Celebrato a Ginevra il centenario dell’ILO

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La 108ª sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro – che ha celebrato a Ginevra il Centenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) – si è conclusa il 21 giugno con due risultati che si possono definire storici: l’adozione della “Dichiarazione del Centenario sul Futuro del lavoro”, che traccia la strada verso un mondo del lavoro che abbia al centro la persona, e l’adozione di una Convenzione molto attesa, accompagnata da una Raccomandazione, per prevenire e combattere la violenza e le molestie nel mondo del lavoro.

Un appello alla mobilitazione per il futuro del lavoro

La “Dichiarazione del Centenario sul Futuro del lavoro” è, infatti, un documento solenne che riafferma l’importanza e l’attualità del mandato dell’OIL, in un mondo del lavoro in continua trasformazione, e costituisce una forte deliberazione programmatica di intenti ed un appello alla mobilitazione di tutti gli attori, Governi, Istituzioni, datori di lavoro e lavoratori, indicando un percorso per le attività future dell’Organizzazione.

La Dichiarazione guarda al futuro del lavoro mettendo al centro la persona e si pone come fondamentale strumento per orientare l’azione dei Governi, anche attraverso il dialogo sociale con i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, al fine di garantire elevati livelli di giustizia sociale negli anni a venire, nonché la promozione di uno sviluppo inclusivo e sostenibile e di un’occupazione piena e produttiva.

Combattere la violenza e le molestie nel mondo del lavoro

La Convenzione e la Raccomandazione sulla violenza e molestie nel mondo del lavoro hanno una straordinaria rilevanza, in quanto strumenti normativi finalizzati a prevenire e combattere la violenza e le molestie nel mondo del lavoro che “possono costituire una violazione o un abuso dei diritti umani […] e una minaccia per le pari opportunità, inaccettabile e incompatibile con il lavoro dignitoso”. La Convenzione definisce “la violenza e le molestie” come un insieme di comportamenti, pratiche o minacce “che mirano a provocare – o sono suscettibili di provocare – danni fisici, psicologici, sessuali o economici”.

La nuova norma internazionale del lavoro mira a tutelare i lavoratori, indipendentemente dal loro status contrattuale, i datori di lavoro e include anche le persone in formazione, tirocinio e apprendistato, i lavoratori il cui rapporto di lavoro è terminato, i volontari, le persone in cerca di lavoro e candidati al lavoro, i lavoratori dell’economia formale e informale. Riconosce che “le persone che esercitano autorità, doveri o responsabilità propri di un datore di lavoro” possono anch’esse essere soggette a violenza e molestie.

La Convenzione costituisce un Trattato internazionale che ha efficacia normativa obbligatoria e vincolante se ratificato dagli Stati membri.

L’Italia ha contribuito efficacemente all’elaborazione e all’adozione di questi strumenti, partecipando attivamente ai lavori della Conferenza Internazionale unitamente ai Paesi UE, agli altri Stati membri dell’OIL e alle Organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro.

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