Quando la formazione migliora i servizi di assistenza

Svolgere attività formative in realtà complesse come le strutture socio-sanitarie richiede un’attenzione particolare. Il caso dell’Azienda Speciale Comunale Cremona Solidale.

giovane infermiera che sta aiutando una signora anziana

di Cleopatra Gatti |

Le residenze sanitarie costituiscono, in termini organizzativi e assistenziali, realtà molto complesse.

In esse convivono dimensioni diverse, ruoli gestionali e professionalità eterogenei (sanitari, assistenziali, educativi, tecnici e amministrativi) che devono muoversi verso un obiettivo comune: garantire un’assistenza di qualità di vita agli ospiti anziani, che sempre più spesso sono caratterizzati da condizioni di crescente fragilità e non autosufficienza.

Un piano formativo deve pertanto nascere da un’attenta analisi dei bisogni (espressi e inespressi) del personale e dalla sua condivisione all’interno dell’organizzazione, con lo scopo di sviluppare azioni volte all’incremento di competenze e capacità professionali specifiche e al contempo integrate, all’accrescimento della consapevolezza del proprio ruolo all’interno del più complesso processo produttivo, al sostegno della motivazione al lavoro di cura e al miglioramento della qualità delle relazioni tra colleghi e verso gli ospiti e i familiari.

Un nuovo approccio alla formazione

Nell’ultimo biennio Cremona Solidale, l’Azienda Speciale del Comune di Cremona che eroga servizi e prestazioni alle persone che manifestano bisogni di natura assistenziale o socio-sanitaria, ha scelto di adottare un nuovo approccio alla formazione, che ha visto tutta l’azienda mettersi in gioco, interrogandosi sui reali bisogni e ricercando nuovi format in grado di rispondere al meglio a una domanda che nel tempo si è evoluta.

Dal punto di vista contenutistico, il Piano Formativo Aziendale è stato definito partendo dall’analisi oggettiva e non estemporanea dei bisogni del personale (avvenuta attraverso la somministrazione di un questionario di rilevazione costruito ad hoc e la conduzione di appositi focus-group) al fine di perseguire diversi obiettivi:

  • promuovere e diffondere la cultura aziendale, socializzando le conoscenze e le esperienze maturate;
  • residiare e sviluppare le core competence fondamentali;
  • migliorare le relazioni interfunzionali e il clima aziendale;
  • supportare i processi di sviluppo e di cambiamento organizzativo.

Il circolo virtuoso della formazione

La partecipazione degli operatori nella definizione del Piano Formativo Aziendale è stata essenziale ed è stata parte integrante del percorso di crescita presupposto della formazione stessa; si è osservato, infatti, che di anno in anno l’approccio al concetto di formazione è maturato, portando a richieste di qualità da parte degli operatori. Quando le proposte che emergono si inquadrano in progetti che si sviluppano in un arco temporale pluriennale e con il coinvolgimento di diverse figure professionali, significa che il bisogno formativo esprime una consapevolezza di ruolo in grado di influenzare ed essere a sua volta influenzata dalle strategie aziendali, in una sorta di circolo virtuoso in cui la formazione diviene uno strumento parte integrante dei processi gestionali e operativi.

La metodologia e gli strumenti di intervento definiti per la realizzazione degli obiettivi formativi previsti si sono fondati sulla consapevolezza che ogni operatore possiede un proprio vissuto personale e professionale che deve essere riconosciuto e valorizzato all’interno dei processi formativi e – soprattutto – rielaborato in modo che la formazione non sia solo acquisizione di nozioni, ma possa essere trasferita in modo pratico al contesto lavorativo determinando azioni coerenti di cambiamento. Pertanto, i format didattici utilizzati sono stati diversi in base alle situazioni o alle tematiche affrontate: dalla tradizionale lezione in aula, alla formazione sul campo fino a format di “formazione in house” in grado di valorizzare e diffondere su più livelli le competenze già presenti in azienda.

La formazione in una struttura complessa

Il Piano Formativo Aziendale in una realtà di grandi dimensioni qual è Cremona Solidale che, con più di 400 dipendenti eroga dalle 3.000 alle 5.000 ore annue di formazione, necessita di una gestione dinamica e di partnership con Enti di formazione e Fondi Interprofessionali, soggetti che sappiano stare al passo con le esigenze di flessibilità, innovazione e valorizzazione delle opportunità. Inoltre, poiché l’assistenza socio-sanitaria è il focus d’azione di Cremona Solidale, la presenza di figure sanitarie impone una grande attenzione a creare le condizioni per cui la formazione risponda ai bisogni professionali e agli obblighi normativi connessi al debito formativo Ecm.

La politica perseguita è stata pertanto volta a mettere a disposizione dei professionisti corsi accreditati con l’obiettivo di svolgere un’azione di governance del processo formativo coerente con la mission aziendale. In quest’ottica negli ultimi anni l’azienda ha promosso e sostenuto tale obbligo, accreditando Ecm tutti i corsi previsti nell’area tecnico-specialistica e gestionale e ospitando presso la sua sede eventi convegnistici esterni al Pfa.

Come hanno sottolineato i responsabili dell’ufficio Formazione&Qualità di Cremona Solidale, “la formazione è un’azione complessa le cui ricadute si apprezzano nel medio-lungo periodo; è un percorso impegnativo anche dal punto di vista delle risorse necessarie, ma che, se inteso come motore del cambiamento, rappresenta un elemento basilare per il miglioramento dei servizi, della qualità di vita dei nostri ospiti e della qualità del lavoro dei nostri operatori”.

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