Cambiare giocando

Ideato da Veronica Clerici, il Gioco del Cambiamento permette di focalizzare gli obiettivi e sbloccare i propri limiti.

di Monica Tessi |

Giocoterapeuta e consulente, Veronica Clerici è la creatrice del “Gioco del Cambiamento”.

Un tabellone, i dadi e il suo supporto per focalizzare obiettivi e limiti che ci bloccano. Non sempre agiamo in modo funzionale e spesso non sappiamo come realizzarci professionalmente e personalmente. Il gioco è il mezzo per migliorarci e rapportarci con gli altri, soprattutto in azienda. Le persone, con le quali condividiamo la relazione professionale sono tutte da scoprire, così come noi stessi.

Veronica Clerici
Veronica Clerici è consulente del cambiamento e giocoterapeuta.

La vita è fatta di scelte complesse e la differenza tra cosa è bene e cosa è male non sempre è chiara. Come prendiamo le decisioni? Come valutiamo se abbiamo preso quella giusta?

Non sempre si può decidere tra la cosa giusta e quella sbagliata. Purtroppo le abitudini e i nostri pensieri negativi ci frenano nell’azione. Giocando, io guido il giocatore mentre affronta le sfide per raggiungere i suoi obiettivi. Si tratta di sperimentare se stessi in un ambiente protetto. Con il Gioco del Cambiamento ogni persona trova la versione migliore di sé e impara a portarla nella vita reale.

Si ha l’occasione per conoscersi meglio, o per fare “click” su propri aspetti che si conoscono già, ma che non si riesce ancora a introiettare. Quando giochiamo impariamo in modo rapido e intuitivo. Il percorso che ho ideato coinvolge il giocatore attraverso le classiche dinamiche del gioco: i bonus e i malus, l’avanzamento su livelli, il rischio, la sorpresa e il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Perché hai pensato di realizzare un vero gioco da tavolo? E quando può essere utile?

Le regole limitano e bilanciano divertimento e apprendimento. Da questa analisi ho sviluppato un vero board game, con un tabellone, alcuni mazzi di carte, i dadi, le pedine, e punti positivi e negativi. Accumulando punti positivi, il giocatore progredisce attraverso 4 livelli che lo aiutano a osservare il proprio intendimento e i propri comportamenti.

Spesso desideriamo fare dei cambiamenti, ma stentiamo a identificare gli obiettivi e soprattutto abbiamo paura. Il gioco ci aiuta a sostenere i nostri punti deboli e ad affrontarli. Ho anche sviluppato un progetto di gioco specifico per le aziende che lamentano un freno all’innovazione. Consente di valutare situazioni e cause che generano cambiamenti per ridurre le ostilità e le resistenze.

Durante il gioco, come intervieni e che aiuto proponi a chi sta giocando?

Durante un incontro, che in genere dura circa 90 minuti, aiuto la persona a focalizzare il suo intendimento, cioè l’obiettivo che vuole raggiungere o il problema che vuole superare. Poi si inizia a giocare! Sul tabellone, muovendo la pedina con il dado aiuto a interpretare e processare i messaggi che il giocatore riceve dalle carte e dai diversi livelli di gioco.

La durata dell’incontro delimita il percorso di vita all’interno del gioco. Si gioca nel presente, ma può capitare di visualizzare il passato che ancora influenza la vita attuale. Lo sguardo del giocatore è però rivolto al futuro, cioè verso il raggiungimento dell’obiettivo, individuato nella fase iniziale. Alla conclusione dell’incontro aiuto nuovamente a elaborare i passaggi importanti in relazione all’intento iniziale e al percorso effettuato.

Alcune vicende risulteranno chiare da subito, mentre per altre sarà necessario del tempo per assimilarle. Prima di separarsi, il giocatore riceve un compito per restare concentrato su quello che ha compreso di sé e gli sarà possibile giocare più volte se identificherà più obiettivi.

A chi può essere utile nel lavoro? Al manager, al dipendente o lo consigli al libero professionista?

Direi per tutte e tre le figure professionali. Per il manager il cambiamento interessa l’ambito relazionale. I team e i singoli riporti vanno gestiti nelle loro competenze ma anche nei loro aspetti emotivi, le famose “soft skill”. Il manager si trova quindi ad affrontare un compito complesso: fare in modo che le sue emozioni e quelle dei componenti dell’azienda non rappresentino un ostacolo ma, al contrario, uno degli strumenti più efficaci al buon funzionamento delle relazioni in azienda.

Per i dipendenti il cambiamento riguarda l’aumento della soddisfazione personale e il desiderio di miglioramento dell’aspetto economico. Spesso la soddisfazione personale è legata alla qualità delle relazioni più che ai propri compiti. Chi cambia ambiente di lavoro, nella maggior parte dei casi lo fa per incompatibilità di carattere con il capo o con i colleghi. Per i liberi professionisti, che spesso si identificano con la propria professione, il cambiamento lavorativo può essere particolarmente intenso. Il desiderio o la necessità di un cambiamento radicale può significare un totale ripensamento del sé e del proprio ruolo sociale.

Come hai iniziato il tuo percorso professionale?

Alle elementari sognavo che da grande sarei diventata Picasso. In realtà ho optato per la grafica. Ho progettato marchi aziendali, allestimenti per mostre, libri di testo e giochi. Sono passata al web e poi all’e-commerce e, in ultimo, al “Serious Game” attraverso il Customer care.

Ore e ore di telefonate con clienti che chiedevano attenzione mi hanno convinta ad ascoltare e consigliare. “Cambiamento” da sempre è la mia parola chiave così ho deciso di realizzare uno strumento che aiuti le persone ad affrontare le trasformazioni in modo leggero, ma serio. La progettazione del Gioco del cambiamento è durata un anno di prototipi e prove e ora ho previsto un’evoluzione con il Percorso Aziende.

Un gioco con uno scopo serio: focalizzare i talenti che si possono utilizzare nei processi di crescita professionale e sviluppare le abilità.

Sì, i talenti sono una capacità innata che dobbiamo riconoscerci, mentre le abilità sono le competenze che apprendiamo e sviluppiamo. Queste ci permettono di valutare nuove strategie e vanno poi sistematizzate e sostenute. L’abilità è appresa con sforzo, tempo, con la formazione, con una esperienza volontaria.

Il Gioco del cambiamento è invece un mezzo che ci consente di chiarirci. E, come per ogni gioco, mantiene sempre alta la soglia dell’attenzione, come accade giocando a carte, a Monopoli, a Risiko, o ai videogame. Il tempo vola senza stancarsi, con la possibilità di esplorare molti aspetti del carattere, e testare le nostre reazioni in funzione delle difficoltà e del percorso che ci troviamo davanti. Siamo sempre testati ed è importante capire come funzioniamo, soprattutto in situazioni che mutano costantemente.

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