Un disegno di legge per dare più welfare e tutele ai lavoratori autonomi

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Cnel welfare autonomi

L’articolo 99 comma 3 della Costituzione stabilisce che il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge“. E proprio sull’iniziativa legislativa, dopo aver scampato l’abolizione prevista dalla riforma costituzionale del Governo Renzi bocciata dal referendum del 4 dicembre 2016, sembra voler puntare il “nuovo” Cnel.

Il welfare per gli autonomi

In questo solco si colloca l’annuncio di un disegno di legge per ampliare gli strumenti di welfare riservati ai lavoratori autonomi che preveda anche un ammortizzatore sociale universale, finalizzato all’eventuale sostegno ai professionisti nei periodi di forte riduzione del reddito. È quanto sostenuto dalla Consulta sul lavoro autonomo e le professioni, istituita presso il Cnel come espressione delle forze sociali e delle associazioni di rappresentanza di secondo livello del lavoro autonomo.

Tiziano Treu, Presidente del Cnel, ha spiegato che sono già stati delineati gli ambiti di intervento che vanno dall’incremento delle prestazioni e della platea dei beneficiari delle indennità di malattia e maternità e degli assegni familiari, alla promozione dell’assistenza sanitaria integrativa attraverso forme mutualistiche, fino al sostegno degli investimenti in formazione, specializzazione e riqualificazione professionale”.

Migliorare il lavoro dei professionisti

“L’obiettivo, alla luce delle profonde trasformazioni che negli ultimi anni hanno interessato il mercato del lavoro, è migliorare sensibilmente le condizioni di lavoro dei professionisti, anche attraverso strumenti moderni e innovativi che associno tutela del lavoratore autonomo e interessi della collettività” ha aggiunto Gaetano Stella, consigliere del Cnel e coordinatore della Consulta.

Sempre su tale fronte, Stella ha ricordato inoltre che la Consulta nella sua ultima riunione ha anche approvato un ordine del giorno per sollecitare il Ministero del Lavoro ad attivare il tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo previsto dall’art.17 della legge 81/2017, non ancora avviato a quasi due anni di distanza dall’entrata in vigore della riforma.

Il Ddl sul welfare per i lavoratori autonomi si aggiunge dunque alle proposte di legge presentate a fine marzo, riguardanti l’istituzione del Codice unico dei contratti collettivi nazionali di lavoro – volta a razionalizzare l’attività di archiviazione alla luce della cooperazione amministrativa in essere con l’Inps – e quella l’istituzione del Comitato nazionale indipendente per la produttività – in attuazione della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 20 settembre 2016.

La speranza è ovviamente che tutti e tre i disegni di legge possano essere calendarizzati e approvati quanto prima dal Parlamento, ma i numeri certamente non giocano a favore del Cnel. Delle 23 proposte presentate tra il 1967 e il 2017 nessuna è diventata legge dello Stato.

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