La ricerca di talenti è sempre più difficile

ricerca dei talenti
La ricerca dei talenti

Può sembrare impossibile, ma la ricerca di talenti qualificati sta diventando sempre più impegnativo per le imprese, nonostante lo scenario attuale di crisi economica basato su disoccupazione e continue chiusure aziendali.

Eppure in Italia il 37% dei datori di lavoro segnala difficoltà nel reperire sul mercato le figure professionali con le giuste competenze. Saliamo al 45% a livello mondiale. Questi dati emergono dalla recente ricerca Talent Shortage condotta da Manpowergroup.

Ma come è possibile tutto ciò?

La tecnologia emergente e le mutevoli necessità in termini di competenze lasciano i datori di lavoro con posizioni scoperte, minacciando efficienza, produttività e crescita futura.

I ruoli maggiormente qualificati sono i più difficili da ricoprire. Tra questi spiccano ingegneri, operai specializzati, sales manager, autisti, impiegati amministrativi e di back office, tecnici e programmatori.

E nonostante l’intelligenza artificiale stia espandendo l’automatizzazione di determinate posizioni, l’acquisizione di uno staff esperto e la ricerca di talenti rimane comunque di fondamentale importanza, soprattutto per la gestione di tutte le operazioni aziendali collegate.

Un’altra corrente di pensiero suppone che il vero problema non sia la mancanza di talenti, ma bensì la scarsa capacità delle aziende di intravedere il potenziale di skills e leadership tra i dipendenti.

Investire nelle capacità del proprio personale, garantendo loro appropriati corsi di formazione e di aggiornamento, farà in modo che il dipendente non lasci il suo impiego per un altro. Di fatto un avanzamento di carriera, un ambiente di lavoro amichevole e la possibilità di una crescita personale sono più significativi rispetto a un titolo professionale avanzato o a una aspettativa finanziaria.

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