Colloqui di lavoro e riunioni nel metaverso

Reverse ha avviato i primi test per portare le attività delle risorse umane nel Metaverso e offrire esperienze nuove ad aziende e lavoratori

Colloqui di lavoro nel metaverso

Colloqui di lavoro, formazione e riunioni nel Metaverso. Succederà davvero? Mentre ci si interroga sulla risposta, stanno già nascendo realtà e servizi che esplorano queste nuove opportunità. Reverse, per esempio, ha già avviato specifiche sperimentazioni con l’obiettivo di comprendere la reale portata del fenomeno.

Il rapido progresso tecnologico lascia infatti presupporre che questa esperienza possa presto essere arricchita da soluzioni non solo 3D, tramite ologrammi e VR, ma anche 4D. Tramite strumenti di realtà aumentata come per esempio guanti per abilitare anche il tatto. “Non dobbiamo però pensare al Metaverso come qualcosa che sostituirà il mondo reale – spiega Daniele Bacchi, CEO e co-founder di Reverse -. Piuttosto come una nuova opportunità per rendere più umane le esperienze virtuali e per creare nuove situazioni di condivisione”.

Colloqui di lavoro ed engagement: dal virtuale al reale

Secondo una recente ricerca effettuata in Reverse intervistando lavoratori e imprese, c’è un forte disagio in merito alla difficoltà di disconnessione dal lavoro da remoto. Inoltre, i dipendenti chiedono formazione innovativa e le imprese desiderano formare i nuovi assunti senza però dover imporre una presenza fisica ai più esperti. Il metaverso potrebbe essere la soluzione, creando esperienze di formazione e di onboarding più “avvolgenti”. Ma è importante approcciarsi a esso con cautela e con una adeguata preparazione.

“Nel concreto, è possibile per esempio sostituire la spedizione delle procedure aziendali tramite pdf con la creazione di stand virtuali in cui, tramite dispositivi VR, gli avatar di risorse senior e junior si incontrano per rendere finalmente ingaggiante e stimolante il primo mese di lavoro – prosegue Daniele Bacchi -. Bisogna però scongiurare il pericolo di situazioni alla Ready Player One o film simili, dove tutti vivono di virtuale rinchiusi in case buie “allacciati” a macchine sui loro divani. Il metaverso a cui puntare è quello che fornisce spunti interessanti per aumentare l’umanità dei rapporti, che partono dal virtuale per poi tradursi però poi nel mondo reale”.  

Progetto pilota in metaverso

Reverse sta dunque mettendo a punto un primo progetto pilota, che prevede di “testare” il metaverso in occasione della riunione mensile con tutti i collaboratori delle società del gruppo. L’incontro serve a condividere gli aggiornamenti aziendali più importanti e i partecipanti si trovano in diverse parti d’Europa. Nel prossimo trimestre Reverse inizierà quindi a mettere in pratica questo esperimento immersivo, con l’obiettivo di prendere confidenza e capire come utilizzarlo al meglio anche per scopi di recruiting.

Inoltre, l’azienda organizzerà presto a Milano un incontro per far provare ai propri clienti le esperienze dei colloqui di lavoro e dei meeting nel metaverso.

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