Perché i dipendenti lasciano? I 10 motivi delle dimissioni volontarie

Dalle relazioni professionali con i responsabili alla mancanza di prospettive di carriera, fino al tema del worklife balance: le principali leve emotive secondo Randstad

Dimissioni volontarie: il perché secondo Randstad

Dove nascono le dimissioni volontarie, sempre più frequenti anche in Italia? I lavoratori hanno condotto una profonda riflessione su priorità, carriera e obiettivi professionali.

Con la ripartenza del mercato del lavoro e la forte caccia al talento, molte persone sono state spinte a un cambiamento. Lo dimostra il boom di dimissioni volontarie, le cui motivazioni profonde non sono del tutto scontate. Dalle relazioni professionali con i colleghi e superiori all’aumento di stipendio, dalla ricerca di un lavoro più interessante ai valori giusti, dal tempo per sé alla possibilità di smart working. Ancora, le opportunità di carriera  e quelle di specializzazione, il clima aziendale e il desiderio personale di cambiare.

I 10 motivi delle dimissioni volontarie

Randstad ha stilato il decalogo delle ragioni principali per cui i lavoratori scelgono di lasciare un’organizzazione.

1 | Relazioni professionali con i colleghi e i responsabili

La prima ragione per cui i lavoratori lasciano un’azienda è il rapporto con i colleghi di livello pari o superiore. Soprattutto nel secondo caso, non necessariamente perché il rapporto è conflittuale ma perché non allineato ai bisogni di quel momento. Tra eccessiva pressione, mancanza di riconoscimento, assenza di comunicazione trasparente e scelte non meritocratiche.

2 | Il contenuto del lavoro

L’esperienza collettiva degli ultimi mesi ha indotto una riflessione sul significato più profondo della vita e del lavoro. Molte persone cambiano posto alla ricerca di un contenuto di lavoro più interessante e stimolante, di quello attuale. Più in linea con le aspettative del ruolo professionale che vogliono ricoprire.

3 | I valori aziendali

Sempre più persone, indipendentemente dal ruolo in azienda, non si dicono più disposte a scendere a compromessi tra i valori prioritari per la loro identità personale e quelli dell’organizzazione. Sono quindi pronte a dimettersi per scegliere un’azienda allineata al loro ideale.

4 | Lo stipendio

È il motivo più scontato, ma oggi determinante in una fase di forte competizione. Se la retribuzione è percepita come insufficiente rispetto al proprio valore, è probabile che un lavoratore sia attratto da offerte migliorative. La leva economica è particolarmente attrattiva per i lavoratori senior, meno per i giovani per cui sono altri i fattori cruciali.

5 | Il fattore tempo

L’equilibrio tra vita privata e professionale è stato messo a dura prova durante il lockdown. La sua rilevanza è aumentata esponenzialmente: oggi i lavoratori sono meno propensi a sacrificare il tempo libero. Spesso scappano da condizioni “tossiche”, in cui l’attività professionale invade totalmente quella privata.

6 | Le opportunità di crescita

Soprattutto i lavoratori più giovani chiedono prospettive di crescita, step professionali, stimoli continui. L’offerta di percorsi di carriera strutturati e ambiziosi è uno degli elementi di attrazione dei candidati.

7 | La specializzazione

Non sempre si cambia per aumentare di livello. A volte, specie per profili qualificati ad inizio carriera, è più interessante un’opportunità di specializzazione in un ambito di interesse, per acquisire conoscenza ed esperienza in un ruolo. La formazione stessa è un elemento di attrazione per i talenti.

8 | Il clima aziendale

L’esperienza del lockdown, la perdita della relazione nei luoghi di lavoro e il senso di smarrimento hanno messo in evidenza l’importanza di un ambiente di lavoro accogliente, positivo e stimolante. Per alleviare lo stress, favorire la collaborazione e la produttività.

9 | Il lavoro da remoto

Grande novità ereditata dalla pandemia, oggi molti lavoratori ricercano espressamente offerte di lavoro che consentano di svolgere l’attività a distanza. Magari da luoghi diversi dagli uffici delle grandi aree urbane, con maggiore flessibilità sugli orari e improntati al raggiungimento di obiettivi.

10 | Il desiderio di cambiare

Talvolta le dimissioni sono parte di un processo che va ben oltre l’ambito professionale. Cambiare il posto di lavoro può significare dare un taglio alla quotidianità per aprirsi a nuove sfide. Stravolgere completamente la propria vita per mettersi alla prova con un’avventura che dia un nuovo significato al proprio percorso.


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