Il lavoro al centro del futuro dell’Italia

I dibattiti, le ricerche, i confronti, le critiche e le proposte durante il Festival del Lavoro hanno affrontato i temi del lavoro guardando in faccia i problemi reali del Paese.

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Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

di Marina Calderone |

Ancora una volta il Festival del Lavoro ha avuto la capacità di riportare la questione occupazionale all’interno di un dibattito dove è prevalso l’approccio pragmatico di chi è chiamato ogni giorno ad applicare norme spesso molto complesse.

Giustappunto, nei giorni della manifestazione, dal 28 al 30 giugno 2018, il Governo presentava il suo primo intervento legislativo in materia (il cosiddetto “Decreto Dignità). Il ritorno al Festival del Lavoro di Luigi Di Maio, questa volta nelle vesti di ministro di Lavoro, dopo gli interventi degli altri anni da leader del Movimento Cinque Stelle, è stata l’occasione per sviluppare un confronto intorno alla necessità di creare nuova occupazione. Del resto, come ben sanno i consulenti, il lavoro non si crea per decreto ma una pessima legge può distruggerlo. I dibattiti e le ricerche i confronti, le critiche e le proposte che si sono alternati sul palco del Milano Congressi hanno avuto il merito di affrontare i temi del lavoro guardando i faccia i problemi reali del Paese. Sui diversi ambiti di discussione abbiamo dato il nostro contributo di idee supportato, come sempre, dall’analisi normativa ma anche da quella statistica. A volte infatti i numeri possono spiegare fenomeni apparentemente nascosti e oggetto, perché no, di strumentalizzazioni. In passato, quante volte ci hanno raccontato dell’uso distorto dei voucher in quanto alimentavano lo sfruttamento e che per questo andavano aboliti, come è poi realmente accaduto? Salvo poi scoprire una realtà totalmente diversa e soprattutto dover fare i conti con nuovi strumenti legislativi molto più complessi e pieni di limitazioni, non adatti a un’economia ancora debole e non in grado di dare il necessario slancio a favore di nuove e stabili assunzioni.

La trasformazione del lavoro

Al Festival si è anche molto discusso di trasformazione del mondo del lavoro: dalle necessarie tutele per i laboratori della Gig Economy ai nuovi spazi condivisi come i coworking, passando dall’affermazione dello smart working. Fino ad arrivare al tema degli immigrati, questi ultimi cresciuti in maniera esponenziali negli ultimi 10 anni, (+57,7% arrivando a sfiorare la quota di 5 milioni) e gradualmente sostituitisi agli italiani in alcuni mestieri (cura degli anziani, edilizia, ecc.). Un’evoluzione che disegna scenari del tutto nuovi anche per quanto riguarda gli equilibri previdenziali in seno all’Inps. A distanza di qualche settimana, resta il ricordo di tanti incontri con moltissimi colleghi. Ho fatto tesoro del sentimento di una Categoria che ha ben chiari i problemi dell’occupazione. Riportando al centro della discussione l’alto costo del lavoro, la necessità di investire di più sulle politiche attive e meno in quelle passive, la valorizzazione del capitale umano anche attraverso il welfare, l’esigenza di aggiornare le competenze per essere più competitivi in un contesto in cui l’intelligenza artificiale rappresenta una minaccia concreta, la lotta al sommerso anche tramite strumenti preventivi come l’Asseverazione della regolarità contributiva e contrattuale, per la quale servirebbe una norma che ne sancisca l’obbligatorietà.

Verso la decima edizione

Il prossimo anno sarà la decima edizione del Festival del Lavoro. Ripenso alla prima edizione di Treia (MC) e mi rendo conto di quanta strada la manifestazione ha fatto e soprattutto quanta visibilità ha dato a una professione meritevole di stare dove si discutono le riforme per il futuro dell’Italia. Milano ha ulteriormente ampliato i molteplici messaggi che la categoria può dare al dibattito passando dal lavoro, alla previdenza, alle politiche attive. Due materie alle quali quest’anno abbiamo voluto dare maggiore spazio con un ricco programma di eventi nelle sessioni parallele. I dibattiti della tre giorni sono stati seguiti da migliaia di partecipanti e da tutti i media nazionali, portando nelle case degli italiani non solo le parole dei politici ma anche le analisi condotte della Categoria anche attraverso l’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro e dalle quali emerge come la ripresa sia ancora lontana da generare nuova occupazione. Da tempo sosteniamo che le politiche attive debbano essere la via maestra per recuperare posti di lavoro. Soprattutto se non vogliamo che quasi un milione di disoccupati percettori di assegno di ricollocazione sia definitivamente espulso dal mercato del lavoro perché il sistema pubblico non è in grado di farsene carico. L’esperienza di questo Governo è iniziata da poco e come sempre, i Consulenti del Lavoro eserciteranno al meglio la loro azione sussidiaria propositiva. Capiremo a giugno del 2019 quanta strada il nostro Paese è riuscito a fare. Alla prossima edizione!


Festival 2018, il successo della nona edizione

Grande partecipazione alla nona edizione del Festival del Lavoro che, con 270 ospiti, 80 eventi in 9 aule, 8 dirette televisive e 160 giornalisti accreditati, si conferma anche per quest’anno un importantissimo momento di scambio di idee e proposte fra politici, economisti, giuristi, giornalisti e società civile sugli argomenti più caldi dell’agenda istituzionale. A contribuire al successo dell’edizione 2018 anche la dimensione social: le dirette Facebook degli interventi, fra cui quelli dei due Vicepremier, Matteo Salvini, intervenuto il 29 giugno, e Luigi Di Maio, il 30 giugno prima della chiusura della manifestazione, hanno registrato complessivamente oltre 800.000 visualizzazioni. Sono stati 173.162 gli accessi al sito www.festivaldellavoro.it, 390 i post sulla pagina Facebook e 180 i tweet sulla pagina Twitter.


* Marina Calderone è Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.


Ringraziamo l’Ordine e l’Ente di Previdenza dei Consulenti del Lavoro per averci dato la possibilità di pubblicare questo articolo tratto da “Il Consulente del Lavoro” di luglio/agosto.


 

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