Imprenditori e manager a confronto sull’etica aziendale

uomo che mostra una targa di legno con la scritta code of ethics

Imprenditori e professionisti si sono confrontati a fine settembre a Roma sul tema delletica nellimpresa 4.0, nel convegno organizzato da Apaform e Confcommercio Professioni con il patrocinio di Asfor.

In tale occasione sono stati presentati i risultati della ricerca di Asfor “Etica, responsabilità pubblica, imprenditorialità e management” da cui emerge che l’etica in impresa è considerata un tema rilevante nel dibattito attuale per 7 intervistati su 10. L’attenzione ai comportamenti e alle pratiche etiche sembra essere più diffusa nel settore privato rispetto al settore pubblico.

Oltre il 50% dei rispondenti ritiene che nel settore non profit vi sia un più elevato senso etico e circa il 60% ritiene che nella finanza ci sia minor senso etico. L’applicazione di princìpi etici può essere penalizzante nel breve periodo per le imprese che operano in sistemi competitivi, mentre produce effetti positivi sulla competitività nel medio e lungo termine.La presenza di chiare regole è considerata fattore positivo per la diffusione di comportamenti etici. I due concetti per i quali la quasi totalità dei rispondenti esprime accordo sono: correttezza e integrità.

L’esempio dei vertici e del superiore diretto, che determina la cultura aziendale, è considerato dalla quasi totalità dei rispondenti il fattore più rilevante nel determinare un orientamento all’etica.

La formazione per diffondere l’etica

La formazione è considerata dalla larga maggioranza dei rispondenti come il più efficace strumento logico e leva operativa per diffondere e rafforzare nelle organizzazioni comportamenti etici. Al contrario, gli strumenti formali quali  D.Lgs.  231/2001  e  Legge 190/2012 e la certificazione SA8000 sono considerati poco efficaci.

A seguire, nella seconda parte della mattinata, una tavola rotonda moderata da Laura Reggiani, direttore della rivista Forme, a cui sono intervenuti Donatella Prampolini, vice presidente di Confcommercio, Annarita Fioroni, presidente di Confcommercio Professioni, il presidente di ManagerItalia Guido Carella, Anna Lapini di Confcommercio, Maurizio Sacconi di Adapt, Elio Borgonovi di Apaform, e Vito Antonio Volpe di Ismo.

Gli interventi degli ospiti

“Questa ricerca” ha spiegato Annarita Fioroni, “offre lo spunto per un’ampia riflessione che coinvolge imprese, manager e professionisti sull’etica nell’impresa, che significa anche esercizio responsabile dei propri compiti all’interno dei ruoli professionali. Competenze e formazione sono una delle chiavi di lettura dell’etica del professionista 4.0 che punta a un servizio di qualità a cui deve guardare sempre più anche la rappresentanza”.

Maurizio Sacconi ha espresso un giudizio molto lusinghiero sulla ricerca: “Mi ha impressionato perché penso che tutti avvertiamo la crisi del nostro sistema occidentale. Dobbiamo superare il presentismo e costruire nuovi paradigmi. Le imprese devono iniziare a capire che non si può misurare tutto in base alle valutazioni trimestrali. La persona sul posto di lavoro va ora considerata nella sua integrità perché i lavoratori non sono numeri come nel fordismo”.

Per Guido Carella “non siamo in un periodo di transizione ma di metamorfosi. Cambiano i paradigmi storici. Per me la parola chiave su cui ripartire è consapevolezza, a cui bisogna aggiungere la parola sociale”

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