Ben pagati e soddisfatti?

Reso noto il Salary Satisfaction Report 2019. Sebbene in miglioramento, l’indice di soddisfazione dei lavoratori italiani rispetto alla loro retribuzione resta negativo.

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Salary Satisfaction Report

di Paola Cozzi |

La retribuzione è un fattore importante, ma non sufficiente, a generare nel lavoratore soddisfazione e motivazione. Certo, quest’ultima cala se il salario non è adeguato, ma non è automatico che aumenti con il miglioramento delle condizioni economiche.

Partendo da questo assunto di base, condiviso da studiosi ed esperti in materia, il “Salary Satisfaction Report 2019”, realizzato da JobPricing in collaborazione con Spring Professional, attraverso una indagine che si è svolta tra dicembre 2018 e gennaio 2019, ha tastato il polso a un campione di 2.032 dipendenti, considerando una serie di variabili che vanno a “scavare” nel grado di soddisfazione complessiva espresso, approfondendone i significati.

Posto che ogni stipendio deve poter essere percepito come sufficiente ad assicurare il tenore di vita minimo atteso, fattori quali equità, performance, trasparenza e meritocrazia, contribuiscono a influenzare il “sentire” di ognuno all’interno dell’azienda.


« I lavoratori italiani sono insoddisfatti rispetto alla loro retribuzione. Solo il 41% dà un giudizio di soddisfazione e solo il 3,4% dichiara di essere pienamente soddisfatto, mentre ben il 20,6% dichiara di esserne fortemente insoddisfatto »


Equità interna e performance individuale

Sebbene in leggero miglioramento rispetto al passato, l’indice di soddisfazione dei dipendenti italiani rispetto alla propria retribuzione resta negativo per il quarto anno consecutivo, attestandosi al 4.1 in una scala che va da 0 a 10.

Dato, questo, che ci parla di lavoratori, in generale, insoddisfatti del proprio stipendio. Solo il 41% dà infatti un giudizio di soddisfazione e solo il 3,4% dichiara di essere pienamente soddisfatto. Mentre, ben il 20,6% dichiara, all’opposto estremo, di esserne fortemente insoddisfatto. Il livello di insoddisfazione è inferiore nel settore industriale e al Nord piuttosto che al Centro, al Sud e nelle Isole.

Ma approfondiamo. Le risposte alla domanda “Sono retribuito equamente rispetto ai colleghi che svolgono il mio stesso lavoro?” hanno posto in evidenza una percezione negativa, che si aggrava in presenza della sola retribuzione fissa, dunque in assenza di bonus, premi, incentivi e altri benefit.

“Sono retribuito secondo il mio reale contributo al raggiungimento degli obiettivi dell’azienda?”: anche in questo caso, il giudizio espresso si colloca in fascia negativa, rimarcando una correlazione piuttosto debole tra salario e performance del lavoratore. In estrema sintesi, oltre il 60% dei dipendenti raggiunti dal questionario non ritiene che il proprio stipendio corrisponda al contributo professionale realmente offerto.

Meritocrazia: la nota più dolente

Se la trasparenza nella comunicazione dei criteri retributivi è l’aspetto che ha registrato il miglioramento più significativo dal 2016 (indice 5.0), il tema della meritocrazia è, al contrario, la causa di maggiore insoddisfazione da parte dei lavoratori italiani, con un punteggio di 3.6: un dipendente su tre lamenta la totale assenza di meritocrazia in azienda, non ritenendo che aumenti di stipendio, promozioni e, più in generale, trattamenti particolari, vadano “a chi se li merita”.

Ricordiamo che performance, trasparenza e meritocrazia hanno tutte un punto in comune: il livello di soddisfazione sale in maniera considerevole nei casi in cui venga percepita una quota di retribuzione variabile legata a obiettivi individuali. Mentre, chi possiede una retribuzione fissa e non ha accesso a bonus, premi, incentivi e altri benefit, si dichiara maggiormente insoddisfatto su tutti i temi toccati.

Perché cambiare lavoro?

Quali sono i fattori più importanti nella scelta del posto di lavoro? A tale riguardo, il Report evidenzia che la retribuzione fissa è l’unico elemento “tangibile” a essere ritenuto realmente importante. Altre leve economiche quali retribuzione variabile, benefit e premi, lo sono molto meno, superate dagli elementi “intangibili”, vale a dire buoni rapporti interpersonali con colleghi e superiori, contenuto del lavoro, formazione e flessibilità. Oggi, oltre due lavoratori su tre cambierebbero lavoro per un miglioramento dello stipendio fisso (69,1%). Tuttavia, quando si tratta di decidere se restare o andare, un peso rilevante lo hanno ancora una volta gli elementi intangibili, ritenuti significativi sia nella scelta del posto di lavoro, sia nella spinta al cambiamento.

Infine, l’indagine rileva che opportunità lavorative e sviluppo di carriera sono, oggi, la prima motivazione per la quale le persone si dichiarano maggiormente disposte a sacrificare parte del proprio compenso fisso.
E gli incentivi a lungo termine sono, in generale, l’aspetto che incide maggiormente nel miglioramento di quasi tutti gli indici. Un’indicazione importante – questa – sull’approccio che i datori di lavoro dovrebbero adottare con i propri dipendenti, soprattutto se sono altamente performanti.


Indice di soddisfazione della retribuzione dei lavoratori dipendenti (indice da 0 a 10, fonte Job Pricing)

Parametro

Indice 2019

Trend 2019-2016

Trend 2019-2018

Soddisfazione complessiva

Sono soddisfatto in generale del mio pacchetto retributivo

4,1

+0,3

+0,4

Equità interna

Sono retribuito equamente rispetto alle altre persone
che in azienda svolgono il mio stesso lavoro

4,6

-0,3

-0,4

Competitività esterna

Il livello retributivo che mi garantisce l’azienda è in linea con altre realtà simili (concorrenti, aziende simili)

5,0

+0,3

+0,2

Performance e retribuzione

Sono retribuito secondo il mio reale contributo
al raggiungimento degli obiettivi della mia unità organizzativa

4,1

+0,4

+0,4

Trasparenza

Mi sono noti i motivi per cui in azienda si prevede
un riconoscimento di merito (premio, bonus, avanzamenti livello)

5,0

+0,5

+0,9

Fiducia e comprensione

Le motivazioni alla base dei riconoscimenti di merito nella mia azienda (promozioni, bonus, aumenti) sono condivisibili

4,0

nd

nd

Meritocrazia

C’è meritocrazia nell’azienda per cui lavoro (le promozioni vanno a chi le merita di più)

3,6

-0,2

+0,3

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