Lavoro e figli sotto lo stesso tetto: come sopravvivere (e vivere) al meglio

Ora che anche la didattica a distanza è terminata, i genitori che lavorano da remoto si trovano in queste settimane a gestire i figli dall’alba al tramonto. Qualche consiglio per superare questo periodo sfruttandolo al meglio

lavoro figli

di Vladimir Cavalcanti | Channel Manager EMEA e Country Manager di Atlassian  

Con la fine della didattica a distanza, il lavoro da remoto per i genitori si arricchisce di un tassello: gestire i figli dall’alba al tramonto. Le ferie, per chi le farà, sono ancora lontane e le scadenze lavorative di solito previste in questo periodo dell’anno sono invece imminenti. Come conciliare lavoro e vita domestica in queste settimane? Consigli di sopravvivenza.

Lavoro, figli e gestione delle aspettative

In una situazione per certi versi ancora di emergenza come quella che stiamo vivendo, non è possibile raggiungere gli stessi risultati che otterremmo se fossimo in ufficio o se i bambini fossero a scuola. La cosa importante è non sviluppare un complesso di inadeguatezza su questo tema. Verifichiamo gli impegni della settimana alla luce degli obiettivi che vogliamo raggiungere valutando, in accordo con il nostro manager, se è possibile eliminarne o rimandarne alcuni. La necessità di ridimensionare le nostre aspettative è inversamente proporzionale all’età dei nostri figli.

Anche nei confronti del team di lavoro occorre ridimensionare le aspettative: bisogna far sapere ai colleghi che faremo del nostro meglio per stare al passo con il lavoro, evitando di creare colli di bottiglia, ma facendo anche presente che probabilmente saremo meno pronti nelle risposte. È possibile che alcuni dei colleghi siano sulla nostra stessa barca. Valutiamo se modificare la normale giornata lavorativa, magari lavorando a orari più inusuali, in modo da renderla meno stressante. Grazie ai tanti strumenti dedicati al lavoro agile e coordinandosi con i colleghi su questi temi, possiamo migliorare notevolmente sia la nostra vita domestica sia la nostra produttività.

Infine, con i figli: se i figli sono adolescenti sono abbastanza grandi per capire la situazione. In questo caso possiamo essere molto chiari su cosa ci aspettiamo da loro mentre stiamo lavorando. Se sono più piccoli, bisogna spiegare loro quando ci possono interrompere (ad esempio perché si sono fatti male) e quando non possono farlo (ad esempio perché il video del loro cartone preferito non funziona). Certo non è facile, ma con un po’ di pazienza e allenamento si raggiungono ottimi risultati.

Cominciare con una breve riunione di famiglia

Iniziare questo periodo con una breve riunione di famiglia può essere la chiave di volta per affrontarlo nel modo migliore. Fra i tanti temi di cui discutere, magari davanti a una bella colazione, ci sono:

  • le aspettative e gli obiettivi dei singoli durante per questo periodo di convivenza “aggravata”
  • come verranno strutturate le giornate
  • i compiti di ognuno
  • la gestione di pasti, merende e spuntini fuori programma

Ai bambini sembrerà di essere stati ascoltati e, nei giorni a seguire, questo contribuirà molto a garantire la loro collaborazione sia nella vita domestica sia durante le riunioni di lavoro.

Creare una routine quotidiana

Proprio come a scuola, anche a casa i bambini apprezzano l’organizzazione, in quanto li fa sentire a proprio agio e fa sì che sappiano cosa devono aspettarsi. Il programma delle giornate può essere più o meno fluido a seconda dell’età dei figli: più sono piccoli meno ferreo dovrebbe essere.  Se anche il nostro partner lavora da casa, è necessario concordare chi sarà il genitore di riferimento dei bambini nei diversi momenti della giornata. Potenzialmente potremmo svolgere mezza giornata lavorativa a pieno regime e grazie ai tool di videoconferenza, collaboration e issue tracking ci sembrerà di essere in ufficio e di lavorare fianco a fianco con i nostri colleghi.  Anche sul fronte pranzo e spuntini, l’ideale sarebbe puntare ad avere una routine, ma non sempre è possibile e non tutti ci riescono. Ricordiamoci sempre che dobbiamo ricalibrare le nostre aspettative, non dobbiamo puntare alla perfezione, ma a ridurre al mimino lo stress, anche quando pensiamo alla preparazione dei pasti.

L’importanza dell’attività fisica

Le ore di ginnastica sono finite, ma questo non vuol dire che non si possa fare un po’ di attività fisica soprattutto all’aria aperta. Forse in questo momento le aree gioco pubbliche non sono il massimo sul fronte dell’igiene, a meno che le attrezzature non vengano sanificate regolarmente, ma i cortili dei palazzi possono venire in nostro soccorso, anche se non hanno un’altalena. I giochi classici come nascondino, un due tre stella o campana sono ottimi modi per far giocare insieme i bambini garantendo il rispetto del social distancing. Pur non avendo l’impegno delle lezioni, l’attività fisica farà sì che rispettino maggiormente gli orari a cui sono abituati, soprattutto quando è il momento di andare a dormire.

Tempo di lavoro e tempo libero: niente sensi di colpa

Lavorando da casa, molti genitori devono sfruttare al massimo la giornata lavorativa. Tuttavia, se abbiamo la possibilità di fare una pausa pranzo più lunga o di chiudere il PC per mezz’ora a metà pomeriggio, approfittiamone. E prima di sentirci in colpa per questo, ricordiamoci quanti caffè abbiamo evitato lavorando da remoto. Fare una passeggiata nel quartiere con i bambini, leggere qualcosa insieme o mostrare loro qualche piccola magia chimica (come la classica Mentos nella Coca Cola), li farà felici e aiuterà noi stessi a distrarci. Per i più creativi e volenterosi ci sono sempre le capanne indiane e un sacco di giochi di carte da imparare.

È un momento stressante, non c’è dubbio, ma possiamo renderlo speciale trovando attività da fare insieme ai nostri figli, anche solo per quindici minuti al giorno. Questo, unito alle tecniche di smart working e alle tecnologie per il lavoro da remoto, ci permetterà di superare questo periodo sfruttandolo al meglio come lavoratori e come genitori.

 

 

 

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