Nuovi modelli di organizzazione più flessibili: uno studio di LinkedIn

La crescita del numero di lavoratori che svolgono le loro attività lontano dalle sedi aziendali sta spingendo verso un modello di organizzazione più agile, che richiede nuove regole.

ufficio flessibile

Risalgono alla fine degli anni ’90 i primi dibattiti sulla necessità di sviluppare nuovi modelli di organizzazione del mondo del lavoro, capaci di trasferire le opportunità di flessibilità offerte dalle tecnologie digitali all’ambiente dell’ufficio e di abbattere così i vincoli di spazio e tempo, percepiti per decenni come superati ed eccessivamente stringenti.

Adottare una policy più flessibile?

La pandemia ha portato cambiamenti senza precedenti: “flessibilità” è la parola chiave che guida i manager aziendali a ripensare modelli di lavoro, culture e valori per costruire un nuovo rapporto con i propri dipendenti.

Lo studio commissionato da LinkedIn e condotto su oltre 1.300 executive C-level in tutta Europa – in aziende con oltre 1.000 dipendenti e circa 300 milioni di euro di fatturato annuo – evidenzia che quasi tre quarti (73%) dei senior business in Italia si sono sentiti sotto pressione dovendo adattare le loro policy post COVID-19 al posto di lavoro, rilevando come i dipendenti siano stati la fonte più frequente di questa pressione.

Focalizzarsi sul flexible working

Il lavoro ibrido, inoltre, risulta essere il modello preferito da questo gruppo, con quasi tre quinti (58%) che afferma che questo sarà il modello che applicheranno. Poco meno di un quarto (23%) dichiara che il lavoro flessibile è il modello che ha adottato o che cercherà di introdurre a breve.

In generale si ritiene che le nuove modalità lavorative siano destinate a rimanere; la metà dei business leader italiani infatti afferma di avere intenzione di proporre la nuova procedura di lavoro flessibile nel lungo termine, mentre un ulteriore 11% offrirà il lavoro flessibile nel medio.

Nel breve termine, l’adozione del flexible working è considerata una priorità: l’89% dice che trasformare digitalmente la propria azienda per supportare nuovi modi di lavorare è un aspetto importante sul quale focalizzarsi nei prossimi 6 mesi, e l’87% conferma che l’introduzione di una nuova modalità lavorativa sarà fondamentale.

Marcello Albergoni – Country Manager LinkedIn Italia ha commentato “Abbiamo visto che flessibilità è la nuova parola d’ordine, elemento chiave in questo momento di transizione, sia per il capitale umano sia per le imprese. Le aziende devono impegnarsi a realizzare nuove policy che facciano sentire tutti inclusi – indipendentemente dal luogo di lavoro scelto. Le sfide non saranno poche, ma grazie ad una cultura aziendale inclusiva e ad una leadership comunicativa sarà possibile mettere le persone, e i loro bisogni, in primo piano”.

Come si preparano le aziende e i business manager

I manager italiani intervistati si sono detti generalmente fiduciosi nelle proprie capacità di guida di una forza lavoro distribuita (93%), considerando “comunicazione” e “fiducia” le abilità chiave identificate per gestire questa nuova modalità di lavoro.

Supportare i dipendenti in questa fase di adattamento è per l’87% una priorità importante per i prossimi 6 mesi. L’85% dei manager dichiara di avere già a disposizione o di avere intenzione di realizzare una “guida” dedicata al lavoro ibrido o flessibile, e l’89% afferma che affiancherà manager e dipendenti attraverso attività di formazione per massimizzare le possibilità di successo del lavoro flessibile.

Nello specifico, in merito allo sviluppo delle policy, le aziende stanno assumendo o stanno pianificando di assumere figure dedicate per supportarne l’elaborazione: il 43% preferisce rivolgersi ad un tecnico, mentre il 24% opta per assumere personale dedicato.

Infine, affinché l’introduzione del lavoro flessibile si dimostri un reale successo, i business leader italiani considerano la collaboration (38%), la fiducia (38%), la comunicazione (36%) e il lavoro di squadra (36%) le competenze chiave necessarie ai dipendenti.

In che modo coinvolgere i dipendenti

La preoccupazione maggiore dei business manager italiani è che i loro dipendenti possano incontrare difficoltà nel definire un confine netto tra lavoro e vita privata (21%) e che possano dare interpretazioni diverse del lavoro ibrido (19%).

In questo contesto, l’88% è però fiducioso di essere in grado di garantire ai dipendenti di sentirsi inclusi indipendentemente dal luogo di lavoro scelto. Per garantire che tutti si sentano inclusi, un terzo (33%) afferma che le interazioni sociali saranno incoraggiate all’inizio delle riunioni. Quasi tre decimi dichiara inoltre di voler essere di esempio lavorando in modo flessibile (29%), e stabilendo nuove norme culturali per garantire l’inclusione indipendentemente dalla sede (29%).

I nuovi strumenti di LinkedIn a supporto

Per aiutare dipendenti e aziende a navigare in questo cambiamento, LinkedIn ha messo a punto una nuova offerta che si compone di:

  • New #OTW – Signal the way you want to work – profile photo frame per aiutare i membri a segnalare ai recruiter i ruoli ibridi, remoti o in loco a cui sono interessati.
  • Service Pages – un nuovo modo per i membri di impostare e gestire tutti i loro progetti come freelance direttamente dal proprio profilo LinkedIn
  • LinkedIn Learning Live – l’azienda mette a disposizione una serie di corsi che offrono suggerimenti e consigli per supportare le persone a meglio concorrere nel mercato del lavoro.

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