Dove c’è Barilla c’è casa, anche per i dipendenti

Un’azienda dove i valori sono alla base di tutte le azioni quotidiane e le persone vengono messe prima del profitto e che, come ci spiega Bruno Fiorenza, HR Manager dello stabilimento di Marcianise, ha adottato strumenti concreti per migliorare il benessere dei lavoratori e misure severe per tutelarne la salute e la sicurezza.

di Annalisa Cerbone |

Barilla è un’azienda che ha oltre 140 anni di storia. Nasce nel 1877 ed oggi è leader mondiale nella produzione di pasta. Si caratterizza ed è riconosciuta dai consumatori soprattutto per la produzione di pasta di semola di grano duro, ma anche pasta all’uovo, sughi, pani, biscotti, merende e tanti altri prodotti che rappresentano il simbolo dell’eccellenza agroalimentare. Il gruppo Barilla è presente in oltre 100 Paesi nel mondo.

Con i suoi brand (Barilla, Mulino Bianco, Pan di Stelle, Gran Cereale, Harry’s, Pavesi, Wasa, Filiz, Yemina e Vesta, Misko, Voiello e Cucina Barilla) promuove una dieta gustosa, gioiosa e sana, ispirata alla dieta mediterranea, e lo stile di vita italiano. Quando Pietro Barilla aprì il suo negozio più di 140 anni fa, il suo scopo principale era quello di fare del buon cibo. Oggi quel principio è diventato il modo di fare business di Barilla: “Buono per Te, Buono per il Pianeta”, uno slogan che esprime l’impegno quotidiano di oltre 8.000 persone che lavorano per l’azienda e di una filiera che condivide i suoi valori e la passione per la qualità.

“Buono per te” significa migliorare costantemente l’offerta di prodotti, incoraggiare l’adozione di stili di vita sani e favorire l’accesso al cibo. “Buono per il pianeta” significa promuovere filiere sostenibili, ridurre le emissioni di CO2 e il consumo di acqua.

Abbiamo chiesto a Bruno Fiorenza, HR Manager dello stabilimento di Marcianise in provincia di Caserta, che negli ultimi anni è divenuto uno dei più grandi stabilimenti mondiali di pasta di semola, come si declinano questi valori nella vita aziendale.

Bruno Fiorenza
Bruno Fiorenza è HR Manager dello stabilimento di Marcianise di Barilla

Alla base dei valori aziendali in Barilla vi sono le persone, intese come la maggiore risorsa. Con quali iniziative si sostanzia questa attenzione sia per i dipendenti che per i consumatori?

I valori sono alla base di tutte le nostre azioni quotidiane. Ci sono due frasi che da quando sono approdato in Barilla, circa venti anni fa, rappresentano per me una guida. La prima è di Pietro Barilla, papà degli attuali Presidente e Vicepresidenti Guido, Luca e Paolo: “Date da mangiare alla gente quello che dareste da mangiare ai vostri figli”. In questa frase sono racchiusi il valore dell’importanza delle persone, e dell’attenzione maniacale alla qualità del prodotto. Da ciò deriva quello che oggi è un must aziendale “Good for you, good for the planet”.

Siamo precursori delle politiche che legano alimentazione e ambiente, e in quest’ottica è stata creata la fondazione “Barilla Center for Food & Nutrition”, che pone al centro dell’attenzione la doppia piramide alimentare-ambientale. Una piramide che dimostra una strettissima relazione tra due aspetti di ogni alimento: il valore nutrizionale e l’impatto ambientale generato nelle fasi di produzione e consumo.

Gli alimenti a minore impatto ambientale sono anche consigliati dai nutrizionisti per la nostra salute, così come gli alimenti con un’impronta ambientale alta sono da consumare con moderazione per gli effetti sulla salute.

La seconda frase è: “Siamo un’azienda internazionale, ma prima di tutto un’azienda di famiglia. Rispettiamo i mercati azionari, ma è un mondo che non ci appartiene. I nostri progetti hanno orizzonti più ampi. Le borse investono e disinvestono troppo in fretta”. La Barilla non è quotata in borsa, pur vivendo di profitti; senza di essi, e di questo tutti siamo consapevoli, non ci sarebbero investimenti, che significano innovazione e benessere anche in chiave futura. Ma gli investimenti di natura tecnica e quelli per le persone viaggiano di pari passo. Mai il profitto viene messo prima delle persone e, soprattutto, dei valori.

Barilla è tra le prime aziende ad aver adottato strumenti concreti per migliorare il benessere dei lavoratori incarnando appieno lo spirito del welfare aziendale. Quali le misure adottate?

Da sempre siamo attenti al welfare aziendale, fin da quando questo neologismo era ancora sconosciuto ai più. Da oltre 50 anni, quando era un’azienda legata al solo territorio di Parma e non aveva iniziato la politica di espansione, esiste un Fondo di solidarietà sanitaria, che si regge attraverso i contributi sia aziendali che dei dipendenti. Nel 2011 un accordo aziendale lo ha esteso a tutti i dipendenti Italia e dal 2019 tale beneficio riguarda anche le spese sanitarie dei familiari.

C’è la possibilità, ogni anno per due dipendenti, di vedere premiati i propri figli per il merito scolastico con il pagamento di borse di studio Intercultura, ci sono poi politiche volte alla tutela della genitorialità, i “family day”, che permettono ai dipendenti di accompagnare la propria famiglia in visita sul proprio posto di lavoro. Oggi tanto si parla di Smart Working: per noi è una realtà già da qualche anno. Queste e altre iniziative rappresentano un modo di essere Barilla.

L’amministratore delegato di Barilla Group sostiene che “supportare diversità e inclusione sia la cosa giusta da fare anche per il business”. In che modo l’adozione di una politica a favore delle diversità di genere e cultura risulta efficace non solo per l’instaurarsi di un buon clima lavorativo ma anche per la produttività aziendale?

Uno dei valori attualmente più importanti per le persone Barilla è quello di supportare diversità e inclusione. Ascoltare il pensiero degli altri e recepire tutti gli spunti che si possono ricevere, è senz’altro uno stimolo e una importante occasione di crescita. Diversità e inclusione aiutano nella mobilità internazionale, nel capire gusti diversi, nell’integrare ciò che facciamo con i diversi modi di alimentarsi del pianeta.

Nelle mense aziendali una volta al mese proponiamo cibi etnici di nazionalità diverse dalla nostra. Ecco perché tutto ciò non può che aumentare non solo la produttività, ma anche la redditività aziendale. Proprio in quest’ottica, in azienda sono nati gli ERG’s (Employee Resource Groups), gruppi di persone che si riuniscono per scambiare punti di vista su temi che vanno dalla disabilità all’LGBTI, fino alle diversità generazionali. Ogni anno a Parma viene organizzata una giornata su questi temi, in cui esperti internazionali portano la loro opinione su tematiche legate alla diversità all’inclusione.

Nello stabilimento di Marcianise, abbiamo promosso un ERG legato alla disabilità, organizzando nella cucina dello stabilimento un test di assaggio con persone disabili, a cui segue un giro nello stabilimento. Una volta alla settimana, compatibilmente con gli impegni di lavoro, due persone del nostro team distribuiscono pasti in una mensa per poveri gestita dai frati francescani. Queste piccole cose ci fanno sentire orgogliosi e felici di appartenere al Gruppo Barilla.

Quali sono le figure professionali e le competenze, anche trasversali, più ricercate in azienda?

Sicuramente bisogna distinguere le figure professionali che sono ricercate negli stabilimenti produttivi da quelle ricercate centralmente per la sede. Negli stabilimenti sono fortemente ricercate le figure di ingegneri meccanici ed elettronici, perché sono professionisti che il mercato, sia italiano che estero, assorbe con grande facilità.

I profili operativi più ricercati sono quelli dei cosiddetti meccatronici. Si tratta di figure tecnicamente più preparate, che riescono a sopperire alla perdita delle conoscenze esperienziali che sta avvenendo con il ricambio generazionale. A Marcianise questa è stata colta come una grande opportunità per cambiare una serie di paradigmi organizzativi che vedono la produzione e la manutenzione come due reparti distinti.

Nel luglio dello scorso anno è stato siglato un accordo sindacale che sancisce la nascita di una nuova figura professionale: il manutentore operativo, cioè un lavoratore che sappia coniugare le capacità di operatore macchina con le capacità di piccola manutenzione a guasto. Per fare questo stiamo portando avanti appositi percorsi formativi di affiancamento con gli operatori meno giovani.

Si torna ad investire in formazione, che negli ultimi anni era stata un po’ abbandonata da tutte le aziende, rincorrendo la mera riduzione dei costi. A mio avviso, la formazione rappresenta l’unica strada per contrastare la disoccupazione e la crescente automazione all’interno delle aziende.

Quali sono le modalità di reclutamento dei candidati e il percorso  di inserimento in azienda?

Le modalità adottate sono quelle classiche. Sicuramente il sito Barilla è quello più facilmente accessibile per presentare la propria candidatura. Ci avvaliamo anche di società di recruiting, da quelle più specializzate per la ricerca di figure manageriali, a quelle di somministrazione per le figure più operative.

Inoltre, proprio per la mancanza di determinate figure professionali, oggi, in collaborazione con le maggiori Università italiane, organizziamo anche dei “Carrier day” all’interno delle fabbriche. I giovani che escono dalle Università tendono sempre più a voler fare lavori di ufficio, piuttosto che lavori operativi in fabbrica. Per quanto riguarda il loro percorso d’inserimento, sono previsti sia corsi di induction come il “Welcome to Barilla”, che periodi di affiancamento a risorse che hanno maggiore esperienza.

L’azienda è stata tra le poche a garantire il regolare svolgimento delle attività produttive pur in piena pandemia Covid 19. Quali misure sono state adottate sia in termini di organizzazione del lavoro sia a tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti?

La pandemia ha colpito tutte le nostre abitudini di vita, e modificato anche il nostro modo di lavorare. Molte più riunioni in video e a distanza, azzeramento delle trasferte, Smart Working e altro. Tutte cose per le quali eravamo attrezzati anche prima, ma delle quali solo in questi giorni stiamo apprezzando i vantaggi.

Il nostro ruolo di manager ci impone di tranquillizzare i lavoratori circa i loro umani timori. A tal fine abbiamo sfalsato le turnazioni per avere meno persone nei locali comuni, abbiamo, in sinergia con la sede di Parma, reperito le mascherine necessarie, istituito un servizio di rilevazione della temperatura corporea all’ingresso della fabbrica per chiunque entri nel perimetro aziendale e stiamo anche acquistando dei termoscanner, abbiamo messo più erogatori di gel igienizzanti per le mani, abbiamo costituito con le Rsu un comitato di crisi per aggiornamenti costanti e adottato misure specifiche per i lavoratori con difese immunitarie basse.

Produciamo alimenti e, anche in momenti di crisi economica dovuta all’emergenza, sentiamo il dovere di non fermarci; anzi, grazie agli sforzi di tutti, stiamo producendo di più.

Durante l’emergenza da Covid-19, il gruppo Barilla ha ringraziato pubblicamente i propri dipendenti con un messaggio apparso sui principali quotidiani nazionali. Un gesto di grande impatto con cui l’azienda ha voluto esprimere il proprio riconoscimento alla dedizione delle “persone” in Barilla. Ci racconti lo spirito con cui è maturata questa iniziativa.

La famiglia Barilla, ancora una volta non è stata colta impreparata, perché non è nuova a questi gesti. Qui a Marcianise, un po’ più di un anno fa, abbiamo organizzato una grande festa per i 50 anni di storia dello stabilimento. La famiglia Barilla ha voluto festeggiare con le nostre famiglie. In quella occasione è stato pubblicato un libro sulla storia dello stabilimento “Il grano, il bronzo e Loro”.

L’oro è un metallo prezioso che ha lo stesso colore del grano, ed è la loro passione, il loro orgoglio, il loro senso di appartenenza. “Loro” è riferito alle persone Barilla. Ciò che ci spinge a stare al nostro posto di lavoro tutti i giorni, anche in tempo di Covid-19, è proprio questa passione, questo orgoglio e questo senso di appartenenza a un’azienda che si sente prima di tutto italiana, e ci fa sentire persone Barilla quando vediamo il nostro stabilimento illuminato con i colori del tricolore, quando nelle nostre case vediamo il bellissimo spot di questi giorni con la voce di Sofia Loren, quando con i nostri cari leggiamo i nostri nomi sui giornali, quando nelle nostre case arriva un pacco di semplici prodotti insieme a un detergente per le mani e a  una lettera di ringraziamento da parte della famiglia Barilla.

È il senso di essere un piccolo rappresentante della grande famiglia Barilla. Famiglia viene dal termine “faama” che nella lingua degli Osci significava casa. Ed ecco perché per noi “Dove c’è Barilla c’è casa”.

DA BARILLA 2 MILIONI DI EURO PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA SANITARIA

Con l’obiettivo di essere vicino all’Italia che resiste e al suo territorio, il Gruppo Barilla ha effettuato una donazione del valore di oltre 2 milioni di euro a favore dell’Ospedale Maggiore di Parma, della Protezione Civile e della Croce Rossa di Parma.

“L’Italia che resiste siamo tutti noi: sono le persone che operano anche nella filiera alimentare, sono tutti i lavoratori che con senso di responsabilità ci permettono di continuare a portare i nostri prodotti nelle case degli italiani. E sono, soprattutto, i medici, gli infermieri e tutti gli operatori a cui siamo immensamente grati per il lavoro straordinario che stanno facendo per fronteggiare l’emergenza”, ha dichiarato Luca Barilla, Vicepresidente del Gruppo Barilla.

“È un momento delicato in cui è importante restare uniti e aiutarci l’un l’altro. Con questa donazione, tutte le Persone Barilla vogliono esprimere la loro vicinanza ai medici e agli  infermieri dando un contributo concreto a tutti coloro che lavorano giorno e notte per garantire assistenza sanitaria a quanti necessitano di cure”.

La donazione più importante riguarda l’Ospedale Maggiore di Parma e permetterà un radicale miglioramento delle attrezzature e della funzionalità del reparto di terapia intensiva, alle prese con l’attuale emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19.

Del secondo intervento, realizzato attraverso la Fondazione Alimenta, costituita da Barilla nel 2009, beneficeranno nello specifico la Protezione Civile e la Croce Rossa di Parma e riguarda una serie di attrezzature mediche e logistiche necessarie a fronteggiare il particolare momento critico che stanno vivendo i territori di Parma e Cremona. Inoltre, una ulteriore donazione riguarderà l’acquisto di ventilatori polmonari destinati alle strutture mediche regionali dell’Emilia Romagna.Emergenza sanitaria