Come ridurre lo stress lavoro-correlato

Qualche suggerimento su come ridurre lo stress che si manifesta quando le richieste dell’ambiente di lavoro superano la capacità del lavoratore di affrontarle o controllarle.

di Mirco Spaggiari |

Lo stress lavoro-correlato può essere definito come “la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste dell’ambiente lavorativo eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste”.

Tale percezione di squilibrio porta inevitabilmente, nel medio-lungo termine, diverse forme di sintomi o disturbi che vanno dal mal di testa ai disturbi gastrointestinali, dalle patologie del sistema nervoso (come i disturbi del sonno, la nevrastenia o la sindrome da fatica cronica) fino ai casi di burn-out o di collasso nervoso. Tra le principali cause dello stress lavoro-correlato troviamo fattori intrinseci al lavoro, ad esempio il tipo di lavoro o il lavoro notturno, oppure intrinseci all’ambiente e alle attrezzature di lavoro, ma anche e soprattutto cause legate alle funzioni e alla cultura, come la ridotta comunicazione o i bassi livelli di sostegno nella risoluzione di problemi, oppure la mancanza di definizione degli obiettivi professionali piuttosto che gli eccessivi carichi di lavoro.

Suggerimenti per ridurre lo stress

L’Accordo Quadro Europeo sullo Stress nei Luoghi di Lavoro, al punto 6 “Prevenire, eliminare o ridurre i problemi di stress da lavoro” cita anche una serie di provvedimenti antistress, quali ad esempio la consulenza di un coach, un counselor, uno psicologo o incontri di formazione per i dirigenti e i lavoratori. Vediamo dunque cosa consiglierebbe un esperto counselor o un coach, trovandosi di fronte a un problema da tutti molto sentito, come quello legato al fattore “tempo”.

• Concentrarsi sulle priorità

Le persone psicologicamente più inclini a stressarsi fanno fatica a stabilire delle priorità. La loro giornata è piena di cose da fare che per loro rivestono tutte la stessa massima importanza e che devono essere fatte urgentemente. Se si vuole evitare lo stress, si deve imparare a organizzarsi e a programmare giornalmente, settimanalmente e mensilmente. Ogni giorno bisogna decidere quali cose devono essere fatte con urgenza, quali farai se ti rimane il tempo e quali compiti possono invece aspettare.

• La salute prima di tutto

Quando si è sommersi di cose da fare e non si ha nemmeno il tempo per respirare, si potrebbe essere tentati di far saltare fuori del prezioso tempo extra, saltando i pasti o alimentandosi con le prime porcherie che si trovano a portata di mano, dormendo 4/5 ore per notte, non concedendosi un attimo di riposo. Pensare che le proprie esigenze possano aspettare è sbagliato. Se si continua a ignorare i propri bisogni fisici, si finisce per crollare e ammalarsi; è importante quindi prendersi anche cura di se stessi. Se ci si sente nervosi e di cattivo umore, o annebbiati dalla stanchezza come si fa a trasmettere gioia e serenità? Perciò, soprattutto se si ha una vita pesante e piena di responsabilità, bisogna cercare di occuparsi della propria salute. Se si è in una buona condizione fisica, si avrà più energia, si sarà più lucidi e si resisterà meglio allo stress.

• Ritagliarsi del tempo per sé

Hai così tante cose da fare che concederti del tempo libero ti sembra una perdita di tempo? Oppure avere del tempo libero ti sembra un lusso inimmaginabile? Prima di pensare che si tratti di un consiglio un po’ utopistico il suggerimento è di pensare al tempo libero come a un investimento. Ogni giorno bisogna dedicare almeno 30 minuti di tempo per fare delle cose che ci piacciono: una passeggiata, una telefonata a un amico, sfogliare una rivista. Con il tempo ci si accorge che questa pausa ricarica e che permette di ritornare al lavoro con rinnovata energia ridimensionando i problemi. Se si ha la fortuna di avere più tempo libero, il consiglio è di imparare una tecnica di rilassamento o di respirazione, oppure di praticare uno sport. Sia la tecnica di rilassamento che l’attività sportiva sono infatti potenti alleate nella lotta contro lo stress.

• Porsi dei limiti

Se vi sembra che la giornata lavorativa non abbia mai fine, dovete provare a chiedervi se siete capaci di porvi dei limiti. C’è sempre qualcuno disposto a prendersi il vostro tempo e le vostre energie: il capo che salta fuori all’ultimo minuto con un urgentissimo lavoro da fare, il cliente rompiscatole che telefona alle ore più improbabili del giorno e della notte. Quando non c’è una vera necessità, bisogna imparare a dire di no o a posticipare. Decidere che a una certa ora la giornata lavorativa è finita: salvo urgenze che siano veramente tali, da una certa ora non siete disponibili per nessuno, si stacca il cellulare e ci si gode la libertà.

• Delegare e chiedere aiuto

Se ti accorgi di non farcela, impara a chiedere aiuto o a delegare. Per molte persone non è facile chiedere aiuto per diverse ragioni. Alcuni sono restii a farsi aiutare perché temono di perdere il loro ruolo o di dimostrare di essere incapaci di gestire la situazione. Pensano che dovrebbero essere in grado di cavarsela perfettamente da soli e considerano il fatto di avere bisogno di un appoggio, come una manifestazione di debolezza o incapacità personale. Altre persone non chiedono aiuto perché sono dei perfezionisti convinti e non si fidano delle persone che li circondano. Sono, infatti, convinti che il loro modo di fare le cose sia l’unico giusto o almeno il migliore in assoluto. Se anche tu hai bisogno di aiuto, ma sei restio a chiederlo, devi imparare a superare le tue resistenze: poter condividere con gli altri parte delle tue mansioni ti faciliterà enormemente la vita.

• Confrontarsi con gli altri

L’isolamento è uno dei fattori in grado di amplificare enormemente il livello di stress. Perciò, per quanto sia difficile la situazione, bisogna cercare di non isolarsi. Potersi sfogare con un amico comprensivo è di fondamentale aiuto per ridurre il livello di stress. Se è possibile, bisogna cercare di frequentare delle persone che stanno vivendo la stessa esperienza. Confrontarsi con altre persone nelle stesse condizioni può dare conforto e incoraggiamento.

* Mirco Spaggiari è fondatore di Om.en, società di consulenza aziendale.


Le principali cause dello stress lavoro-correlato

• Fattori intrinseci al lavoro: legati al tipo di lavoro o al lavoro notturno

• Fattori intrinseci all’ambiente e alle attrezzature di lavoro: problemi inerenti all’affidabilità, la disponibilità, l’idoneità, la manutenzione o la riparazione di attrezzature di lavoro

• Funzioni e cultura: ridotta comunicazione e bassi livelli di sostegno nella risoluzione di problemi e sviluppo personale, mancanza di definizione degli obiettivi professionali

• Ruolo nell’organizzazione: ambiguità e conflitto di ruolo

• Sviluppo di carriera: incertezza o fase di stasi per la carriera, promozione insufficiente o eccessiva, bassa retribuzione, insicurezza dell’impiego, scarso valore sociale attribuito al lavoro

• Relazioni sul lavoro: isolamento fisico e sociale, rapporti limitati con i superiori, conflitto interpersonale, mancanza di supporto sociale

• Struttura e clima organizzativo

• Interfaccia casa lavoro: richieste contrastanti tra casa e lavoro, scarso appoggio in ambito domestico, problemi di doppia carriera

• Pianificazione dei compiti: monotonia, cicli di lavoro brevi, lavoro frammentato o inutile sottoutilizzo delle capacità

• Carico e ritmo di lavoro: carico di lavoro eccessivo o ridotto, mancanza di controllo sui ritmi, livelli elevati di pressione in relazione al tempo.


L’ultimo rapporto di Osha, l’agenzia del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, ha evidenziato come nuovi fattori di stress:

• Nuove tipologie di contratto e relativa precarietà
• Orario di lavoro irregolare e flessibile
• Instabilità del posto di lavoro
• Intensificazione del ritmo di lavoro
• Invecchiamento della forza lavoro
• Mobbing, violenza e bullying
• Scarso livello di protezione individuale e sociale
• Riorganizzazioni aziendali e fusioni
• Aumento della competitività


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.