Profumo di business

Tra le diverse discipline olistiche che si possono praticare in azienda, l’aromaterapia permette di creare un ambiente lavorativo salubre e stimolante, di diminuire lo stress e di migliorare le prestazioni lavorative.

lavanda erba essenziale

di Mirco Spaggiari* |

Tra i numerosi benefit offerti ai dipendenti attraverso il Welfare Aziendale, sempre più imprese stanno scoprendo la pratica aziendale di discipline olistiche per il benessere dei propri collaboratori durante l’orario di lavoro.

L’argomentazione principale alla base dell’introduzione in azienda di queste pratiche è che se sei completamente presente al lavoro, sarai più efficiente come leader, prenderai decisioni migliori e lavorerai meglio con gli altri.

Assicurazioni, banche, aziende, redazioni televisive sono le grandi organizzazioni italiane che già stanno puntando su questo argomento, seguendo l’esempio dei gruppi asiatici e americani che, da diversi anni, hanno introdotto discipline di natura olistica per il benessere dei propri collaboratori, come meditazione, yoga, pilates, shiatzu, coaching, counselling, arteterapia, naturopatia e aromaterapia.

Alla luce di questo, molte altre aziende medie e piccole si stanno muovendo in tal senso, visti i risultati ottenuti dalle organizzazioni maggiori sul benessere psico-fisico dei propri collaboratori, con risvolti incoraggianti in termini di concentrazione, maggior efficienza nello svolgere il proprio compito e soprattutto sul piano comunicativo interpersonale, che si riflette in un miglior clima aziendale con indubbi riflessi anche sulla vita privata, come riporta anche il sito dell’Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro.

Un esempio di successo

Presso la nostra società Om.En., da un paio di anni abbiamo offerto la possibilità ai collaboratori di frequentare corsi di pilates e di yoga; per quella che è la mia esperienza diretta (visto che frequento con costanza tali corsi) posso affermare che nelle settimane di lavoro intenso in azienda tutti accumulano tensione e stress, e che se una dose moderata di “ansia lavorativa” può rendere una persona più produttiva, l’eccesso è sempre penalizzante e può portare al caso limite del “burnout”, la sindrome da sovraccarico lavorativo che rende frustrati, apatici o aggressivi.

Le discipline olistiche sono quindi, a mio avviso, un rimedio allo stress, sia dal punto di vista fisico che da quello mentale; quando vengono praticati correttamente e regolarmente, gli esercizi di controllo della respirazione consentono infatti un riequilibrio della pressione sanguigna e una riduzione dell’ipertensione. Se poi il tutto è accompagnato con essenze aromatiche il risultato positivo si moltiplica. Dal punto di vista mentale questo si traduce in una riduzione dell’ansia e in una maggiore serenità; nella mente si avverte infatti una depurazione dalle “tossine” accumulate con lo stress quotidiano, e questa condizione di serenità ha indubbi effetti positivi sulla prestazione lavorativa.

Personalmente, attraverso la pratica costante dello yoga e dell’aromacologia, ho sviluppato maggior capacità di ascolto, apertura mentale, attenzione verso gli altri, maggiore autocontrollo e una maggiore positività; tutte “soft skill” molto importanti per un’azienda che ha bisogno di un clima armonico per centrare suoi obiettivi. Quanto sopra fa parte del progetto Ermolos (Enterprise Risk Managment Olos) per lo sviluppo delle soft skill (argomento già trattato sulle pagine di questa rivista).

Ad ognuno il giusto corso

Ai manager della Om.En. abbiamo inoltre fatto frequentare presso la nostra sede un corso biennale di coaching accreditato Icf (International Coaching Foundation) che ha portato al miglioramento delle loro competenze e aumentato l’efficienza delle performance personali e di gruppo, con ripercussioni positive sul conto economico, a dimostrazione del fatto che qualsiasi disciplina olistica può aumentare le capacità di leadership.

Per i quadri si è lavorato invece sull’aumento della capacità relazionale e dell’empatia attraverso corsi di comunicazione, ascolto, gestione dei conflitti, intelligenza emotiva e creativa e, come accade per altre attività di team building, praticare tali discipline in gruppo migliora anche lo spirito di squadra dei dipendenti, a riprova del fatto che noi umani siamo animali sociali da branco.

Il marketing olfattivo

Il marketing olfattivo è una ramificazione del marketing che si occupa di integrare l’interazione con i clienti, utilizzando i potentissimi aspetti sensoriali stimolati dai profumi e dalle essenze come mezzi di rievocazione, associazione ai ricordi, associazione al luogo, piacere di stare ed essere in quel determinato posto. Ogni scelta che prendiamo quotidianamente, sia essa radicale o a breve termine (un compagno di vita, un animale domestico, l’acquisto di una casa sono scelte radicali; fare colazione in un bar piuttosto che in un altro, pianificare la propria giornata, decidere di quale atteggiamento vestirsi in una determinata situazione sono scelte a breve termine), è necessariamente supportata o disturbata dall’ambiente in cui la si prende.

Immaginiamo di essere in vacanza, circondati dalla natura, dall’odore della salsedine, dal suono del mare e avvolti da una luce estiva, calda e corroborante. Ci si trova in un momento fluido, uno di quegli attimi in cui ti senti parte di tutto e ogni pensiero che ti attraversa la mente odora di nuovo, di azione già in atto, di determinazione verso il domani sostenuta dal vero stare bene.

La memoria olfattiva come strumento stimolante 

Come possiamo ricreare nel nostro ambiente di lavoro quest’atmosfera? Riportando la nostra memoria a quei momenti ogni qualvolta ne sentiamo la necessità, anche attraverso la stimolazione olfattiva che ci riporta al momento desiderato in un attimo. Un attimo che può essere richiamato in qualsiasi spazio e tempo ci troviamo.

La memoria olfattiva diventa così uno stimolo odoroso a cui attingere le risorse necessarie per superare gli ostacoli mentali e pratici di ogni giorno. Ora ribaltiamo la visione e immaginiamo di voler associare al nostro brand e al luogo in cui operiamo una profumazione che ancori piacevolmente anche il nostro cliente. “Tutte le volte che entro qui e sento questo profumo, mi sembra di essere in vacanza”, dichiarò una cliente in un negozio di vestiti dove si utilizzava un’essenza a base di lavanda.

In effetti, si decide di tornare in un determinato luogo anche per la profumazione che esprime (e naturalmente può accadere il contrario). Perché allora non utilizzare a nostro favore la natura e le sue essenze? Perché non fare sentire un cliente come se stesse passeggiando in un prato fiorito o in riva al mare?

Un ambiente lavorativo stimolante

Una delle leve che mi ha prima interessato e poi fatto appassionare al marketing olfattivo è stata l’esperienza fatta come consulente di un’azienda del settore della moda. Ricordo che tutte le mattine al mio arrivo, entrando nell’ambiente sentivo un odore di chiuso misto all’aroma di caffè che arrivava dalla macchinetta. Proprio quell’odore di caffè mi faceva balenare in mente un pensiero istantaneo: “Pausa caffè!”. “Ma come” mi dicevo “Sono qui da meno di trenta minuti e già mi viene voglia di fare pausa?”.

Spingendomi oltre ho quindi contattato un’amica appassionata di aromacologia che, sentendomi raccontare quest’episodio, mi invitò a ricevere una sperimentazione. Mi fece stendere su un lettino comodo e rilassato, mi fece chiudere gli occhi, facendomi “vivere” le varie essenze che man mano mi invitava ad odorare. Iniziarono a comparire nella mia mente ricordi legati a persone e a tempi passati, episodi legati a gesti fatti o ricevuti, sensazioni profonde. La mia amica mi confidò che l’espressione del mio viso seguiva l’emozione che nasceva dal profumo presente nell’aria, come se fossi seduto davanti al grande schermo. Al termine della sperimentazione la pregai di iniziarmi a questa scienza e da allora non smisi più di leggere, informarmi, capire, sperimentare a riguardo.

Il primo campo di sperimentazione fu proprio l’ufficio della azienda con cui collaboravo. Chiesi al responsabile di spostare la zona break in un punto diverso dell’ufficio, da dove l’odore del caffè non era percepibile, quindi invitai i dipendenti a fare un test olfattivo e a sperimentare per una settimana se, grazie all’essenza utilizzata, avevano la sensazione di essere più performanti sul lavoro. Notarono tutti che era più facile mantenere la concentrazione per tempi più lunghi e tutti migliorarono le loro performance. Notai anche che, soprattutto le donne, cominciarono ad arredare il loro spazio con piante vere, cosa che rese l’ambiente sicuramente più accogliente.

In definitiva possiamo decidere di vestire il nostro business di profumo, disegnando un sorriso naturale sul nostro viso, su quello dei colleghi e ancor più sul viso dei nostri clienti. Con il marketing olfattivo possiamo ricreare un ambiente lavorativo salubre e stimolante. D’altronde trascorriamo al lavoro la maggior parte della nostra giornata; vale quindi la pena trattarsi e trattare bene i nostri colleghi con le fragranze accoglienti degli aromi che gli oli essenziali possono offrirci come carezze alla nostra anima.


* Mirco Spaggiari è fondatore di Om.En., società di consulenza aziendale.

 

GLI EFFETTI DELLE FRAGRANZE

  • Il limone e gli agrumati in genere, alleviano le tensioni e la frustrazione nate da momenti di difficoltà comunicative con i clienti o interaziendali.
  • La cannella stimola la concentrazione e tiene alta l’attenzione.
  • La menta piperita rende l’aria più “frizzante” e migliora la determinazione nel raggiungere i propri obiettivi.
  • La lavanda è un antistress naturale che riduce la tensione permettendo di essere più empatici e di avere relazioni di reciproco beneficio.menta e essenza