

Una volta a regime, a capo dell’Agenzia dovrebbe esserci un direttore, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che attuerà gli indirizzi approvati dal Ministro del lavoro e riferirà a quest’ultimo, oltre che a un Consiglio di Amministrazione di tre membri, di cui uno nominato dallo stesso Ministro su indicazione della Conferenza delle Regioni. Dal punto di vista operativo, ad ogni modo, l’Agenzia ha continuato a lavorare. Come si legge nella sua ultima Relazione Programmatica di febbraio, “il 2021 è stato caratterizzato da una forte ripresa: nel periodo dal 1° gennaio al 31 ottobre sono stati creati circa 600mila posti di lavoro, mezzo milione in più che nel 2020, ma anche quasi 200 mila in più rispetto al 2019”.

Anpal afferma che le misure straordinarie adottate dal Governo con la pandemia hanno impedito, in generale, l’inasprirsi di una crisi dagli effetti più duraturi. Ma segnala anche che non può passare inosservata la trasformazione che i processi di transizione ecologica e digitale impongono a tutti i settori e al mercato del lavoro. Come evitare una situazione nella quale la domanda di lavoro resta insoddisfatta, perché le competenze e le professionalità sul lato dell’offerta non sono in linea con quelle richieste dalle imprese? Le politiche attive sono chiamate a dare una risposta anche a questo interrogativo.

Dal programma GOL al RdC: lavori in corso

Anpal sta lavorando su più fronti:

  • Programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL);
  • Piano Nazionale Nuove Competenze (PNC);
  • Fondo Nuove Competenze (FNC);
  • nuova programmazione FSE+;
  • Reddito di Cittadinanza (RDC).

Il ruolo del GOL

GOL è finanziato con 4,4 miliardi di euro nell’ambito della riforma delle politiche attive prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il 20% dei finanziamenti, erogati da qui al 2025, è ripartito tra le Regioni e le Province Autonome, che sono gli enti attuatori delle politiche attive. Mentre la gestione finanziaria delle risorse è centrata sul Ministero dell’economia e delle finanze. Anpal ha un ruolo di coordinamento della rete dei servizi per le politiche del lavoro, di approvazione dei Piani regionali di attuazione, di vigilanza sulla messa a terra dei piani stessi e, in caso sia necessario, di tutoraggio. Aspetto strategico di GOL è la formazione. In un mercato del lavoro che cambia, occorre valutare anche i bisogni formativi e trovare i percorsi adeguati a soddisfarli e Anpal sta cercando di farlo lavorando con i servizi territoriali.

Politiche attive e Fondo Nuove Competenze

Anche il Piano Nazionale Nuove Competenze è inserito nel Pnrr. Esso definisce nello specifico i contenuti degli interventi di upskilling e reskilling previsti da GOL e individua alcuni programmi guida per l’accrescimento delle competenze dei lavoratori e per il rafforzamento del Sistema duale per le transizioni scuola-lavoro. Redatto da Anpal, il Piano indica i livelli essenziali in termini di personalizzazione, accessibilità e spendibilità dell’offerta formativa che devono essere rispettati dalle politiche regionali di formazione professionale.

Il Fondo Nuove Competenze, istituito nel 2020 e attuato da Anpal nel 2021, ha visto il finanziamento di oltre 6.700 progetti e il coinvolgimento di oltre 375mila lavoratori. L’attività su questo fronte prosegue anche nel 2022 grazie a nuovi fondi stanziati per la sua copertura, che consentiranno di riammettere a istruttoria le aziende originariamente escluse dal finanziamento e di avviare nuove progettualità. Si parla di altre 7.500 aziende per un totale di oltre 330 mila lavoratori.

Programmazione FSE+

C’è poi la nuova programmazione FSE+ per i giovani e le donne per il ciclo 2021-2027. Anpal in questo caso è investita di un duplice compito. Come capofila del Fondo e come Autorità di gestione è impegnata nel coordinamento delle programmazioni regionali e nella finalizzazione del nuovo Programma Operativo Nazionale (PON), che ha una dotazione finanziaria complessiva di circa cinque miliardi di euro. Si tratta di finanziamenti destinati a platee non coperte dalle risorse del Pnrr: le donne inattive, i disoccupati di lunga durata, le persone con disabilità e i giovani Neet. Per questi ultimi, in particolare, il nuovo PON sarà utile per rafforzare il programma Garanzia Giovani.

Più sforzi sul RdC

Infine, c’è il lavoro sul Reddito di Cittadinanza, una misura che a oggi ha fornito un sostegno economico essenziale a oltre tre milioni di persone, ma che sul lato “attivo” ha avuto diverse lacune. L’Agenzia deve focalizzarsi sulla realizzazione della piattaforma per l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro e proseguire l’attività di analisi e monitoraggio della misura.


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