Sicurezza in cantiere: si può fare di più

A colloquio con Massimiliano Gagliardi, amministratore e direttore d’Area di Contec AQS, società che si occupa di qualità, sicurezza e ambiente in diversi settori, dall’ingegneria civile ai trasporti

Sicurezza in cantiere: intervista a Contec AQS

di Virna Bottarelli |

Contec AQS si occupa di qualità, sicurezza e ambiente in settori come l’ingegneria civile, le infrastrutture, i trasporti e le opere marittime, ambiti nei quali è fondamentale, ai fini della sicurezza in cantiere, pianificare le fasi di lavoro e analizzare puntualmente le modalità operative d’intervento.

Massimiliano Gagliardi, amministratore e direttore d’area di Contec AQS, spiega: “L’entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro ha contribuito alla crescita della sensibilità rispetto ai temi della sicurezza dei lavoratori e nei luoghi di lavoro, sebbene ancora oggi non abbiamo ancora raggiunto i livelli minimi attesi, come dimostra il percorso che ha portato al più recente D.L. 146/2021. La normativa emanata a ottobre 2021, con la quale il legislatore ha voluto incidere principalmente sugli aspetti sanzionatorio-repressivi, è nata sull’onda emotiva delle ancora troppe morti sul lavoro”. Gagliardi sottolinea anche come quest’ultima sia “una piaga sociale dall’andamento quasi lineare, come dimostrano le statiche Inail dal 2016 ad oggi”.

Sicurezza in cantiere: intervista a Massimiliano Gagliardi
Massimiliano Gagliardi, amministratore e direttore d’area di Contec AQS

Qual è la vostra competenza in ambito sicurezza? Quali servizi offrite?

Abbiamo un’esperienza di oltre 15 anni nel settore della sicurezza sul lavoro e la nostra competenza è trasversale a tutte le tematiche di sicurezza nelle infrastrutture. In ambito produttivo, direzionale e retail in tutto il territorio nazionale. Abbiamo investito anche nei principali stati europei per creare una rete di partner locali specializzati nelle tematiche di sicurezza di ogni singola nazione. Nell’ambito della sicurezza cantieri, temporanei e mobili, assumiamo direttamente gli incarichi di Responsabile dei Lavori, Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione. Parliamo di settori quali infrastrutturale, industriale in genere, grande distribuzione, direzionale, alimentare, siderurgico, restauro, pubblico.

Offriamo servizi anche nella sfera della sicurezza in Azienda/Impresa, con consulenza e supporto al Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione per la gestione degli adempimenti presenti nel Titolo I del D. Lgs. 81/08, all’interno delle aziende e imprese dove abbiamo la possibilità di realizzare le valutazioni dei rischi specifici. Organizziamo ed eroghiamo corsi di formazione cogenti in tema di sicurezza sul lavoro, con il supporto nella gestione dei Fondi per la formazione finanziata. E abbiamo una business unit che si occupa di consulenza ambientale e consulenza in tema qualità.

A vostra volta, come vi aggiornate sulla sicurezza?

Per garantire l’aggiornamento continuo dei tecnici di Contec AQS, la nostra struttura interna che si occupa di Formazione è in grado di recepire le necessità formative rispetto a specifici temi da approfondire e vengono effettuati specifici corsi di formazione interna. Realizziamo inoltre dei momenti di informazione e condivisione interna in merito alla gestione di alcuni temi di sicurezza o a nuovi servizi, per mantenere un costante allineamento sulle nostre attività e metodologia d’intervento.

Chi sono i vostri interlocutori, oltre al committente, quando coordinate la sicurezza di un progetto e della sua realizzazione?

Nella fase di progettazione di un intervento è fondamentale collaborare con il progettista dell’opera. Per condividere gli elementi principali del progetto e delle tecniche costruttive, per analizzare la gestione della sicurezza in fase preliminare all’intervento e definire, in modo preventivo, le prescrizioni di sicurezza da rispettare nella fase di realizzazione dei lavori. Inoltre, il coinvolgimento del Committente o Responsabile dei Lavori è importante per capire il contesto in cui si sviluppano i lavori. Che sia un sito produttivo, una strada o un intervento in un centro storico di una città, sono tutte variabili che possono incidere nell’organizzazione di ogni fase dei lavori.

Durante la fase esecutiva delle opere vi è poi una stretta condivisione con il Direttore dei lavori e le imprese esecutrici. Il Direttore dei Lavori, tra gli altri compiti, ha il ruolo del controllo dei tempi indicati nel cronoprogramma. Per cui risulta importante tale coinvolgimento per l’analisi e la gestione delle possibili interferenze tra le lavorazioni e le diverse imprese ai fini della gestione puntuale di ogni singola fase di lavoro. Le imprese esecutrici e i relativi preposti sono invece i nostri interlocutori nell’applicazione delle misure di sicurezza da rispettare nelle varie fasi di lavoro del cantiere. Dove coinvolgimento e condivisione delle tematiche della sicurezza in ogni fase sono fattori importanti per sensibilizzare i lavoratori ed essere efficaci nell’eliminare, o quantomeno ridurre, il pericolo di incidenti in cantiere.

Viste dal campo, quali sono le lacune ancora oggi presenti in termini di prevenzione per quanto riguarda la sicurezza in cantiere? 

Nei cantieri dove siamo coinvolti abbiamo riscontrato diverse tipologie di lacune: da quelle organizzative nella pianificazione delle attività a quelle derivanti dalla non conoscenza dei luoghi di lavoro in cui dovrà essere eseguito l’intervento e le relative interferenze tra imprese esecutrici. Come Coordinatori della Sicurezza e Responsabili dei Lavori nei cantieri temporanei e mobili, ci siamo trovati a dover sospendere temporaneamente i lavori o perché le imprese non rispettavano le modalità operative concordate per la realizzazione dei lavori. Oppure perché gli addetti ai lavori non utilizzavano attrezzature e dispositivi di sicurezza individuali in modo corretto.

Le situazioni più critiche sono state rilevate soprattutto nell’ambito della gestione dei cantieri, con particolare attenzione ai lavori in cui è presente il rischio di caduta dall’alto. Dalle nostre esperienze possiamo desumere che tali situazioni si verificano per mancata supervisione delle attività da parte del preposto e mancato rispetto delle prescrizioni stabilite per la realizzazione delle specifiche lavorazioni. Inoltre, le criticità si manifestano anche per la realizzazione di specifiche attività non previste in fase preventive e, quindi, svolte senza la condivisione necessaria delle modalità operative con il Coordinatore della Sicurezza dello specifico cantiere.

Le norme recentemente introdotte saranno sufficienti a migliorare la situazione? Che cosa si può fare, ancora?

Nell’attesa di avere contezza dell’efficacia delle nuove misure adottate, il legislatore potrebbe agire ancora su almeno altri due fronti. In primo luogo, si potrebbe prevedere a livello legislativo una misura similare al superbonus 110%, questa volta però rivolta al mondo delle imprese piccole e grandi, a prescindere dal fatturato e dal settore produttivo. Più nel dettaglio, si potrebbe stabilire che tutte le imprese private che investono capitali nel rinnovamento e ammodernamento dei propri impianti e/o macchine produttive e nel miglioramento dei propri ambienti di lavoro per renderli più sicuri, possono ottenere il rimborso, in 3 o 5 anni, del totale delle spese sostenute, previa asseverazione della validità dell’intervento sostenuto da parte tecnico esperto in sicurezza del lavoro. Così facendo si interviene strutturalmente sull’ambiente lavorativo con effetti diretti e immediati sulla condizione lavorativa. E, dunque, sul rischio infortunistico, sia grave che mortale, a cui sono esposti i lavoratori.

In secondo luogo, si potrebbe diversificare l’importo delle sanzioni in funzione dello storico dell’azienda. Ogni ramificazione periferica degli Enti di controllo (ATS/ASL – ITL), fino a quando non sarà operativa una Banca dati nazionale congiunta che raccolga le ditte sanzionate, attingerà dai dati in proprio possesso per sapere se quell’impresa è stata o meno oggetto di provvedimenti in materia di sicurezza del lavoro. Se non risulta dai dati, in sede ispettiva gli sarà applicato un importo sanzionatorio premiale (es. 1/8 in luogo dell’attuale 1/4 del massimo dell’ammenda).

Infine, “pianificazione” è secondo voi la parola d’ordine quando parliamo di sicurezza, nei cantieri e non solo…

La pianificazione degli interventi limita le possibilità di “improvvisazione” delle fasi realizzative di un intervento che purtroppo, in cantiere e nei luoghi di lavoro in generale, comporta un notevole aumento di rischio di infortuni. Un’efficace progettazione della sicurezza di un intervento permette di approfondire con chiarezza le fasi e sottofasi di lavoro, andando a individuare le tecniche realizzative più appropriate anche in funzione della sicurezza delle persone coinvolte nei lavori. Garantendo così la diffusione della consapevolezza su come prevenire rischi e possibili infortuni a tutti i livelli del processo edilizio. Ciò premesso, un approccio analitico di tutte le fasi che concorrono nella realizzazione di un’attività, accresce anche la sensibilità e consapevolezza su un tema così importante come quello della sicurezza.

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