CONSULENTI DEL LAVORO | Creare nuova occupazione nel Mezzogiorno

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    La Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, ha incontrato ieri a Roma il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, presso la sede di via della Stamperia.

    Un confronto per parlare delle difficoltà del mercato del lavoro, specie nel Mezzogiorno, ma anche del ruolo delle Regioni in questa materia. Soprattutto in vista dell’annunciata volontà politica del Ministro di completare entro il 2019 la legge quadro sull’autonomia differenziata.

    Investimenti mirati

    Per il Consiglio Nazionale dell’Ordine, intanto, è quanto mai urgente creare nuova occupazione nel Mezzogiorno attraverso investimenti mirati a impedire l’abbandono dei territori da parte di imprese e giovani talenti. A tal proposito è stata evidenziata la necessità di una regia unica a livello nazionale per quanto riguarda la gestione del sistema delle politiche del lavoro e del reddito di cittadinanza. In base all’articolo 117 della Costituzione, infatti, su queste materie incide a vario titolo la legislazione concorrente fra Stato e Regioni.

    Secondo i Consulenti del Lavoro, è fondamentale che l’annunciata autonomia differenziata non accentui il divario produttivo e occupazionale fra Nord e Sud del Paese. Il progetto portato avanti dal ministro Boccia, semmai, potrebbe essere l’occasione per provare a omogeneizzare su tutto il territorio nazionale la gestione delle politiche attive, i servizi per l’impiego e la sicurezza sul lavoro. Necessario, infine, un sistema di integrazione fra pubblico e privato più solido ed efficiente e un rilancio degli investimenti per stimolare la domanda di lavoro nei territori del Sud.

    Nel corso dell’incontro è stato poi affrontato il tema dell’accesso ai fondi europei da parte dei liberi professionisti. I Consulenti del Lavoro hanno chiesto maggiore apertura da parte delle Regioni dei bandi comunitari agli iscritti agli ordini. Infine, il tema dell’equo compenso.

    L’equo compenso per i professionisti

    A circa due anni dall’introduzione dell’equo compenso per i professionisti, sostenuto proprio da Francesco Boccia in qualità di Presidente della Commissione bilancio della Camera durante l’iter di approvazione del D.l. n. 148/2017, poi modificato dalla Legge di Bilancio 2018, la piena affermazione di questo principio resta lontana. Tuttavia alcune Regioni (Calabria, Puglia, Sicilia, Toscana, Lazio, Molise e Campania) hanno provveduto ad emanare autonome normative in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali. Le stesse, seppur apprezzabili nell’intenzione e in molti casi anche in termini di contenuto, prevedono però livelli di tutela differenti.

    Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha evidenziato la necessità un atto di indirizzo che tenda ad uniformare gli interventi normativi nelle diverse regioni. Introducendo l’obbligo per tutte le strutture regionali, per gli enti strumentali e per le società controllate di prevedere negli atti relativi alle procedure di affidamento di incarichi che i compensi professionali siano determinati sulla base dei parametri stabiliti dai decreti ministeriali adottati per le specifiche professioni e che gli stessi, così individuati, siano utilizzati quale criterio o base di riferimento per determinare l’importo a base di gara.

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