Smart Working: cosa ne pensano lavoratori e imprese?

L’ultima edizione del Randstad Workmonitor ha rivelato una crescente richiesta da parte dei lavoratori italiani di flessibilità e autonomia professionale, ma anche una resistenza culturale da parte di molti lavoratori e imprese, ancora legate alla modalità di lavoro tradizionale, ossia con l’attività svolta solo in ufficio e a orari fissi.

I risultati del Randstad Workmonitor rivelano infatti che gli italiani sono tra i lavoratori che apprezzano maggiormente lo Smart Working: per l’87% degli intervistati il lavoro agile permette di mantenere un buon equilibrio tra vita privata e vita professionale, ben il 5% in più rispetto alla media globale e il 7% rispetto a quella europea. L’84% degli intervistati italiani, invece, è favorevole al lavoro smart perché consente di avere una maggiore autonomia e aumenta produttività, creatività e professionale, una percentuale superiore del 3% rispetto alla media globale e del 5% rispetto a quella europea. Il 66% degli italiani vorrebbe lavorare solo occasionalmente in modalità agile.

L’altra faccia della medaglia della questione dello Smart Working è rappresentata da quella fetta di lavoratori che preferiscono ancora forme di lavoro più tradizionali. Il 66% degli italiani preferisce infatti lavorare in ufficio. Un aspetto significativo emerso dalla ricerca, inoltre, è che il 47% degli italiani è convinto che il lavoro agile aggiunga stress alla vita privata perché impedisce di staccare dal lavoro.

Anche le aziende che decidono di adottare forme di lavoro agile risultano in aumento. Il 48% degli intervistati, infatti, sta già lavorando in modalità agile, il 7% in più rispetto alla media globale e il 9% rispetto a quella europea. Sotto questo aspetto, l’Italia è superata solo da Germania (52%), Danimarca (51%) e Olanda (49%). Il 43% dei lavoratori interpellati, invece, ha dichiarato di trovarsi in una fase di transizione tra il lavoro tradizionale in ufficio a orari fissi e forme di Smart Working. Ma ci sono anche altri dati che sottolineano l’impegno delle aziende italiane verso l’evoluzione del lavoro in ottica smart: il 62% dei dipendenti italiani ha infatti dichiarato che le aziende per le quali lavorano hanno fornito loro tutti gli strumenti tecnologici necessari per poter lavorare da remoto.

Tuttavia, anche nel caso delle aziende, esiste una parte di datori di lavoro che preferiscono non adottare, almeno per ora, forme di lavoro agile: la ricerca ha infatti evidenziato che il 65% degli italiani lavora ancora in modalità tradizionale (-3% rispetto alla media mondiale ma 2% in più rispetto a quella europea), mentre il 70% dei lavoratori favorevoli al lavoro smart svolge mansioni che non consentono di lavorare da remoto. Un altro 70%, inoltre, preferisce le riunioni in ufficio per avere la possibilità di confrontarsi con i colleghi di persona.

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