Qualcosa si muove?

Sembrano esserci reali intenzioni di rimettere mano alla normativa sulla sicurezza e di recuperare le carenze in materia di strategie di prevenzione. Lo confermano alcune recenti dichiarazioni.

elmi per la protezione durante il lavoro

di Tiziano Menduto* |

Dopo anni di immobilismo politico e istituzionale in materia di sicurezza sul lavoro, appena ci sono dei movimenti a livello istituzionale, a volte anche semplici dichiarazioni di intenti, ci si trova a interrogarsi se si è di fronte ad attenzioni effimere, magari correlate a un grave incidente (come quello del 12 settembre scorso, con quattro infortuni mortali in una vasca di liquami) o finalmente  a un ritorno dell’attenzione istituzionale verso i problemi e le difficoltà relative alla prevenzione.

A questo proposito rileviamo non solo le positive dichiarazioni del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma anche due importanti momenti formali di confronto: un tavolo più istituzionale e un tavolo tecnico che si sono tenuti tra settembre e ottobre per affrontare e risolvere alcune criticità.

Sono solo parole o c’è una reale l’intenzione di rimettere mano alla normativa e alle carenze in materia di strategie di prevenzione? Quali sono le tematiche che sono state affrontate nel Tavolo Tecnico?

Per rispondere a queste domande Punto-Sicuro ha intervistato lo scorso ottobre in occasione della manifestazione “Ambiente Lavoro” di Bologna, Cinzia Frascheri, Responsabile nazionale Cisl salute e sicurezza sul lavoro, che era presente al Tavolo Tecnico del 7 ottobre. Cinzia Frascheri ha sottolineato che, a suo parere, i segnali sono assolutamente positivi. E un segnale di questa positività  è stata la presenza al primo tavolo non solo del Ministro del Lavoro ma anche del Ministro della Salute. Quindi si ritorna a respirare un’intesa tra i due Ministeri che per il tema della salute e sicurezza è fondamentale.

Formazione e organismi paritetici

Uno dei temi trattati al Tavolo Tecnico è quello della formazione, con un impegno – ormai sempre più condiviso – di andare a rivedere  o comunque andare ad armonizzare quelli che sono gli Accordi Stato-Regioni sulla formazione. E, da questo punto di vista, Cinzia Frascheri ricorda che, in realtà, esiste già un tavolo sulla formazione e c’è un calendario di date di riunioni e una volontà espressa per andare ad individuare dei criteri comuni unici, semplici, ma operativi, in grado di rendere la normativa più lineare.

Altri punti trattati al Tavolo Tecnico riguardano gli organismi paritetici e il sistema di qualificazione delle imprese. In merito al sistema di qualificazione delle imprese si in- dica che c’è l’intenzione di rendere attivo ed estendere il sistema di qualificazione individuato dall’art. 27 (Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi) del D.Lgs. 81/2008. “Certo” continua Cinzia Frascheri “bisognerà evitare di buttare fuori dal mercato aziende che pur virtuose fanno fatica a stare sul mercato, ma questo cambiamento potrà favorire un reale innalzamento della tutela della salute e sicurezza”.

Vigilanza e flussi informativi

Altri argomenti trattati sono la vigilanza e i flussi informativi.  In merito  alla  vigilanza è stato confermato che ci sarà l’assunzione  di nuovi ispettori. Ma si è chiesto anche un impegno per formare i nuovi ispettori e aggiornare quelli che già svolgono questo ruolo. Servirà poi un intervento per meglio coordinare tutto il sistema dei controlli, un sistema articolato tra competenze dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e organi di vigilanza delle Aziende Sanitarie Locali.

Si è parlato poi della possibilità di rendere finalmente funzionante il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro. “Questo problema rischia di rimanere per il momento sullo sfondo, perché per poter arrivare a concrete soluzioni”, continua Cinzia Frascheri, “la volontà politica non basta”. Quindi, al di là degli ostacoli relativi al funzionamento dei flussi informativi, che hanno lo scopo di valutare l’efficacia e orientare le attività di vigilanza attraverso l’utilizzo integrato di tutte le informazioni disponibili nei database dei vari enti, sembrerebbe, in ogni caso, che qualcosa a livello istituzionale stia muovendosi.

La mancanza di cultura sulla sicurezza

Siamo al livello di quanto avvenuto nella fase antecedente all’elaborazione del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008)?

A rispondere negativamente è invece un intervento dell’onorevole Cesare Damiano, padre del decreto 81/2008, ex Ministro del Lavoro ed ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera. Secondo Damiano il Testo Unico è nato in un contesto particolare, un contesto che era molto attento anche alla regolazione del mondo e della qualità del lavoro. C’era alla base una cultura non effimera, non superficiale, che invece sembra mancare oggi. Tuttavia anche lo stesso D.Lgs. 81/2008 nacque da una collaborazione stretta tra i Ministeri del Lavoro e della Salute.

E questo aspetto, non secondario, cercando una sintesi tra le posizioni espresse da Cinzia Frascheri e Cesare Damiano, credo sia un primo piccolo passo per arrivare a trovare nuove soluzioni per migliorare la prevenzione nei luoghi di lavoro.


* Articolo realizzato in collaborazione con PuntoSicuro, dal 1999 il primo quotidiano online sulla sicurezza (www.puntosicuro.it)

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