La denuncia di Loach alla Gig Economy

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Nè Verga nè Dickens avrebbero saputo raccontare meglio la bolla del “lavoro fluido”, del precariato travestito da lavoro autonomo e della gig economy, di quanto ha fatto Ken Loach nel suo ultimo film “Sorry We Missed You”.

Il regista inglese è tornato dietro la macchina da presa per raccontare lo sfruttamento del lavoro nel Regno Unito attraverso la storia di Ricky, Abby e i loro due figli, l’undicenne Liza Jane e il liceale Sebastian. Ricky è stato occupato in diversi mestieri mentre Abby fa assistenza domiciliare a persone anziane e disabili. Nonostante lavorino duro entrambi si rendono conto che non potranno mai avere una casa di loro proprietà. Giunge allora quella che Ricky vede come l’occasione per realizzare i sogni familiari. Se Abby vende la sua auto sarà possibile acquistare un furgone che permetta a lui di diventare un trasportatore freelance con un sensibile incremento nei guadagni. Non tutto però è come sembra.

Hanno detto

“Loach si chiede, e obbliga a chiederci mentre soddisfatti con un clic ordiniamo pranzi e vestiti e frigoriferi e cibo per gatti che arriveranno puntuali, se questo sistema sia sostenibile e sino a che punto si espanderà. Non solo quello del digitale ma della proletarizzazione di qualsiasi mestiere. Come influirà non solo sulle persone sempre più arrabbiate e sulle loro famiglie sempre più inquiete, ma anche sulla società, sulla politica, sui governi. Perché la sinistra ha abbandonato i lavoratori e i lavoratori la sinistra?”. Natalia Aspesi su La Repubblica


Titolo Sorry We Missed You

Uscita 2020

Regia Ken Loach

Cast Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone, Katie Proctor, Ross Brewster

Genere Drammatico

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